Nordic Walking per Tutti - Beatrix Pfister - Estratto
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Nordic Walking per Tutti - Anteprima del libro di Beatrix Pfister

I benefici del Nordic Walking

I benefici del Nordic Walking

Con un paio di bastoncini, allenando quattro abilità motorie (resistenza, forza, flessibilità e coordinazione), arriviamo a influenzare la nostra qualità di vita. Possiamo parlare di uno sport che fa davvero molto bene: “Assaggiate questa pozione magica, vi aiuterà a vivere sani, felici e senza farmaci”.

Oggi nuove patologie si sviluppano a causa della nostra sedentarietà. Muoversi è il rimedio migliore al mondo ed è così facile! Basta semplicemente prendersi cura di sé.

Chiaramente è più facile assumere un farmaco per il cuore e uno per la digestione, ma conoscete i veri pericoli (effetti collaterali) di questi farmaci?

Nessuno vi spiega che muoversi ogni giorno costituisce la chiave della salute e del processo di guarigione!

Con una tecnica di Nordic Walking efficace e una velocità moderata, esercitiamo le seguenti influenze positive sul nostro corpo:

  • riduzione dei traumi legati alla camminata;
  • ossigenazione (prevenzione delle varici);
  • diminuzione delle tensioni a livello delle spalle e della nuca;
  • perdita di peso, grazie a una maggior combustione dei grassi di riserva;
  • maggior eliminazione degli ormoni dello stress (adrenalina);
  • rafforzamento del sistema cardiovascolare e di quello immunitario;
  • sollecitazione di tutto il corpo (viene attivato all’incirca il 90% dei nostri muscoli1);
  • aumento delle prestazioni fìsiche (mobilità, forza, resistenza e coordinazione).

Questo sport presenta altri vantaggi:

  • è praticabile in natura per tutto l’anno;
  • è rivolto a individui dai 7 ai 77 anni e oltre;
  • favorisce il benessere;
  • aiuta a contrastare le malattie:
  1. Cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione ecc.)
  2. Metaboliche (diabete ecc.)
  3. Dell’apparato locomotore (artrosi, fìbromialgia ecc.)
  4. Dell’apparato respiratorio (asma, malattie polmonari ostruttive croniche ecc.)
  5. Psicologiche (burnout, depressione ecc.)

Secondo un rapporto deH’Inserm pubblicato nel marzo 2008, “Gli anziani che hanno praticato un’attività fìsica regolare nel corso della vita presentano una perdita di tessuto cerebrale minore rispetto ai sedentari e hanno migliori prestazioni cognitive”.

Il Nordic Walking è uno degli sport di resistenza più efficaci, che ha il grande merito di evitare eccessive costrizioni.

Differenze tra bambini e adulti

Le differenze non sono molte, perché il Nordic Walking si presta a tutte le età e a tutti i problemi di salute (v. sopra), come sovrappeso, diabete, problemi respiratori ecc., che del resto compaiono sempre più spesso nei giovani. Tutti devono muoversi e il Nordic Walking è uno sport ludico in cui facciamo lavorare la forza, la resistenza, la mobilità e la coordinazione. Può motivare varie generazioni a muoversi e a trarne piacere assieme.

Variare l’apprendimento non può che apportare vantaggi al corpo.

Nel bambino è importante rispettare certi punti:

  • la tecnica si impara più rapidamente giocando e con delle immagini, per esempio “sei una principessa” e la bambina assume subito una postura eretta (tappa 5, postura) o la giocoleria (tappa 3, afferrare-lasciare) ecc.;
  • solo gli elementi tecnici “braccia lunghe” e “bastoncini inclinati a 60°” vengono insegnati senza giochi;
  • l’inquadramento (disciplina) è fondamentale per evitare qualunque rischio di incidente.

Il movimento di oscillazione delle braccia, associato all’uso dei bastoncini, sollecita tutti i muscoli della parte superiore del corpo (cingolo scapolare, colonna cervicale, tronco, braccia). In questo modo, permette un allenamento fìsico globale e armonioso.

