Probiotici Naturali in Cucina - Donna Schwenk
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Probiotici Naturali in Cucina - Anteprima del libro di Donna Schwenk

Segreti e ricette degli alimenti fermentati per la nostra salute

Il mio ingresso nel mondo degli alimenti fermentati

Avevo 41 anni e tenevo in braccio mia figlia appena nata, ma non era la bellissima esperienza che avevo sognato. La mia bambina era nata sette settimane prima del tempo e pesava soltanto un chilo e ottocento grammi, e la colpa era mia. Avevo sofferto di una grave forma di gestosi, il mio fegato aveva cominciato a degenerarsi e il medico aveva detto che era necessario indurre immediatamente il parto. Non era così che avevo immaginato quell’esperienza, ma i sintomi erano quelli. La gravidanza non era facile, e in più ero affetta da diabete gestazionale.

Ma ormai il parto era avvenuto, la bambina stava bene e il mio diabete era scomparso. Pensavo che tutto sarebbe tornato alla normalità, ma qualche mese dopo il diabete si ripresentò e un campanello d’allarme squillò nella mia testa. Conoscevo bene il diabete: lo avevo visto all’opera nella mia famiglia e avevo imparato molto da amici e familiari che lavoravano nel settore medico. E mentre guardavo la bellissima bimba che tenevo in braccio, capii che dovevo cambiare. Volevo essere felice e piena di salute per mia figlia, e sapevo bene che con il diabete non sarei stata in grado di crescerla come volevo. Volevo una vita lunga in famiglia, piena di gioia e d’amore, e mi resi conto che se le cose non fossero cambiate non avrei avuto nulla di tutto questo.

Non dimenticherò mai quel giorno, seduta sulla sedia a dondolo con le lacrime che mi scorrevano sulle guance. Piangevo chiedendo dal profondo dell’anima aiuto e consiglio. Non potevo neanche immaginare che quella creatura era nata per salvarmi e insegnarmi chi sono realmente. Questo è ciò che accadde: Holli aveva dieci mesi e mezzo quando decise di non volere più che io la allattassi al seno. Di solito questo non è un problema, ma per una bambina prematura di sette settimane lo era. I neonati ricevono in parte la loro protezione immunitaria dalla madre nel corso delle ultime sei settimane di gestazione. I prematuri come Holli non godono di questa salvaguardia. Quando nacque, mi fu detto più volte che l’unico modo di proteggerla sarebbe stato allattarla più spesso possibile per un anno o due.

Senza lo scudo immunitario, questi bambini sono esposti a ogni sorta di complicazioni dei normali raffreddori e virus, come potei constatare immediatamente appena Holli smise di prendere il latte. Cominciò a soffrire spesso di raffreddore e le notti insonni non si contarono più. Fu molto difficile per entrambe. Un pomeriggio, in un negozio di alimenti biologici notai un libro di Donna Gates, Alimentazione probiotica. The Body Ecology Diet. Presi il libro che si aprì a una pagina sul kefir che ne spiegava i numerosi benefìci. Rimasi affascinata. Il libro successivo sullo scaffale era Tradizioni alimentari di Sally Fallon. Quando lo aprii, lo sguardo mi cadde sulla pagina dedicata al kefir. In quel momento passò un commesso. Si fermò e mi disse: “Questo è il libro più importante che lei possa leggere: dovrebbe prestarvi attenzione, perché tutto ciò che pensa di sapere potrebbe cambiare”. E si allontanò. Non avevo mai sentito parlare del kefir, eppure nel giro di qualche minuto ben due libri si erano aperti su pagine che lo riguardavano e uno sconosciuto mi aveva invitato a prestare attenzione. Quindi mi diressi verso il reparto formaggi, trovai il kefir e ne misi una bottiglia nel mio carrello, insieme ai due libri menzionati. Pagai e tornai a casa, sperando tra me e me che fosse la risposta alle mie preghiere.

Cominciai subito ad aggiungere uno o due cucchiaini di kefir a ognuno dei biberon di Holli. Quel che accadde mi sconvolse: in un mese la mia piccola acquistò quasi due chili di peso, una cosa sbalorditiva per un nato prematuro! Aveva le guance colorite e dormiva per tutta la notte. Smise di rigettare qualunque cosa e cominciò a crescere. Di conseguenza, aumentammo la quantità di kefir e in breve tempo divenne la persona più sana della famiglia.

Cominciai anch’io a bere il kefir. Qualche tempo dopo, ero alla finestra della cucina e guardavo gli uccellini. Pensai Sono affamati. Uscirò e darò loro qualcosa da mangiare. Magari penserai che sia una cosa banale, ma quando sei malata e abbattuta non ti importa degli uccelli. Possono sfamarsi da soli. Ma quel giorno mi ero scrollata di dosso un peso, e provavo gioia e benessere. Era così che avrei dovuto sentirmi sempre, e invece avevo dimenticato quella sensazione. La mia pressione sanguigna andava benissimo, la glicemia si era normalizzata. Quello stato di grazia mi fece l’effetto di una droga: volevo vivere quell’esperienza ogni giorno. Fu il mio nuovo inizio. Avevo una missione: scoprire cosa mi era accaduto.

