Le Regole dell'Infinito - Francesco Giacovazzo - Estratto
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Le Regole dell'Infinito - Anteprima del libro di Francesco Giacovazzo

L’Infinito non manifesto

L’Infinito non manifesto

Lasciammo Roma verso le ore 7:00 di mattina. Di domenica, a quell’ora, il traffico era sostenuto. Era una giornata tiepida di ottobre con una leggera nebbiolina che ovattava piacevolmente l’atmosfera. Raffaele era di buon umore, abbassò leggermente lo schienale del sedile e stese le gambe, si infilò gli occhiali da sole e sembrava voler godersi in silenzio il tragitto. Ma all'improvviso, come se avesse ricevuto un invisibile segnale, attaccò a parlare.

«Esiste un’antica conoscenza che è stata tramandata nel corso dei secoli in maniera occulta e che custodisce tutti i segreti della nostra esistenza. Questo sapere è in grado di rispondere a tutte le grandi domande che l’uomo si è sempre fatto sulla propria origine e il proprio destino. Chi ha avuto la possibilità di toccare con mano questa conoscenza ha scoperto cosa fosse il vero potere e per paura che finisse nelle mani sbagliate ha deciso di smembrarlo e dissimularlo, lasciando la possibilità a chi avesse “occhi per vedere” e, soprattutto, a chi avesse acquisito un certo grado di consapevolezza di svelare le leggi eterne che regolano la sorte del cosmo.

«Secondo la leggenda questa conoscenza derivava direttamente dal continente di Atlantide, i cui sacerdoti, sopravvissuti dopo il grande cataclisma che distrusse tutta la loro civiltà, la custodirono con cura trasmettendola solo ai loro discepoli eletti. Frammenti di questo sapere arrivarono in Egitto, India, Persia, Cina, Assiria e nell’antica Grecia. Tutte le grandi filosofie d’oriente sono state costruite sulla base di questi antichi insegnamenti e le dottrine dell’antica Grecia hanno innegabilmente origine da fonti egizie, attraverso Pitagora che era stato istruito da ierofanti egiziani e persiani. Molti studiosi ritenevano che le scuole elleniche e quelle egizie non fossero altro che due distinte ramificazioni di un unico insegnamento originario che aveva le sue radici nella conoscenza di Atlantide. La dottrina segreta dei Rosacroce si presume sia stata gradualmente costruita dagli antichi maestri mettendo insieme i frammenti sparsi degli insegnamenti esoterici custoditi gelosamente dai sapienti delle varie culture.

Sette aforismi della Creazione

«Attraverso sette principi definiti i “Sette aforismi della Creazione” i Rosacroce riassunsero le sette leggi che regolano il funzionamento e l’origine della nostra realtà fisica, psichica e spirituale. Queste leggi sono state elaborate nel corso degli anni grazie al contributo di molti studiosi e scienziati che sono partiti da questi principi per dimostrarli empiricamente. Ciò che ti riferirò è ciò che mi è stato trasmesso ed è la nuova versione di questi insegnamenti che rispettano l’essenza dei principi ma hanno una versione per così dire aggiornata. Prima, tutto veniva trasmesso sotto i termini astrusi dell’alchimia e dell’astrologia, in modo che uno stesso concetto aveva un certo significato per il lettore comune e un significato più profondo per chi aveva le giuste chiavi di lettura.»

Raffaele parlava a raffica e mi era difficile seguirlo. Ero concentrato alla guida e, non essendo molto esperto, volevo tanto interromperlo o chiedere di rallentare ma lui mi dava sempre l’impressione di non parlare direttamente a me: sembrava che si rivolgesse a una parte del mio corpo in grado di memorizzare tutto quanto mi dicesse. Quando mi guardava, il suo sguardo non incontrava mai i miei occhi direttamente e questo mi irritava. Sembrava che guardasse al di là di me, o meglio i suoi occhi puntavano sulla mia fronte e oltre. Una volta provai a domandargli di questa sua stranezza e prontamente mi risposte che lui parlava direttamente al mio corpo.

«Sei troppo stupido per capire. Mentre io parlo la tua mente si mette a giocare cercando di interpretare ciò che ti sto dicendo o di scoprire se c’è qualche significato simbolico. Il tuo corpo invece mi capisce bene e mi fa perdere meno tempo.»

