La Pulsazione del Sé - Francesco Ruiz - Estratto
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La Pulsazione del Sé - Anteprima del libro di Francesco Ruiz

Fenomenologia del corpo vissuto

Fenomenologia del corpo vissuto

Nel corso della sua vita, l’uomo si sente spesso guidato da una voce interiore che lo invita a seguire una certa direzione, anche se questa sembra non essere la più agevole, quella che il senso comune gli avrebbe suggerito.

Il fitto tessuto delle esperienze dolorose rimosse, sia di quelle vissute in prima persona, che di quelle vissute da coloro che ci hanno preceduti, crea una costellazione di spinte la cui rielaborazione dipende, in larga misura dalla capacità personale di ascoltare la sottile voce interiore, assecondandone i bisogni senza mai rinunciare ad un solido contatto con la realtà. Rivoìgendo attenzione all interno, l’individuo può recuperare la percezione incontaminata delle radici che lo caratterizzano come essere unico ed impetibile e nsanare le sue ferite più profonde.

I paradigmi teorici possono rappresentare un valido orizzonte di riferimento consentendo di confermare, sul piano logico - razionale, l'esistenza dei fenomeni così come essi si verificano nella loro essenza e verità. Tuttavia, i metodi di analisi tradizionari tendono a frammentare l'esperienza esonoinsufficienti per rivelare l'affascinante mistero della vita umana, la trama complessa e spesso contraddittoria dell’Anima. È necessario fare espenenza della forma del vissuto osservando dall’interno, giorno dopo giorno, come questo evolve verso la nostra immagine originaria, verso il viso che ci apparteneva ancor prima della nascita, ovvero verso la Gestalt che ci contraddistingue Aristotele parla di causa formale per indicare che l’essenza delle cose si incarna nel mondo fisico e si manifesta in natura grazie alla naturale tendenza delle cose ad evolversi, mentre piatone, ne il mito di Er, utilizza il termine di Paradeigma per indicare la forma fondamentale che abbraccia l’intero destino individuale. Quest’ombra, o daimon, ben lungi dal rappresentare una guida morale, è temuta o ripudiata a livello cosciente in quanto portatrice delle verità più oscure. Restituisce all’uomo la reminiscenza delle sue origini e gli offre la preziosa opportunità di allineare le intenzioni ed i bisogni al suo destino, dotando di senso la sua esistenza. Nella forma che rappresenta, tanto angelica quanto demoniaca, è la scintilla divina che spinge la persona, nel suo autentico interesse, al cambiamento in senso evolutivo.

Il sintomo è l’emblema del viaggio verso la guarigione, ancor timida voce della vocazione dell’anima, occultata dai tortuosi tormenti e dai condizionamenti ancestrali ed infantili prodotti dalla tendenza della coscienza a proteggersi dall’ambiente. Per motivi non sempre evidenti, ad un certo punto, la coscienza avverte il bisogno di esprimersi in maniera più autentica. Questo salto evolutivo richiede un vero e proprio processo di ristrutturazione del sistema percettivo, in virtù del quale la persona acquisisce la capacità di osservare ciò che sta accadendo e di comprenderne il significato simbolico.

Alfred Adler

Alfred Adler, eminente psicologo ed allievo di Sigmud Freud, definisce la volontà dipotenza una pulsione di tipo aggressivo, riconducibile a deficit originari, che trova la sua ragion d’essere in un costante sentimento d’inferiorità che l’individuo tende inutilmente a compensare, uscendone ulteriormente frustrato.

Nella vita quotidiana, è prassi assai comune compensare l’incapacità di soddisfare i bisogni reali con attività ed atteggiamenti di tipo consolatorio, in grado di proteggere efficacemente l’inconscio; è altrettanto vero che le condizioni sfavorevoli di vita rappresentano uno stimolo forte verso realizzazioni superiori e che i cambiamenti più importanti scaturiscono, per lo più, da motivazioni drammatiche.

Un percorso di crescita inizia sempre con l’accettazione di una debolezza che espone alla sofferenza ed alla perdita. Quando il daimon conquista la superficie del Sé, le manifestazioni patologiche possono essere riconosciute come forme deliranti di fuga dalla realtà per cui, per quanto si tratti di un processo per lo più naturale ed autonomo, è auspicabile che venga agevolato ed orchestrato da figure di sostegno, in grado di osservare il fenomeno oltre l’apparenza e di sostenere empaticamente la persona accompagnandola verso una sana risoluzione dell’esperienza. Il particolare accudimento offerto dalla relazione di sostegno consente alla persona di abbandonarsi alla libera espressione dei contenuti che affiorano in superficie, lasciando che trovino una loro naturale e sana collocazione nel tessuto della sua esistenza.