È raccomandato a tutti coloro la cui pratica più o meno intensiva di uno sport sviluppa la muscolatura in maniera poco equilibrata (per esempio ciclismo, corsa, tennis, golf o calcio).

Costituisce un allenamento supplementare e permette di evitare gli effetti nocivi degli squilibri muscolari.

Qualche esempio dei benefìci del Nordic Walking nella pratica di altre discipline sportive

Integrandolo nel proprio allenamento, lo sportivo trova nel Nordic Walking una fonte di miglioramento per la pratica del suo sport abituale.

Il ciclista può rafforzare gli erettori del rachide, mobilizzare il tronco, il cingolo scapolare e familiarizzare con un lavoro attivo dei piedi, cosa che gli permetterà di evitare da un lato di sovraccaricare la cerniera cervico-dorsale e dall’altro di accorciare i flessori dell’anca e plantari.

Chi pratica corsa di fondo non usa i muscoli degli arti inferiori come li usa chi pratica Nordic Walking. Il corridore arriva sull’avampiede a ogni passo, mentre il nordic walker rulla il passo dal tallone alla punta del piede.

A lungo andare il corridore rischia di vedersi accorciare i flessori dell’anca (muscolo ileo-psoas) in stile “posizione seduta alla scrivania” e quelli plantari (muscolo soleo e gemello). Troverà quindi sempre più difficoltà ad allungare la falcata. La mobilità dell’anca risulterà automaticamente inibita e, non utilizzando più l’intero arco di movimento dell’anca, si instaurerà progressivamente una rigidità nel movimento. La pratica del Nordic Walking in parallelo consentirà di mantenere una falcata e un arco di movimento articolare ottimali, perché allena a rullare e ad allungare il passo (passo adattato).

Il vantaggio del Nordic Walking consiste nell’utilizzare tutto il corpo, rafforzando il tronco e gli arti superiori, che aiutano il corridore a evitare di sovraccaricare la schiena (ammortizzando i traumi!).

Il tennista, a causa dei movimenti ripetitivi lateralizzati imposti dalla racchetta, che finiscono con il creare uno squilibrio su tutto il corpo, alla lunga può soffrire di tendiniti, gomito del tennista (tendinite dei bicipiti) o mal di schiena.

Con il Nordic Walking lavoriamo su ambedue le parti del corpo (destra e sinistra) in maniera simmetrica. Una straordinaria possibilità per il fisico.

Nella storia sono successe cose incredibili

Nel Medioevo la mano sinistra era vista come la mano del diavolo. Pertanto, ai bambini veniva legata dietro la schiena per evitare che fossero mancini. Nel Rinascimento l’oscurantismo medievale scompare, lasciando i mancini come Leonardo da Vinci o Michelangelo liberi di esprimersi.

Il mondo moderno tollera senza problemi i mancini, sebbene fino agli anni Sessanta del Novecento la scuola li abbia ostacolati costringendoli a scrivere con la mano destra. La vita attuale non è molto adatta ai mancini, per esempio per entrare in metropoli-tana il biglietto si timbra a destra, il rubinetto dell’acqua calda è a sinistra, la leva del cambio nell’automobile è a destra e i mouse ergonomici sono previsti per i destrimani.