Cos’era quel kefir e come aveva cambiato Holli e me in modo tanto straordinario? Cosa c’era in quell’antico alimento in grado di restituirmi il mio vero sé?

Le basi del tuo corpo

In ciascuno di noi esiste tutto un mondo di organismi vivi che, per lo più, vengono trascurati o ignorati. È il mondo dell’intestino e dei suoi batteri. Quasi tutti conoscono soltanto quelli cattivi - che provocano la malattia e altri effetti negativi - ma sapevi che più del 99 per cento dei batteri è innocuo? E che alcuni di essi addirittura prevengono le malattie e ci mantengono sani? Tutti ospitiamo batteri, e in gran parte la buona salute è assicurata dall’eccedenza del numero dei buoni sui cattivi. E un processo che comincia alla nascita e dura tutta la vita.

Quando eri nel grembo materno, ti trovavi in un ambiente sterile, ma quando sei entrato nel mondo attraverso il canale del parto o mediante un taglio cesareo, sei stato subito assalito da batteri provenienti da tutto e da tutti - tua madre, i medici, le ostetriche, l’ambiente - come tutti noi, e qualsiasi cosa con cui tu sia entrato in contatto ha attaccato i batteri del tuo organismo. E questo è importante, perché ha posto le basi del tuo mondo interno. Questi batteri sono responsabili di gran parte dei processi biologici che influenzano la tua vita. Ti forniscono le vitamine necessarie e ti proteggono da invasori che scatenano patologie, disgregano zuccheri e proteine e ti assicurano energia. La degradazione degli zuccheri è in sostanza una fermentazione che avviene nel colon, il cui risultato finale è la produzione di acidi grassi a catena corta, che adempiono a molti importanti compiti.

Gli acidi grassi a catena corta impediscono la crescita eccessiva dei batteri patogeni come la salmonella, acidificando l’ambiente dell’intestino crasso. Sono anche fonti straordinarie di energia, perché vengono facilmente assorbiti dal corpo. Se i batteri nell’intestino non sono in grado di disgregare ed elaborare gli alimenti in acidi grassi a catena corta, il corpo si limita a espellerli, perdendo il beneficio dell’energia che il cibo può fornire, che può rappresentare fino al 10 per cento del fabbisogno energetico quotidiano di un individuo sano.

Oltre al benessere che deriva dagli acidi grassi a catena corta, studi sperimentali suggeriscono che l’assimilazione di batteri sani presenta altri vantaggi per la salute, come un abbassamento della glicemia e dei livelli di colesterolo. I batteri sono inoltre implicati nella sintesi degli ormoni e dei precursori delle vitamine, e sono quasi interamente responsabili della nostra riserva di vitamina B]2, un elemento nutritivo che difende la salute delle cellule nervose e sanguigne. Sono soltanto alcuni dei milioni di compiti che essi svolgono ogni giorno dentro di noi. Ma non possono agire da soli. È importante coltivare i batteri buoni, in modo che possano crescere di numero e sopraffare quelli tossici. È esattamente questo che fanno gli alimenti fermentati. Kefir, kombucha e verdure fermentate sono colmi di batteri benefìci e potenti che migliorano la tua flora intestinale, la cui ingestione porta alla colonizzazione e, di conseguenza, a una sana forza immunitaria.

Molte persone si chiedono se i probiotici in pillole assicurino i medesimi benefìci, dal momento che anch’essi vengono reclamizzati come batteri sani per il nostro intestino. Ma gli alimenti probiotici funzionano molto meglio in virtù della loro struttura. Per arrivare all’intestino tenue e al colon, dove lavorano per disgregare ed elaborare il cibo e per rafforzare il sistema immunitario, i batteri devono prima attraversare lo stomaco, un organo pieno di acidi progettati per uccidere i batteri. Quando consumi un cibo probiotico, l’alimento stesso fornisce un’armatura protettiva che difende i batteri buoni. Inoltre, esso velocizza il trasporto fuori dallo stomaco, in tal modo contribuendo a mantenerli intatti. Le pillole probiotiche rimangono spesso intrappolate dagli acidi gastrici, e i probiotici vengono uccisi prima che il corpo possa sfruttare l’opportunità di utilizzarli. Pertanto, consumare alimenti probiotici, come kefir, kombucha e verdure fermentate, è molto più efficace che prendere una pillola.