Il daimon ci ricorda continuamente chi siamo e ci protegge dalle conseguenze delle avversità anche se spesso ci spinge, egli stesso, nelle fauci della devianza. Le sue indicazioni giungono a noi attraverso i miti e i simboli ed occorre un grande silenzio interiore per poter ascoltare in superficie la sua voce sottile. La superficie è il luogo in cui la profondità della nostra Anima si rende manifesta e può essere sperimentata e conosciuta all’interno della relazione.

La psicoterapia della Gestalt

La psicoterapia della Gestalt, profondamente influenzata dall esistenzialismo e dalla fenomenologia, considera la salute psichica il dato di partenza. Il counselor psicocorporeo ad approccio gestaltico fa sua la concezione unitaria dell’uomo ed esplora i significati nello spazio fisico e temporale di una relazione che non si fonda su premesse aprioristiche: superficie e profondità, mente e corpo, individuo e mondo esterno, conscio e inconscio fanno parte della stessa realtà psichica e non devono essere scissi.

La Terapia Gestalt mette a disposizione preziosi strumenti concettuali che consentono di focalizzare l’esperienza del contatto in tutte le sue fasi e nei suoi molteplici aspetti. Riconosce all’uomo una naturale capacità di essere responsabile delle proprie scelte e di rispondere autonomamente ai propri bisogni, grazie ad una azione intenzionale e consapevole.

L’attenzione si sposta dall’analisi delle profondità dell’inconscio alla superficie della coscienza. I significati vengono definiti in niodo condiviso e riorganizzati continuamente ed in modo creativo nel fluire ritmico del materiale che l’incontro porta in superficie. La realtà esterna, ben lungi dal rappresentare qualcosa di definito da descrivere, scaturisce dalle azioni e dai sentimenti che l’esperienza globale ed unitaria contribuisce a creare.

I significati sono resi intelligibili tanto dal corpo quanto dalla parola, mentre le eventuali distorsioni percettive sono oggetto di confronto e di continua rielaborazione fenomenologica.

Il funzionamento dell’organismo umano segue le stesse leggi che governano i processi percettivi. Nella metafora figura-sfondo Sfigura rivela la gerarchia dei bisogni, il livello di consapevolezza e la funzionalità dei processi di simbolizzazione, mentre lo sfondo rivela la parte meno visibile e conosciuta, cui la persona è intimamente connessa e da cui la superficie trae la linfa necessaria.

Lo sfondo non ha lo stesso magnetismo della superficie; la superficie affascina con la sua ricchezza di particolari, ma è lo sfondo a fornirle il contesto da cui emergere, il materiale con cui confrontarsi, da cui poter attingere l’energia e la creatività necessarie per una sana evoluzione dell’individuo.

Seguire il sentiero della Gestalt significa partecipare al flusso di questo incessante dialogo nel qui ed ora della relazione, mediante il ricorso a modelli innovativi e personalizzati di intervento psicocorporeo.

Nel processo di facilitazione che utilizza l’approccio corporeo, la relazione è centrale. Essa è intesa come unità che sostanzia di significato le singole parti che si incontrano per sperimentare la realtà fenomenica nel luogo definito confine di contatto.

L’approccio gestaltico non separa i concetti di relazione e di relazione d’aiuto; ne parla, più in generale, nei termini di una qualità del rapporto umano, fondamentale fin dalla prima infanzia, che si dispiega su livelli diversi, ma scanditi dagli stessi funzionamenti.

Il susseguirsi ritmico delle sequenze che strutturano l’esn nenza esercita una forza magnetica sullo sfondo che, a su volta, restituisce significati che danno spessore a ciò che K3 luogo in superficie.

L'elemento creativo

L'elemento creativo è rappresentato dal contatto fisico che, lavorando sulle rigidità della superficie, aiuta la persona a riattivare progressivamente l’intimo e vivace dialogo con le sue istanze piu profonde, analogamente a quanto fa l’artista nel processo di elaborazione della sua opera d’arte.