La sede della lateralizzazione

Il cervello è un organo situato nella cavità cranica. È responsabile della coscienza, del pensiero, della memoria e del controllo di tutte le funzioni organiche. Protetto dal cranio, interpreta tutte le informazioni sul mondo esterno e verso di esso convergono tutte quelle che riguardano il nostro organismo, per venirvi elaborate. Il cervello è diviso in due parti simmetriche chiamate emisferi, esse stesse divise in lobi: parietale, frontale, occipitale e temporale. I due emisferi cerebrali sono uniti dal corpo calloso, che favorisce il collegamento delle varie informazioni. Il cervello controlla l'aspetto motorio delle nostre azioni e tutti i nostri movimenti: il nostro modo di camminare, di correre, di suonare uno strumento musicale ecc. Tutte le informazioni provenienti dagli organi di senso (occhi, orecchie, naso o recettori tattili della pelle) sono trasmesse al cervello, che le analizza e le interpreta per reagire di conseguenza. Gli emisferi cerebrali si assomigliano, ma non sono identici. Ciascuno di essi controlla la metà del corpo che si trova sul lato opposto; pertanto, l'emisfero destro riceve le informazioni provenienti dal lato sinistro del corpo e viceversa, l'emisfero sinistro controlla il lato destro del corpo.

La lateralità si manifesta in forme diverse. Tra la popolazione, ci sono più destrimani che mancini. Ciò può essere dovuto a fattori genetici o endocrini. La lateralità si manifesta anche sul piano fisiologico, essendo appunto il cervello diviso in emisferi che si suddividono i compiti e gestiscono lati opposti.

Cause e conseguenze

Una cattiva lateralizzazione può costituire causa di malattie, ma anche esserne la conseguenza.

La balbuzie, un disturbo della parola con difficoltà a pronunciare certe sillabe a causa di un blocco durante l’eloquio, è una patologia frequente.

La dislessia può anch’essa comparire in seguito a un problema di lateralizzazione. Produce difficoltà di apprendimento più o meno gravi, per esempio nella lettura e nella scrittura, senza però cagionare deficit intellettivo o sensoriale.

L’emiplegia è la conseguenza di un problema di circolazione sanguigna con trasporto di coaguli nel cervello, danneggiando così una parte di un emisfero cerebrale e condannando il paziente a una paralisi di metà corpo. Può anche succedere che il paziente si ristabilisca in parte dal danno cerebrale; in questo caso, il 65% dei mancini si ristabilisce più rapidamente, contro il 40% dei destrimani, perché i mancini hanno la possibilità di stabilire nuove connessioni per sostituire le parti distrutte, grazie al corpo calloso più voluminoso rispetto a quello dei destrimani.

Il Nordic Walking favorisce la stimolazione delle due metà del cervello, permettendo di rendere il lato destro uguale al lato sinistro del corpo.

"Dopo un trauma cranico in seguito a un grave incidente, Pierre-Henri ha seguito una lunga riabilitazione fisica presso la clinica di riabilitazione della Suva a Sion, nella Svizzera romanda. Una volta lasciata la clinica, bisognava trovargli un'attività fisica per proseguire la riabilitazione. Il Nordic Walking si è rivelato la soluzione ideale: avendo sofferto di un'emiplegia destra, Pierre-Henri presentava eminegligenza, cioè dimenticava di utilizzare il braccio destro. Da principio non si notavano miglioramenti e il bastoncino destro spesso veniva trascinato per terra; poi, poco a poco, il riflesso è ritornato. Praticando Nordic Walking è stato costretto a lavorare con ambedue le braccia e coordinare i movimenti, conducendo nel contempo un'attività aN'aria aperta con persone simpatiche e motivate! Il Nordic Walking infatti è anche una bella opportunità di inserirsi socialmente in un gruppo, cosa importante dopo aver trascorso lunghi mesi in ospedale. Offre una dimensione sociale da non trascurare!".
Pierre-Henri (testimonianza della moglie)

Questi tre esempi permettono di rendersi conto dell’importanza di imparare uno sport con qualcuno di competente, in grado di proporre movimenti giusti ed esercizi integratori per conservare un corpo sano o ristabilire la salute.

La regolare pratica, in natura e con un’andatura moderata, di una tecnica adeguata di Nordic Walking allena il sistema cardio-vascolare, migliora la regolazione metabolica (importante per chi soffre di diabete), scioglie i depositi di grasso, riduce il livello di colesterolo e diminuisce il rischio di disturbi coronarici.

Questo testo è estratto dal libro "Nordic Walking per Tutti".

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