Parole Magiche per gli Animali - Cristiano Tenca
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Parole Magiche per gli Animali - Anteprima del libro di Cristiano Tenca

Formule e incanti per il loro benessere

Terzo millennio

Siamo entrati ufficialmente nel terzo millennio e da pochi anni anche nell’età dell’Acquario. Chi si aspettava la fine del mondo o sconvolgimenti apocalittici sulla terra è rimasto deluso, perché all’apparenza tutto è rimasto com’era e quindi tutto pare aver dato ragione a chi, sentendo parlare ovunque di queste profezie, “se la rideva sotto i baffi” in nome di quella logica materiale che, razionalizzando la profezia, vedeva un gruppo piuttosto numeroso di esaltati gridare, come abbastanza spesso è accaduto in passato, “al lupo, al lupo!”.

In realtà gli scettici non potevano sbagliarsi di più!

La vera rivoluzione infatti è iniziata e si configura come una rapida evoluzione delle coscienze in direzione spirituale, verso una spiritualità femminile, più in sintonia con la terra, con la natura e con tutte le creature viventi.

La società del terzo millennio ha iniziato un percorso ben preciso, che piano piano, ma con forza sempre maggiore, vedrà l’emisfero destro primeggiare in quasi ogni campo e con esso saranno le donne a fare la storia.

I segni di questa svolta epocale già sono nell’aria ed è possibile con un po’ d’attenzione vederne i profili ben definiti in diversi campi.

In questo testo ciò che mi preme sottolineare è il cambiamento che si sta verificando in tutto il mondo nel modo di concepire gli animali, dando una rapida occhiata alle ultime scoperte sulla natura e alla nuova scienza della neurobiologia vegetale.

Degradazione

Le leggi e le decisioni dell’uomo per millenni non hanno mai neppure preso in considerazione il fatto che, oltre a non essere i padroni della terra, non siamo gli unici su questo pianeta. In nome della prepotenza o di pezzi di carta forniti dagli uomini stessi come un diritto divino abbiamo saccheggiato il pianeta, decidendo di nostra iniziativa come, quando e perché abbattere alberi, deformare la natura, liberare veleni nell’aria, nelle acque e per terra, uccidere e torturare altri esseri viventi, decretare l’estinzione di intere specie animali. Gli animali appunto, in particolare, sono sempre stati fonte di cibo e se questo poteva essere un tempo legittimo e accettato per la legge della sopravvivenza, pian piano questa necessità è andata scemando. Ciò però non solo non ha bloccato la strage di queste creature, ma gli animali stessi sono addirittura diventati, negli ultimi decenni, piatti più o meno gustosi, cucinati nelle ricette più fantasiose.

Personalmente sono diventato vegetariano oltre quarant anni fa perché trovavo allucinante nutrirmi di altri esseri viventi e da allora trovo agghiacciante e molto macabro leggere un menù di un ristorante tipico in cui si fa sfoggio di numerosi piatti a base di animali di terra, d’acqua o di cielo.

E che dire della caccia, considerata addirittura uno sport? Che cosa ci può essere di sportivo nell’imbracciare un fucile e sparare a tutto ciò che di vivente si presenta davanti alle canne? Qui siamo addirittura nel campo dell’uccisione di animali per puro passatempo, per gioco, per divertimento e ciò che rende la cosa ancora peggiore è il fatto che ancora nessun governo della terra, che io sappia, ha proibito questo inutile “sport”.

Discorso del tutto analogo quello che riguarda altri “sport” come la corrida, la quale ogni giorno decreta la morte di tori che hanno l’unica colpa di essere forti e robusti e di parere, alla maggioranza dei sostenitori di questa carneficina, come sparring partner ideali. E così anche molti cavalli che non c’entrano nulla finiscono per rimetterci la vita. La domanda sorge spontanea: perché?

E che dire della vivisezione, che uldmamente chiamano sperimentazione animale? Luoghi di tortura, di crudeltà, di atrocità in cui animali, senza alcun riguardo e con molta incuria e trascuratezza, vengono avvelenati con sostanze chimiche, inducendo in essi ogni tipo di malattia oppure facendo esperimenti sul dolore o sul cervello stesso.

Io sarei estremamente contrario a questa pratica anche se, all’unanimità, fosse considerata utile, ma nella realtà dei fatti nella stragrande maggioranza dei casi è pure inutile. Nella sola Italia vengono utilizzati e trattati in questo modo prepotente e sprezzante migliaia di animali ogni giorno, perpetrando una strage che va avanti da decenni, facendo e rifacendo esperimenti per trovare risultati che perlopiù non sono applicabili alla salute umana, perché nessuna specie può considerarsi o sostituirsi come sperimentale per un’altra.

E non voglio qui neanche iniziare un discorso sulla prosecuzione di questa sperimentazione sull’essere umano in laboratorio o in ospedale e sui risultati spesso nefasti sul medio-lungo periodo, che dimostrano ancora una volta come il dolore, la sofferenza e il terrore che questi animali devono sopportare sia totalmente gratuito e inaccettabile.

