Reich e Gurdjieff - David Brahinsky
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Reich e Gurdjieff - Anteprima del libro di David Brahinsky

La sessualità come strumento di evoluzione della coscienza

Reich e Gurdjieff in breve

Il principale argomento di questo libro è il rapporto che sussiste tra la sessualità e l’evoluzione spirituale. In particolare, il libro si concentra sulle scoperte di Wilhelm Reich riguardanti la sessualità, unita al concetto di evoluzione spirituale di Georges I. Gurdjieff. La mia tesi è che l’evoluzione spirituale, per come la intende Gurdjieff, non sia realizzabile a prescindere dalla sessualità, per come viene definita da Reich. 

Sebbene contemporanei, non c’è motivo di credere che Reich e Gurdjieff si siano conosciuti, o che l’uno sia entrato in contatto con l’opera dell’altro. Reich è uno scienziato naturalista, studente e collega di Freud, e dà inizio alla propria carriera nel 1919. Nella vita compie più scoperte rivoluzionarie di quanto sia umanamente possibile, e il contributo più significativo che fornisce è rappresentato dalla scoperta di quell’energia vitale cosmica che denomina energia orgonica. 

A partire dall’infanzia e poi lungo tutta la vita, Gurdjieff (1880 – 1949) studia psicologia, religione (sia esoterica che essoterica), filosofia, misticismo e occultismo. Entra in contatto con scuole di filosofia e scienza che sono, e continuano a essere, per lo più esoteriche. Qui apprende idee e principi riguardanti la natura della coscienza, profondamente radicati nell’antichità, e che sono stati trasmessi principalmente in forma orale da maestro ad allievo per migliaia di anni. Gurdjieff stesso si fa mezzo di trasmissione di questo sapere attraverso il contatto personale con i propri studenti e i propri scritti. 

Reich e Gurdjieff sono dei colossi nel loro campo: Reich nell’ambito delle scienze naturali, Gurdjieff come insegnante di antiche idee esoteriche. Si potrebbe spendere una vita intera nel tentativo di comprendere il loro lavoro, senza riuscirci. Scegliendo di parlare delle loro ricerche e di mostrare come siano collegate, ho quindi cercato di portare a termine un compito impossibile: analizzarne le idee senza renderle irriconoscibili.

Risvegliarsi: Il sonno

L’essenza degli insegnamenti di G. I. Gurdjieff è racchiusa nell’idea che l’umanità sia addormentata ma che gli individui, uomini e donne, abbiano la possibilità, oltre che il dovere, di svegliarsi. Per il mistico armeno, gli esseri umani sono gli unici men sono gli unici membri del regno animale a costituire un cosmo completo, esseri tricerebrali creati a immagine del Grande Megalocosmo, o dell’universo intero. Siamo nati con la possibilità di evolvere nella coscienza, psicologicamente e spiritualmente, e perciò siamo in grado di raggiungere un elevato livello di comprensione, che egli definisce ragione oggettiva.

Siamo stati gettati nel sonno, dice Gurdjieff, dalla cultura e dalla società. A causa di questo, e del fatto che le influenze culturali ci mantengono nel sonno, dobbiamo lavorare se desideriamo risvegliarci, e quindi lottare contro le influenze – interne ed esterne a noi – che ci trattengono in tale stato. Egli asserisce che, se tali influenze culturali non prevalessero, noi ci sveglieremmo 

in modo naturale, semplicemente attraverso la maturazione. Ne I Racconti di Belzebù a suo nipote, che costituisce la prima serie del suo lavoro in tre parti, dal titolo Di Tutto e del Tutto, si riferi-sce al processo di risveglio semplicemente come allo scorrere del tempo, «il sacro Antkuano», un processo che ha luogo quando tutti, in una particolare società, arrivano a comprendere – nel senso più profondo del termine, che in ogni caso verrà sviscerato nel corso dell’esposizione – le leggi fondamentali della creazione, del mondo e del suo mantenimento. 

