Rebirthing - Cos'è e gli effetti
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Rebirthing - Cos'è e gli effetti

La capacità di respirare energia

Il Rebirthing

Il Rebirthing è una tecnica di rilassamento che fonde armoniosamente inspirazione ed espirazione, sciogliendo le tensioni. Respirare è fondamentale per vivere. Ma respirare bene fa vivere meglio. L'ossigeno è il nostro primo elemento vitale: legato al ferro contenuto nel sangue fornisce energia al nostro organismo, mentre legato all'idrogeno diventa acqua e favorisce tutte le funzioni vitali. Attraverso la respirazione eliminiamo il 70% delle tossine contenute nel nostro corpo. Appare evidente come il respiro sia il legame più diretto dell'uomo con la vita. Ma c'è modo e modo di respirare e, nella maggior parte dei casi, il nostro non è quello giusto. La pratica che utilizza la respirazione come metodo di guarigione si chiama Rebirthing. Il Rebirthing è una tecnica di respirazione molto antica che da qualche anno, anche la medicina tradizionale ha riconosciuto efficace per la cura di moltissime malattie psicosomatiche, come l'ansia, gli attacchi di panico, la depressione, l'insonnia, l'emicrania e per ricreare un vero equilibrio psicologico. Si tratta di una respirazione circolare dove inspirazione ed espirazione si fondono armoniosamente.

Introduzione al Rebirthing

Il Rebirthing è una delle pratiche più interessanti nel panorama della medicina olisdca.

Basato essenzialmente sulla tecnica del respiro consapevole, le sue origini si perdono nella notte dei tempi e sono numerosi i punti di contatto con alcune pratiche del taoismo cinese, con il Pranayama, con il Krìya e il Kundalini Yoga.

Il Rebirthing assume come suo modello di base quello della respirazione naturale dei bambini e delle persone immerse nella fase del sonno profondo.

All’inizio degli anni Settanta, l’americano Leonard Orr riscopre i pregi e i benefìci effetti del respiro circolare (inalazione ed esalazione collegati, senza pause) e inizia a diffondere questa metodologia in California sotto il nome di Rebirthing, riadattando antiche tecniche orientali alle caratteristiche psicofisiche degli occidentali.

Il termine, in inglese, significa “rinascita” perché tramite la respirazione consapevole è possibile rivivere il trauma della propria nascita.

Qualche anno più tardi, il Rebirthing arriva anche in Italia, introdotto dallo psicologo e psicoterapeuta milanese Filippo Falzoni Gallerani, il quale però inserisce la tecnica nel più ampio contesto teorico della Psicologia Transpersonale. La respirazione circolare, in questo approccio, diventa il mezzo con il quale stabilire un contatto con il proprio Io profondo, l’Io del bambino che siamo stati e che ancora ci portiamo dentro. Il Rebirthing, opportunamente applicato e praticato in sinergià con altre tecniche, oltre a essere uno straordinario strumento per la soluzione di tanti disturbi psicofisici, è una potente chiave iniziatica verso la conoscenza del Sé e dei livelli più profondi dell’essere.

Il respiro

La tecnica respiratoria sulla quale si basa il Rebirthing è di estrema semplicità: una profonda inspirazione seguita da una espirazione rilassata, senza pause intermedie, per questo detta “circolare”. Questo semplice modo di respirare migliora fossigenazione di tutte le cellule del corpo e permette al flusso energetico di riprendere il suo regolare decorso. Si allentano le tensioni muscolari ed emergono dal profondo quei pensieri e quegli stati emotivi repressi da anni, che ci condizionano nell’atteggiamento verso la vita. Gradualmente queste tensioni, blocchi ed emozioni si riducono fino a risolversi completamente.

Il ritmo frenetico imposto dalla società di oggi, il “dover” fare ogni cosa velocemente entro pressanti scadenze, avere a disposizione poco tempo e quel poco dedicarlo tutto alle preoccupazioni inerenti il lavoro, procura un costante stato di insoddisfazione e ansia. Si vive in un permanente stato di dissociazione, mentre si è ancora impegnati in un’attività si pensa già a quella successiva. Inoltre, è radicata la tendenza a identificare la fonte del nostro malessere nella realtà circostante piuttosto che nel nostro intimo: c’è sempre qualcuno, un capro espiatorio designato, cui attribuire la colpa per quel che non funziona nella nostra vita, c’è sempre una situazione sulla quale, a nostro giudizio, non potevamo esercitare alcun controllo, che ci ha causato dei fallimenti e delusioni.