Un’altra, l’ennesima, pratica assurda, che dimostra ancora una volta come la ferocia dell’uomo, oltre a essere gratuita, non sia inferiore a quella di nessun essere vivente che ne faccia uso per paura o per necessità, è il combattimento fra animali! Come concepire l’esistenza di individui che per divertimento o per lucro organizzano veri e propri tornei in cui cani o altri animali, istruiti al combattimento, si dilaniano per un pubblico di “mentecatti” che godono a vedere crudeltà assortite?

E intanto in Canada e in altre parti della terra si trucidano milioni di foche che spesso vengono scuoiate vive e uccise a bastonate per poter lucrare con le pellicce.

In Africa vengono invece massacrati ogni anno centinaia di elefanti per il florido commercio di avorio con la Cina e questi splendidi pacifici animali rischiano l’estinzione.

In Giappone, a Taiji, la baia della morte, sono i delfini a far le spese della follia e dell’egoismo umano, uccisi a decine di migliaia ogni anno, sezionati e macellati sul posto, fino a far diventare le acque color rosso sangue, per essere forniti alla grande distribuzione. Quelli che scampano vengono mandati nei delfinari di tutto il mondo.

E potrei citare ancora decine di atrocità di questo genere ma sorvolo, altrimenti diventa il libro degli orrori.

Ricorderò soltanto che l’effetto serra e il surriscaldamento globale stanno rovinando gli ecosistemi naturali anche a livello di vegetazione e i disboscamenti senza criterio (non solo in Amazzonia) stanno impoverendo in modo disastroso il nostro patrimonio di alberi e la nostra riserva di ossigeno.

I rifiuti gettati in natura o nei corsi d’acqua stanno provocando un inquinamento terrificante, pari soltanto a quello che stiamo causando nell’aria con i veleni dei gas di scarico delle auto e dei mezzi di trasporto in generale, nonché delle fabbriche e soprattutto degli inceneritori.

Massa Critica

Vediamo di comprendere il perché nel terzo millennio l’ottimismo su un cambiamento radicale è più che una speranza. Ma per fare ciò, è meglio ricordare il concetto di massa critica.

La storia ci insegna come a un periodo letterario, artistico, culturale, sociale o anche politico ne succeda sempre uno come derivazione da quello precedente o spesso come reazione allo stesso. Ciò è avvenuto e continuerà ad avvenire quando un numero sufficiente di persone comincia a pensare, accettare e vedere possibile il cambiamento in quella direzione. La “massa critica” per definizione è una soglia quantitativa minima oltre la quale avviene un mutamento qualitativo. Nel caso specifico, la mentalità dell’uomo nei confronti delle altre razze viventi sul nostro pianeta sta finalmente subendo quei cambiamenti necessari a rivoluzionare in senso positivo il proprio pensiero e il proprio atteggiamento nei confronti degli animali.

Per comprendere meglio ciò che avviene ricorderò un fatto che rende magnificamente l’idea: lo studio condotto da scienziati per oltre tre decenni (dal 1952), che aveva per oggetto l’alimentazione e il comportamento delle scimmie selvatiche giapponesi Macaca fuscata sull’isola di Koshima.

Per sperimentare tale comportamento gli scienziati decisero di fornire loro delle patate dolci, che amavano molto, nascondendole sotto la sabbia. Ovviamente le scimmie non amavano questo alimento se coperto di sabbia.

Un giorno Imo, un esemplare di un anno e mezzo, andò a lavare le patate in un ruscello vicino e fece da esempio per la sua famiglia insegnandolo a sua madre e ai suoi compagni di gioco, che a loro volta appresero l’arte di lavare le patate. Gli amici di Imo lo insegnarono anche alle loro madri e nei sei anni successivi tutte le scimmie giovani impararono a lavare le patate dolci per farle tornare appetitose. A partire dalle madri di questi esemplari giovani, anche molti adulti impararono e sempre in meno continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia.

Un giorno del 1958 l’ennesima scimmia imparò a lavare le patate, ma improvvisamente accadde una cosa molto interessante! Infatti alla sera di quel giorno praticamente tutte le scimmie sull’isola avevano appreso l’arte, anche quelle che fino ad allora non avevano compreso o quantomeno non si erano adattate al cambiamento: avevano raggiunto la massa critica!

Era bastato quel minimo di energia in più fornito da quella scimmia aggiunta perché si aprisse in qualche modo un varco ideologico e avvenisse un mutamento qualitativo!

La cosa più sbalorditiva, osservata da questi scienziati, fu che l’abitudine di lavare le patate dolci attraversò il mare. Infatti, colonie intere di scimmie sulle altre isole cominciarono a lavare le loro patate dolci pur senza mai essere entrate in contatto con quelle di Koshima!

Morale di questo esempio significativo è che quando viene superato un certo numero critico di elementi (scimmie, in quel caso) e quindi si raggiunge una nuova consapevolezza globale, la cosa si estende a tutti passando da una mente all’altra. Questo esperimento, che prese il nome di “esperimento delle cento scimmie”, indica che se vi sono poche persone che conoscono qualcosa di nuovo o fanno qualcosa di nuovo, questo nuovo concetto resta nel loro ambito ristretto, ma se a loro si aggiungono altri individui e alla fine anche una sola persona in più, raggiungendo il numero critico, si crea un’idea che entra nella consapevolezza di tutti i membri di quel gruppo!

Questo testo è estratto dal libro "Parole Magiche per gli Animali".

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