Siamo ciò che mangiamo, e ora sappiamo che l’apporto alimentare influenza moltissimo i tipi di batteri presenti nel nostro organismo e il modo in cui influiscono su di noi per tutta la vita. Io ho potuto constatare l’enorme differenza tra i miei due figli più grandi che da piccoli non avevano consumato alimenti probiotici e l'ultima nata. I fratelli maggiori lottavano continuamente con le otiti e le visite dal medico per vari malesseri. La piccola, che consumava kefir, non ha mai visto un dottore: per giunta, mi era stato detto che essendo nata prematura avrebbe avuto un sistema immunitario molto debole. L’ho constatato anche in me stessa. Da quando ho cominciato a consumare alimenti fermentati, sono stata straordinariamente bene. Quindi ti esorto ad aprire la tua mente al lato buono dei batteri, che supera di gran lunga quello cattivo. E un mondo interamente nuovo, che ti lascerà tutt'altro che indifferente.

Ecco, quindi: un caloroso benvenuto al tuo mondo interno! Esso prospera per lo più senza che tu te ne renda conto, ma desidera lavorare in armonia con te.

Sperimentare il potere degli alimenti fermentati

È sicuramente utile leggere le prove scientifiche a sostegno dei benefìci che possiamo sperimentare consumando alimenti fermentati, ma la cosa che ispira me e le persone con cui lavoro è la guarigione apparentemente miracolosa di cui godono così tanti individui.

Mia figlia Maci, che non è cresciuta con l’aiuto dei cibi fermentati, ha attraversato momenti davvero difficili prima che io introducessi questi alimenti nella nostra vita. Quando aveva appena 16 anni, ogni mattina al risveglio si trascinava in cucina dicendo: “Mamma, non mi sento bene. Non riesco mai a stare bene”. Mi si spezzava il cuore. Era sempre stanca, e soffriva il dolore e il disagio di un disordine digestivo generalizzato. Non poteva mangiare nulla che contenesse frumento, e ogni settimana l’elenco degli alimenti che le facevano male si allungava. La portammo da molti medici diversi, ognuno dei quali giunse alla conclusione che probabilmente era affetta dalla sindrome del colon irritabile (SII), ma nessuno se la sentiva di fornire una diagnosi precisa. Alla fine, un dottore consigliò un intervento chirurgico di asportazione della cistifellea, ma senza spiegarci perché. Io non faccio parte di quella schiera di persone disposte ad accettare passivamente queste cose, quindi cominciammo a cercare un aiuto alternativo. Un agopuntore di buon cuore mi regalò un momento illuminante quando indicando Maci mi disse: “Quando non si fa altro che correre e preoccuparsi, il corpo ne risente”. Era vero. Il nostro meraviglioso corpo non mente: qualcosa era fuori equilibrio nella sua vita, e dovevamo capire che cosa. Il modo per scoprirlo passava attraverso il cibo.

Avevamo già trovato il kefir, ma ancora non conoscevamo il potere di tutti gli altri cibi fermentati. Quando cominciai a informarmi, scoprii che quegli alimenti costituivano ottime opzioni per risolvere il problema di base di Maci, invece di limitarsi a curare soltanto i sintomi eliminando alcuni alimenti dalla sua dieta.

Mi resi conto che il rivestimento delle pareti interne dell’intestino di Maci era danneggiato. Lo stress e la carenza di cibo ricco di sostanze nutritive la stavano distruggendo: non ricavava dal cibo una quantità sufficiente di batteri ed enzimi buoni in grado di trasformare ciò che mangiava nelle vitamine e negli acidi grassi di cui il suo corpo aveva bisogno per rimanere in salute. Anni di antibiotici l’avevano privata di tutti i batteri buoni, quindi il cibo non veniva assimilato correttamente e tutto ciò la faceva stare male. Quindi cominciai a somministrarle una dieta in grado di ripristinare i batteri buoni e guarire il suo intestino.

Maci prese a consumare alimenti fermentati a ogni pasto: kefir a colazione, uno o due cucchiai di verdure fermentate a pranzo e a cena, e kombucha o kefir di cocco da bere a ogni pasto. Inoltre, le somministrai molte zuppe fatte con brodo di ossa (curativo per l’apparato digerente in virtù del collagene che contiene). Inoltre, prendeva tre cucchiai al giorno di olio di cocco. Tutti questi alimenti sono benefìci per l’intestino, ciascuno con un suo specifico ruolo. Oggi Maci ha un apparato digerente perfettamente funzionante e non accusa dolori. Può mangiare ciò che vuole e gode di un’energia inimmaginabile.

Un’altra delle storie che prediligo si riferisce a uno dei miei scettici più ostinati. Quando scoprii per la prima volta questi alimenti, fui un po’ guardinga nell’introdurli in famiglia. E stato abbastanza arduo convincere i miei cari che non mi ero imbarcata in qualche folle progetto scientifico, e che intendevo preparare cibi straordinariamente salutari. Quindi evitai di parlarne con altre persone, fino a quando un giorno la diga cedette.

