Scie Chimiche e Geoingegneria clandestina - Anteprima del Libro
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Scie Chimiche e Geoingegneria clandestina - Anteprima del Libro

Il controllo del clima, un “sogno” diventato un atroce realtà

 

La storia dell’umanità è costellata purtroppo da guerre e soprusi di ogni genere perpetrati da caste, da multinazionali e da alcuni governi che, per brama di potere e denaro, hanno spesso scatenato l’inferno e hanno invaso altri paesi, talvolta con l’avallo delle Nazioni Unite. Oggi, però, i militari, le corporation e taluni esecutivi hanno compiuto un salto di qualità, concretizzando un antico desiderio: dominare i fenomeni naturali e usare questo potere come arma, come mezzo di controllo di altri popoli e Stati. Questa nuova tecnologia si palesa ora nei nostri cieli, con quelle che ormai molti cittadini conoscono come “scie chimiche”, espressione derivata dall’inglese “chemtrails”

Il termine “chemtrails”, di origine militare, figura nello “Space preservation act”, una proposta di legge presentata nel 2001 dal deputato del Congresso Denis Kucinich. Il parlamentare statunitense chiedeva la messa al bando di tutte le armi esotiche, incluse appunto le chemtrails. La sua proposta di legge fu poi approvata ma con drastici tagli: il riferimento a tutte le armi esotiche fu espunto. In modo più preciso possiamo oggi definire le scie chimiche “operazioni di geoingegneria clandestina”.

Il documento “A Recommended national program in weather modification - a report to the interdepartmental committee for atmospheric sciences” a firma di Homer E. Newell, risalente al 1966, è una prova schiacciante. È in grado di convincere tutti quelli che ancora negano l’esistenza di massicce attività di modificazione meteorologica e climatica, operazioni che sono compiute da vari governi di tutto il mondo.

Il materiale delinea con dovizia di particolari l’esistenza di programmi di modifica del tempo negli Stati Uniti, piani riferibili a un decennio anteriore alla stesura del testo in questione. Il testo, che si può considerare il modello dei successivi dossier sul controllo del clima, descrive una “commissione speciale” volta a coordinare le molteplici agenzie governative coinvolte nei programmi di geoingegneria negli Stati Uniti, assieme a collaboratori indipendenti e alle università. La commissione si prefìgge di valutare e gestire gli impatti internazionali, le conseguenze legali e sociali, le estinzioni di specie viventi, le conseguenze biologiche delle operazioni di geoingegneria clandestina.

Nel 1995 la Marina militare statunitense intraprese un vasto studio, composto da decine di documenti, nei quali si evidenziavano le tecniche da impiegare per la costruzione di una struttura di controllo mondiale, costituita da una serie di strumenti. Tra questi strumenti si annoverano lo studio e la manipolazione della ionosfera, la creazione di strati che ne simulassero le caratteristiche peculiari, gli aerosol, le microonde, l’impiego di polvere intelligente, la creazione e la distruzione di nebbie e nubi, la stimolazione delle piogge, la desertificazione forzata di vaste aree. Il documento è noto con il titolo “Owning the weather in 2025” ossia “Dominare il tempo entro il 2025”. Lo studio viene spacciato come esclusivamente teorico, ma dall’analisi dei diagrammi e delle immagini, si evince che già nel 1995 le attività volte alla gestione del tempo e del clima erano già in avanzata fase di realizzazione. Ecco perché i cieli del pianeta sono spesso sfregiati, opachi, biancastri...

 

Il mito delle scie di condensazione

 

Quelle che osserviamo nei nostri cieli sono semplicemente scie di condensazione chiamate anche contrails? No, quasi mai. Vedremo presto perché. In primo luogo chiediamoci: che cos’è una scia? E una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipico esempio di scia è il solco di schiuma che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé: l’acqua è ferma e il solido è in moto.

Le scie di condensazione in inglese sono chiamate contrails: il termine contrails è l’abbreviazione di condensation trails. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche: temperatura inferiore a -40° C, umidità relativa non inferiore al 70%, altitudine superiore almeno agli 8000 metri, pressione atmosferica idonea. La pressione atmosferica è un parametro significativo. Cambia in riferimento alla temperatura: si abbassa con l’aumentare dei valori termici, perché l’aria calda tende a dilatarsi, diventando meno densa e più leggera.

È naturale che tali parametri possano subire dei cambiamenti, ma sono oscillazioni lievi che derivano in primo luogo dalla latitudine. Ad esempio, è davvero improbabile che si crei una contrail in regioni come quelle equatoriali dove l’aria è tutto l’anno molto calda. Inoltre ad alta quota l’aria è alquanto secca. Per questo motivo le scie di condensazione si possono verificare molto raramente. Gli aerei che tutti possono notare con la loro scia, più o meno lunga e persistente, volano a bassa o a bassissima quota dove è impossibile che si manifesti il fenomeno della condensazione. Questo è un fatto dimostrato e inconfutabile.

Le scie effìmere che osserviamo in cielo non sono il frutto della condensazione, ma il risultato della combustione di speciali carburanti e additivi

 

Quelle scie effìmere che osserviamo nelle giornate con il cielo del tutto sgombro di nubi - condizione indotta e artificialmente ottenuta tramite la diffusione di elementi chimici igroscopici che impediscono la formazione di cumuli da bel tempo - non sono il frutto della condensazione, ma il risultato della combustione di speciali carburanti e additivi. Ciò determina la formazione di false scie di condensa e la ricaduta di polimeri sotto forma di filamenti, spacciati per tele di ragni volanti. Le scie di condensazione, comunque, sono un fenomeno rarissimo, tanto che, nelle più rinomate enciclopedie, il lemma “scia di condensazione” è assente.

I motori turbofan con high bypass in uso almeno dagli anni Settanta del XX secolo non possono produrre scie di condensazione, poiché l’80% dell'aria che li attraversa non entra nella camera di combustione. Allo scarico, quindi, i gas incombusti sono relativamente freddi. Ciò implica che i propulsori attuali non possono in alcun modo generare scie di condensazione, visto che la condensazione dipende da una sensibile differenza di temperatura tra due ambienti. Il grafico di Appleman, un modello usato per stabilire quali sono le probabilità che si formi una scia di condensa, considerate particolari condizioni fìsiche, fu concepito quando i motori aerei emettevano gas molto più caldi, rispetto ai propulsori attuali. Precisato che il grafico di Appleman ha un mero valore probabilistico, esso è oggi obsoleto e non è per nulla adatto a “predire” la formazione delle contrails.

Come sono cambiati i motori, così in questi ultimi decenni anche i carburanti aeronautici hanno conosciuto delle innovazioni che ci aiutano a comprendere il problema delle cosiddette scie chimiche. Oggigiorno molti carburanti per aerei comprendono alluminio, bario e manganese che, come vedremo, sono tra i principali ingredienti delle chemtrails.

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