Spiegazione della funzione dell’orgasmo: Sessualità e ansia

Secondo Reich l’orgasmo non ha mai trovato una completa e dettagliata trattazione per quel che riguarda i processi psicologici in esso implicati e che si verificano nella fase di eccitazione e in quella di sfogo. Nonostante ciò, per lui è scontato che l’orgasmo, un fenomeno innanzitutto fisiologico, abbia implicazioni sulla psiche, dato che prevede un rilascio di tensione psichica subito  dopo il raggiungimento dell’acme. Inoltre, Reich precisa che la completezza dell’orgasmo dipende da quanta eccitazione giunge a stimolare i genitali e dal completo deflusso di quest’ultima a seguito dell’acme. Nel complesso queste osservazioni indicano che esiste una possibilità che, dietro alle esperienze fisiche aventi come oggetto la tensione e la scarica sessuale, ci siano comunque dei processi psicologici.

Come abbiamo avuto modo di vedere, Freud è dello stesso parere. Nel 1885 egli nota che i pazienti che soffrono di stati d’angoscia acuta manifestano anche disturbi di tipo sessuale, e giunge alla conclusione che questi stati sono provocati da un blocco di energia psichica, che la psiche manifesta in forma di angoscia. Le osservazioni messe a punto da Reich confermano queste prime ipotesi freudiane, nel senso che quando i pazienti non sono consapevoli della propria eccitazione sessuale – e quindi coscienti delle sensazioni psichiche che essa porta con sé – iniziano a provare ansia a livello del cuore e dell’area del diaframma mentre, nel momento in cui divengono consapevoli dell’eccitazione sessuale, l’ansia scompare e gli organi sessuali diventano turgidi (nell’uomo si ha l’erezione e nella donna la lubrificazione della vagina). Reich nota che l’angoscia è spesso accompagnata da sintomi di carattere fisiologico: brividi di freddo, pallore, secchezza vaginale, pene che si ritira e via dicendo. L’eccitazione sessuale è invece contraddistinta da sensazioni quali calore, turgore, emissione di secrezioni dai genitali, aumento del battito cardiaco che mantiene un certo ritmo (la cosiddetta “calma del cuore”). In poche parole, ciò che Reich vuole affermare è che l’angoscia porta con sé dei sintomi che sono praticamente l’opposto di quelli che caratterizzano l’eccitazione sessuale. Quest’ultima è accompagnata da sensazioni e sentimenti di piacevole espansione, mentre l’angoscia da contrazioni dolorose. Ad ogni modo, entrambe le espressioni dell’angoscia e della sessualità costituiscono due aspetti antitetici di un’unica funzione.

La teoria del movimento dei fluidi all’interno del corpo cerca di dare una spiegazione a ciò che riguarda il piacere sessuale in termini psicologici, senza occuparsi del problema dell’ansia. Nonostante questo, Reich afferma che entrambe le funzioni sono collegate e approfondisce i suoi studi in altre direzioni nell’ambito della psicologia. In qualità di medico e di studioso di biologia, Reich è a conoscenza del fatto che il sistema nervoso vegetativo svolge funzioni di espansione e di contrazione; in particolare il sistema parasimpatico si occupa dell’espansione, mentre quello simpatico della contrazione. Inoltre all’epoca era già risaputo che il sistema nervoso simpatico è attivo durante gli stati d’ansia, e proprio a tal proposito Reich si occupa di indagare in che modo quello parasimpatico lavori nella sessualità.

Reich sostiene che gli esperimenti che recano il nome di Misch Choline Experiments dimostrano che la sua tesi è corretta. Nel corso di questa serie di esperimenti viene mostrato come la colina, un neurotrasmettitore chimico del sistema nervoso parasimpatico, riesce ad attenuare lo stato d’ansia. Quando la colina viene introdotta nell’organismo, le pareti dei vasi sanguigni subiscono una dilatazione, il cuore diminuisce il proprio battito, la pressione sanguigna si abbassa, si verifica un aumento della salivazione, le pupille si restringono e i muscoli riacquistano il loro tono originario. Questi segnali hanno moltissimo in comune con quello che accade durante l’eccitazione sessuale. 

Sulla base di queste considerazioni, Reich ipotizza che quando il corpo raggiunge l’eccitazione fisica il sistema parasimpatico si attiva, e viceversa quando si vive uno stato di ansia è il sistema simpatico a essere sollecitato. In questo caso lo psicoanalista unisce il concetto di ansia a quello di sessualità, identificandole come reazioni opposte che si verificano all’interno del sistema nervoso vegetativo, senza dimenticarsi di collegare l’esperienza psichica della sessualità e dell’ansia al processo fisico che ha luogo contemporaneamente.

Il testo è estrato dal libro "Reich e Gurdjieff".

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David Brahinsky

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