«Okay, ma io quando capirò?»

A quel punto di solito mi fissava direttamente negli occhi e il suo sguardo non riuscivo a reggerlo per più di tre secondi.

Così mi ero rassegnato a guidare rinunciando a comprendere. Non ricordavo niente di quanto mi diceva in macchina ma avevo la netta sensazione di aver memorizzato qualcosa. Se il giorno dopo avessi dovuto ripetere ciò che mi aveva detto avrei avuto molta difficoltà ma adesso, non so perché, riesco a ricordare quasi ogni parola.

Il primo Aforisma

«Il primo Aforisma della Creazione era conosciuto come “Il Genitore Eterno” e si riferisce al concetto della sorgente di vita di tutte le cose e da cui tutte le cose hanno avuto origine. Questo Genitore Eterno, ossia l’infinito non manifesto, è rappresentato nella simbologia rosacrociana dal cerchio vuoto che non ha nulla né fuori né all’interno di sé. La credenza che il nostro universo ha avuto inizio da una forza creatrice è presente in tutte le culture religiose e mistiche, antiche e moderne. Il concetto di energia cosmica che riempie tutto lo spazio è un concetto antico per i fisici ed è un presupposto fondamentale del mondo orientale. Secondo questa versione, tutti i fenomeni dell’universo sono la manifestazione di questa unità. La tradizione cinese, ad esempio, si basa sul concetto della presenza dell’energia cosmica primordiale che unisce tutto. Questa energia era conosciuta come Chi, ed è definita come una forza che unisce ogni cosa e tutti gli eventi dell’universo. Essendo invisibile e impercettibile, questa forza non può essere conosciuta e non se ne può avere una cognizione. Per questo gli antichi occultisti la simboleggiavano con un cerchio vuoto essendo l’unico segno in grado di trasmettere quel significato.»

Poi Raffaele mi parlò del Big Bang e dell’origine dell’Universo. Disse che secondo i moderni fisici, il nostro mondo è composto da elementi che a loro volta sono fatti da molecole e queste ultime da atomi. Gli atomi sono tutti costituiti da un nucleo e dagli elettroni. Il nucleo è composto da neutroni e protoni che a loro volta sono fatti di quark. I quark altro non sono che pacchetti di energia del campo primordiale.

Questa idea che tutta la materia non sia altro che energia condensata è ormai accettata scientificamente da decine di anni. Tutto è costituito da un’unica energia primordiale cosmica, che esiste eternamente. A partire dal Big Bang, quest’energia ha iniziato a manifestarsi sotto forma di particelle che interagendo tra di loro hanno formato le prime molecole che si sono organizzate in strutture sempre più complesse fino alla nascita delle stelle, dei pianeti e delle galassie dell’universo intero.

«Non tutta l’energia che esisteva prima del Big Bang si è trasformata in materia: una parte è rimasta senza forma e senza massa. Il nostro universo è immerso in un infinito mare di energia cosmica primordiale e, attraverso quest’energia, siamo tutti connessi in una infinita rete invisibile.»

Dopo queste ultime parole Raffaele si fermò e sembrò riflettere. Era come cercare di modulare un concetto un po’ complesso. Dopo qualche minuto, riprese:

«C'è una cosa in ciò che ti ho detto che non è esatta: quando parliamo di energia primordiale, in realtà non è corretto. I Rosacroce parlano di spazio infinito proprio perché si riferiscono a un concetto che non può essere considerato una cosa, poiché non ha nessuna delle sue caratteristiche. E' un qualcosa che sta dietro la materiale anche dietro l'energia. Noi la chiamiamo energia ma in realtà è più un essenza infinita che può considerarsi la radice e l’origine incondizionata dello spirito e della materia. Gli antichi sapienti avevano come simbolo dello Spirito la luce e la fiamma, riconoscendo dietro di loro un essenza priva di luce e calore. Se accendi una candela potrai notare, al centro della fiamma, qualcosa di oscuro e trasparente che si può considerare l’essenza da cui la fiamma stessa procede e da sostanza e sostegno. Gli alchimisti la chiamavano “fiamma oscura e la consideravano l'essenza stessa della luce. Per questo Rosacroce, e non solo, avevano chiamato quest’entità “Genitore Eterno e lo descrivevano come “infinito non manifesto’’ perché non doveva essere concepito come energia o spirito ma piuttosto come quello che i fisici chiamano "campo quantico".