All’interno di una situazione stressante il ritmo respiratorio aumenta e, di conseguenza, si riduce drasticamente la quantità di aria e di ossigeno inalati. Fortunatamente negli ultimi anni sono entrati a far parte della cultura scientifica occidentale anche quegli argomenti che per millenni sono stati appannaggio esclusivo di pochi iniziati: le tecniche dello Yoga e le antiche conoscenze relative alla natura della coscienza, diffuse attraverso la traduzione di autori orientali, hanno risvegliato l’interesse delle generazioni degli ultimi decenni. La maggiore facilità di viaggiare e la diffusione in occidente delle tecniche orientali hanno permesso a molti giovani di avvicinare autentici maestri indiani, lo Zen ed altre antiche dottrine. Alcuni Lama tibetani, inoltre, insegnano ora nelle università americane e diffondono i loro insegnamenti anche in Europa.

Molti maestri orientali hanno influenzato la nostra cultura in maniera assai profonda. Grande è stato l’interesse per la filosofia dell’Oriente e ciò si è riflesso fortemente sulla moda, sull’arte, sulla cultura e in particolar modo sulla psicologia. Le facoltà latenti dell’uomo, il rapporto con invisibili realtà parallele, i fenomeni paranormali e le percezioni extrasensoriali sono ormai campi affrontati dalla parapsicologia per mezzo di esperimenti scientifici.

Stabilire un rapporto con il mondo dell’energia e del prana, realtà immateriale come immateriali e intangibili sono l’amore e i sentimenti (ma della cui realtà certo non dubitiamo) non è cosa difficile; ed è questa la via principale per raggiungere la salute in senso olistico e per esprimere al meglio le potenzialità psichiche. Oggi molti antropologi sono d’accordo nel considerare necessario e possibile un cambiamento della coscienza umana e la salita di un ulteriore gradino nel percorso evolutivo dell’umanità.

Le conoscenze e i mezzi indispensabili per intervenire efficacemente sono indiscutibilmente già dentro noi, basta imparare a renderli accessibili.

Se apriamo un varco nella densa nebbia delle false credenze che avvolge la mente e investighiamo obiettivamente l’autentica natura della realtà, saremo in grado di incominciare a vedere le cose aldilà del pregiudizio, permettendo così all’intuizione di spaziare oltre al pensiero razionale. Il metodo più rapido per sperimentare direttamente questi stati di coscienza espansa, per liberarsi dalle tensioni fisiche e dalle problematiche ansiogene, accelerando e attivando il processo di risveglio e auto-coscienza, è legato alla riscoperta del nostro più diretto legame con l’energia. La più grande scoperta in questa direzione si è rivelata davvero la più semplice: il respiro.

Quattro modi di respirare

Ken Kizer nel libro Rebirthing for Life Using Rebirthing & Astrology for Emotional Healing, ha distinto quattro diversi modi di respirare a seconda del ritmo e della profondità del respiro:

  1. Respirazione lenta e superficiale: è il tipo di respirazione, detta anche addominale, messa in atto inconsciamente dalla maggior parte delle persone. Tende a inibire e quindi a reprimere il vissuto emotivo.
  2. Respirazione veloce e superficiale: utilizzata quando si desidera fare emergere e sciogliere un grosso blocco emotivo.
  3. Respirazione lenta e profonda: è il tipo di respirazione adottato in apertura di una seduta di Rebirthing, prima di passare alla respirazione consapevolmente connessa e ritmica. Il ritmo consigliato è di circa tre/cinque cicli di inspirazione/espirazione ogni dieci secondi. Molto spesso si rivela efficace senza movimentare vissuti emotivi molto intensi, come invece accade con la respirazione veloce e profonda (punto 2). Questo tipo di respirazione agevola il passaggio a uno stato mentale rilassato e meditativo. Viene eseguita anche al termine della sessione, quando le reazioni emotive ai ricordi liberati nella seduta stessa sono in fase d’integrazione.
  4. Respirazione veloce e profonda: usata per dissolvere forti resistenze, questo ritmo accelera i tempi della seduta. Agli inizi, prima che si affinassero le conoscenze sulla tecnica, questo era l’unico modo di praticare Rebirthing. Quando si constatò che per alcune persone questo modo di condurre la respirazione era troppo intenso, si escogitarono le altre modalità (punti 2 e 3).

Accenni storici

Negli ultimi vent’anni, si sono sviluppate molte scuole, a volte profondamente diverse tra loro, a seconda della filosofia di fondo, degli obiettivi, della formazione dei vari rebirther: nascono così il Rebirthing Integrativo, Vivation, la Respirazione Metacorporea, la Respirazione Olotropica, il Rebirthing ad Approccio Transpersonale ecc.

Alcune di queste scuole sono connesse al movimento New Age e si limitano talvolta a suggerire il rafforzamento del pensiero positivo con sedute dirette al potenziamento dell’Io, avvalendosi di un setting mirato al raggiungimento di obiettivi materiali, o modelli ideali plasmati dai desideri dell’io, fino a prendere in considerazione concetti irrazionali e narcisistici (come l’obiettivo dell’“immortalità fisica”). Altre scuole, invece.

affrontano, con un approccio scientifico alla psicologia il percorso di autoconoscenza e di sviluppo della consapevolezza, svolto attraverso la pratica della respirazione connessa.

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