La relazione di counseling corporeo ad approccio gestaltico scioglie le rigidità presenti in superficie e, grazie ad una recuperata fluidità, consente un più naturale ed agevole accesso alla comprensione della realtà, senza il bisogno di analizzare ed interpretare i sintomi. La corazza muscolo-caratteriale, risultato delle strategie difensive adottate dal bambino per’difendersi dall’ambiente esterno, appartiene alla superficie ma si traduce, di fatto, nel modo di relazionarsi con gli altri. Comporta una frustrazione dei bisogni reali della persona ed ha, come conseguenza, un estraniamento non solo dagli altri, ma anche dal proprio Sé reale.

All'interno del campo organismo-ambiente definito dal confine di contatto, le persone coinvolte nella relazione sperimentano attivamente e consapevolmente il senso di unità del Sé e, in tale espansione, possono abbandonarsi al ritmo, lasciando che la mente, il corpo ed il mondo esterno si sintonizzino spentaneamente sulle stesse frequenze.

Nel momento presente, l’unica realtà esistente è il contatto ovvero il flusso esperienziale dove tutti gli aspetti apparentemente scissi convergono, riportando l’organismo in uno stato di salute.

Le teorie aiutano l’uomo a spiegare la realtà, mentre l’esperienza vissuta gliela fa comprendere. Nell’approccio fenomenologico non è importante dimostrare il valore o la realtà degli oggetti della coscienza, ma soltanto descriverli così come essi sono, nelle loro manifestazioni. Per intenzionalità s intende la capacità dei fenomeni psichici di includere l’ogverso il quale sono diretti; il Sé è intenzionale in quanto possiede la capacità di orientare il mutevole processo di adattamento creativo dell’organismo.

"Io osservo la cosa, l’oggetto naturale: nel giardino, quello e non altro è l’oggetto reale della mia intenzione di osservare."
E. Husserl

Quando l’intenzionalità si esprime spontaneamente a partire da una situazione di salute psichica, le azioni messe in atto sono il frutto di una volontà deliberante e tendono naturalmente verso la trascendenza dell’oggetto. Eminenti ricerche hanno dimostrato che, tanto nell’azione quanto nell’inibizione dell’azione, si innesca un meccanismo a spirale in grado di rafforzare il processo nella medesima direzione. Nell’azione, l’organismo secerne adrenalina, un ormone che sostiene il movimento attivo, contribuendo a mantenere l’organismo in uno stato fisiologico di equilibrio; nell’inibizione dell’azione, gli ormoni secreti sono la noradrenalina ed i corticosteroidi, che agiscono rinforzando l’effetto inibitorio, impedendo all’organismo di ritornare ad una situazione di equilibrio. Una prolungata inibizione dell’azione provoca, dunque, alterazioni organiche che, a loro volta, favoriscono l'insorgere di malattie e di disturbi della sfera emotiva.

Favorire l’azione spontanea e non precostituita aiuta a riabilitare la dimensione creativa di cui dispongono, in potenza, tutti gli individui, ma che, nel corso dell’esistenza, viene sacrificata a favore di risposte adattive all’ambiente percepite come più rassicuranti.

Il corpo, custode della memoria

Il corpo, custode della memoria di emozioni e di vissuti molto profondi e significativi, si scioglie grazie al movimento fluido di quest’azione spontanea, lasciando affiorare dallo sfondo significati di esperienze antiche che possono essere finalmente rielaborate sotto la nuova luce di un adattamento non più inteso come forma di alienazione, ma come espressione piena di Sé nel proprio contesto di vita.

La persona, con la sua azione intenzionale e grazie ad una maggiore consapevolezza del suo corpo, delle sue sensazioni e dello spazio che occupa nell’ambiente, raffina la conoscenza del proprio Sé fino ad identificarsi con esso e retroagisce sull’ambiente, trasformandolo.

Grazie all’azione consapevole ed intenzionale, il Sé potenziale si trasforma in qualcosa di più definito. Sperimentare situazioni di emergenza all’interno dei confini protetti della relazione d’aiuto permette di esplorare, ampiamente e con vivacità, nuove e più congruenti modalità di percepire il mondo esterno, arricchendo la vita psichica di nuovi contenuti.

Questo testo è estratto dal libro "La Pulsazione del Sé".

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