Entrai in confusione

Non avendo allora nessuna conoscenza di fisica quantistica entrai in confusione. Avevo compreso l'esistenza di qualcosa non era ne di materia né energia ma una sorta di matrice delle due. Ma mi sembrava tutto abbastanza astratto quanto una formula matematica e, soprattutto, non riuscivo a concepire l’importanza d! tasse altro che questa mia domanda:

«Questa essenza, volgarmente chiamata etere, è stata definita da d verse discipline con differenti nomi tra cui: Campo di Gravitoni Energia del Punto zero, Campo di Tachione, e Orgone E sai quali sono la proprietà di questa essenza? È l’unica cosa che esisteva prima della creazione dell’universo, è primordiale on mpresente e riempie ogni spazio; è omogenea ossia identica in tutte le direzioni amorfa ovvero senza forma ed è priva di massa ossia fuori dalla dimensione spazio-tempo. Inoltre, come ti ho già detto solo una piccola parte di questa energia si è trasformata in particelle che costituiscono l’universo manifesto mentre il resto rimane come campo nel quale le particelle, i pianeti e le galassie sono immersi.

«Questa essenza è presente anche nel nostro organismo e gli dà vita e vitalità. In un certo senso possiamo dire che questa essenza è onnipotente, onnipresente e onnisciente essendo il campo di tutte le possibilità. Tutte queste sono proprietà che si possono applicare esattamente al concetto di Dio.»

«Quindi mi stai dicendo che i fisici hanno scoperto la formula di Dio?»

«Sto dicendo» ribattè Raffaele «che sia i fisici che gli occultisti hanno dimostrato la presenza di Dio quale proprietà fondamentale della Creazione.»

Non ero del tutto convinto di quello che mi stava dicendo; tuttavia lo trovavo estremamente affascinante e con un senso. Solo qualche mese dopo, studiando i lavori dello psichiatra Wilhelm Reich, riuscii ad ampliare il significato di questa forza e darle il giusto posto nell’equazione della realtà.

Il lavoro iniziale di Reich sull’energia vitale cominciò negli anni Venti, quando era allievo di Freud, l’ideatore della psicanalisi. Le teorie iniziali di Freud sul comportamento umano riguardavano l’energia degli istinti, da lui chiamata libido. Mentre Freud e i suoi colleghi si concentrarono su questa forma di energia, Reich portò avanti un’estesa ricerca su questa forza che governa le emozioni, il comportamento e la sessualità umana. Il suo lavoro clinico gli fece scoprire l’esistenza di un’energia universale che denominò orgonica per la relazione reciproca tra organismo e orgasmo.

Reich dimostrò la presenza oggettiva di questa energia utilizzando strumenti appositamente costruiti per questo scopo come l’orgonoscopio con il quale poteva rilevare la presenza di orgoni nell’aria. Inoltre costruì un accumulatore energetico per concentrare quest’energia cosmica in modo da utilizzarla per caricare diversi oggetti ma soprattutto per ripristinare il flusso di energia vitale nelle persone malate.

Per Reicb l’energia orgonica è l’energia vitale cosmica, la forza creativa fondamentale. Essa si differenzia da tutte le altre forme di energia conosciute e che derivano da essa e sono pertanto definite energie secondarie, come l’elettrica, quella magnetica, nucleare, ecc. La scienza classica conosce solo queste ultime forme di energia e considera l’atomo come il costituente base della natura, mentre Reich lo considera già come il prodotto di una specifica funzione dell’energia primordiale.

Raffaele continuo a parlare del simbolo del cerchio ma io ormai viaggiavo con miei pensieri. Intuivo che quello che mi stava dicendo era solo l’inizio di un lungo viaggio che, al di là dei simboli e delle formule astruse, mi avrebbe portato ai confini della conoscenza dove si nascondeva quella verità che tutti quanti cerchiamo.

Questo testo è estratto dal libro "Le Regole dell'Infinito".

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