Una volta a settimana avevo un appuntamento fisso con un gruppo di mamme e i loro bambini. Ci incontravamo, pranzavamo insieme e chiacchieravamo. Quel particolare giorno eravamo sedute a pranzo e osservavo i bambini del gruppo: uno di loro, affetto da asma, tossiva al punto da non riuscire a respirare, meno che mai giocare. La bambina vicina a lui aveva ulcere agli angoli della bocca e doveva seguire una dieta rigidissima a causa di un’intolleranza alimentare. Sentire quel ragazzo che lottava per respirare fu alla fine la goccia che fece traboccare il vaso. Cominciai a parlare alla madre del kefir e di come pensavo lo avrebbe aiutato. Poi mi rivolsi alla madre della bambina e le espressi la mia opinione: gli alimenti fermentati potevano aiutare la figlia a guarire le sue intolleranze.

Con mia grande sorpresa, le due donne mi ascoltarono, e non solo: cominciarono ad aggiungere alimenti fermentati alla dieta della famiglia. Fu la prima volta che ebbi il privilegio di vedere delle persone trasformare la vita dei figli e la propria. E quella trasformazione entrava spesso nelle nostre conversazioni. Alla fine, una delle altre madri decise che era stanca di ascoltare tutti quei discorsi sugli alimenti fermentati e non volle sedersi più insieme al gruppo, accusandoci di essere diventate una specie di setta culinaria. Fu molto divertente, ma se non hai sperimentato gli alimenti fermentati, immagino che questi discorsi ti sembrino strani.

Nel momento in cui decise di abbandonare il nostro tavolo, la donna era incinta. Purtroppo, quando nacque il figlio sorse più di un problema: il piccolo era terribilmente magro, tollerava a stento il latte materno e non riusciva a mantenere gli standard di crescita previsti per i primi mesi di vita. Crescendo, continuò ad avere difficoltà. Doveva seguire una fisioterapia ed era strettamente seguito da professionisti nelle sue attività e nel gioco. Era allergico a tutto, veniva sottoposto a continui test da un allergologo e lavorava con un dietologo. Non riusciva a formare frasi compiute, e quindi aveva anche un terapista del linguaggio. Inoltre, presentava problemi di vista. Aveva una vita difficile, e vederlo spezzava il cuore.

Alla fine, come ultima risorsa, la madre si rivolse a me. Ricordava quel discorso sugli alimenti fermentati e sui miglioramenti che avevano apportato alla vita di noialtre “cultrici del cibo”. Cominciò a coltivare germogli e a preparare kefir, kombucha e grandi quantità di verdure fermentate. Partì dal kefir di cocco perché il Donna, è talmente emozionante! Non riesco a credere di essere la madre di un miracolo, e si, credo che lo sia davvero! Dopo tutto quello che abbiamo passato, non mi sarei mai aspettata che mio figlio potesse camminare, parlare, essere “normale”. Ora è così brillante: il suo cervello funziona di continuo ed elabora incessantemente! Ricordo quando lui era ancora in preda al suo torpore, e tu dicesti che assimilava ogni cosa e potevi perfino vedere gli ingranaggi in funzione della sua mente: eppure, all’epoca non riusciva a comunicare e nemmeno a gattonare. Ma stava imparando! Stava immagazzinando tutto per quando sarebbe arrivato il momento! Voglio farti sapere che il bambino che non diceva più di qualche parola e si guardava intorno come se non capisse nulla ora legge!!! A soli tre anni! Non sto scherzando, Donna! Penso che presto gli faremo prendere lezioni di piano, perché adora la musica.

L’altro ieri ho deciso che, dal momento che avevamo terminato il latte di cocco, potevamo anche cominciare con il latte di mucca. E ha funzionato alla grande. Sono eccitata!!! Non so dirti quale grande cambiamento questo rappresenti per tutti noi! Oggi a merenda gli ho dato latte e i suoi biscotti germogliati! Per noi è stata una lunga strada e ancora la stiamo percorrendo, ma il tuo aiuto mi ha permesso di procedere molto più in fretta! Grazie, grazie, grazie per il tuo aiuto e per non esserti offesa per la mia incredulità.

Sono continuamente ispirata dalle storie che sento e dal benessere che constato nelle persone che conosco e amo. Questi alimenti fanno bene il loro lavoro, e anche tu puoi riceverne beneficio. Non ho mai avuto l’intenzione di scrivere un libro, tenere dei corsi o avere un sito web e un blog. Tuttavia, come affermò Joseph Campbell, “Dobbiamo essere disposti a lasciare la vita che avevamo programmato, per accettare quella che ci attende”.

Questo testo è estratto dal libro "Probiotici Naturali in Cucina".

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