Spaghetti Vegetali dall'Antipasto al Dolce
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Spaghetti Vegetali dall'Antipasto al Dolce - Anteprima del libro di Francesca Più

Una guida indispensabile per cucinare in maniera vegetale e crudista

Due parole sulla terminologia

In questo testo troverete due espressioni particolari: "spaghettare" e "fruttortaggio".

  • Spaghettare è il termine usato, perora soprattutto in rete, per gli spaghetti fatti di frutta e verdura, realizzati utilizzando attrezzi specifici, cioè le preparazioni di cui si occupa questo libro.
  • Fruttortaggio è il termine tecnico più corretto, usato da crudisti e vegani, per certi tipi di ortaggi che sono in realtà frutti. I cetrioli, le melanzane, i pomodori, le zucche, le zucchine, i peperoni, avendo i semi, dovrebbero far parte della "famiglia" della frutta, ma sono riconosciuti da sempre come ortaggi. Con l'espressione "fruttortaggio" (o anche "frutta-ortaggio") si vuole definire meglio questo concetto.

Alimentarsi prevalentemente con cibi crudi, quindi vivi, secondo moltissimi studi medici, igienisti e di nutrizione, è il modo più sano e naturale che l'uomo abbia per nutrirsi.

Ma che cosa si intende per "crudismo"?

Il crudismo è un'alimentazione che si basa fondamentalmente su cibi non trattati sopra i 42°C, temperatura oltre la quale si iniziano a distruggere enzimi, vitamine, sali minerali e oligoelementi.

Mantenendo il cibo inalterato, si conservano tutte le proprietà delle sostanze necessarie all'organismo, che sono così pronte a forgiare, nutrire e difendere il nostro corpo dagli agenti esterni, garantendo una tempistica digestiva ottimale.

In particolare, nella digestione non c'è dispendio energetico ed enzimatico, e più è facile digerire più energia abbiamo subito a disposizione, rispettando intestino, reni, fegato e stomaco senza affaticarli.

Assimilando i cibi nella modalità corretta otterremo il massimo rendimento con il minimo sforzo. Per assimilare al meglio, oltre che introdurre alimenti vivi e integrali, è importante tenere in considerazione le corrette combinazioni alimentari e la giusta sequenza di assunzione di ogni cibo.

L'alimentazione crudista è composta principalmente da frutta, fruttortaggio (pomodoro, zucca, zucchina, cetriolo, melanzana sono ritenuti ortaggi ma, data la presenza di semi, sono anche frutti) e verdura, e in minor parte di frutta a guscio, semi oleosi, germogli, erbe aromatiche, alcuni tipi di funghi e spezie, alghe, cacao, senza dimenticare l'acqua (fondamentale!).

In poche parole, ci si nutre soprattutto di tutti quei cibi già naturalmente commestibili senza ulteriori processi di lavorazione e trattamenti di cottura e senza condimenti: gli alimenti più vivi e sani sono quelli che possiamo mangiare così come la Natura ci dona, senza bisogno di manipolarne il gusto per renderli appetibili.

Piramide crudista

Nel crudismo quindi, anzichéforni efornelli, si utilizzeranno frullatori, estrattori, pelapatate, "spaghettafrutta" e "spaghettaverdura", ed eventualmente marinature e disidratazioni (meglio se quelle fatte direttamente dal sole).

Questo libro è totalmente dedicato alla "s"cucina (e in minor parte alla cucina vegetale cotta e senza glutine) degli spaghetti realizzati con verdura e frutta.

Tratteremo dell'attrezzatura per realizzarli in una parte del libro e, per chi ancora non avesse gli strumenti "specifici", ogni ricetta sarà anche accompagnata da una versione semplificata per la realizzazione con gli strumenti che abbiamo già in casa.

Crudo è freddo?

Spesso si abbina l'alimentazione crudista a un'alimentazione fredda. Non è affatto così!

Tenere frutta e verdura a temperatura ambiente (o in casa se è inverno) almeno cinque-sei ore prima del consumo è molto salutare, oltre che essere gradevole al gusto, e le proprietà dei cibi rimangono del tutto inalterate (sia il congelamento sia la cottura ne alterano i micronutrienti, ovvero vitamine e sali minerali).

La cosa migliore è mangiare sempre frutta e verdura così come l'albero (o la terra) ce li offrono.

Ci sono a ogni modo diversi tipi di "trattamento" accettati nel crudismo e tra questi ricordiamo la marinatura, l'essiccazione e il riscaldamento sotto i 42 °C. Queste modalità non intaccano il corredo enzimatico, vitaminico e di sali minerali dei cibi.

Marinatura

La marinatura (che si può ottenere con succo di limone, arance, aceto di mele o sale da cucina) è un procedimento che ammorbidisce le fibre, rimuovendo l'acqua interna del vegetale e insaporendolo a seconda di quello che usiamo come "agente".

La troviamo usata in particolar modo per il "trattamento" di vegetali che hanno un contenuto piuttosto elevato di fibre "dure" (come nei cavoli) o di solanina (come nella melanzana; questo processo ne diminuisce notevolmente la quantità), o di amidi (come le zucche, piuttosto difficili da digerire al "naturale").

Essiccazione

L'essiccazione a temperatura inferiore ai 42 °C permette una "cottura" che conserva tutte le proprietà, privando l'alimento dell'acqua biologica e rendendolo quindi conservabile a lungo, accentuando il sapore dolce (se frutta) o salato (se frutta-ortaggio o verdura).

Per ottenere questo risultato si possono usare l'essiccatore, un normale forno da cucina aperto e ventilato alla minima potenza, o più semplicemente il sole estivo e il termosifone invernale.

Riscaldamento

Il riscaldamento a temperatura inferiore ai 42 °C, cioè la possibilità di riscaldare al di sotto dei 42 °C a bagnomaria, o con il forno al minimo aperto è una soluzione disponibile in tutte le stagioni e tutt'altro che fredda!

Le spezie

Anche le spezie possono essere considerate "agenti riscaldanti", perché aumentano la circolazione, accelerando il metabolismo e attivando i termo ricetto ri di bocca e stomaco. Una buonissima risorsa "calorifera" invernale! In generale, nei periodi freddi si può aumentare il consumo di zenzero, cannella, curcuma, pepe di Cayenna, spezie ed erbe riscaldanti. Tra l'altro, sono un'ottima alternativa al sale da cucina.

È a 42°C?

"Per sapere se la temperatura rimane sotto i 42 °C non c'è bisogno di termometri particolari: basta toccare con un dito. Se il calore è tollerato dal nostro corpo, la temperatura è quella giusta!"

Spaghetti quasi veri!

"Ecco un trucchetto per ottenere un effetto realistico con i nostri "spaghetti di verdura" alle zucchine: marinateli per almeno trenta secondi, massaggiandoli dolcemente. I vegetali perderanno acqua e croccantezza, e si otterrà una consistenza del tutto simile allo spaghetto cotto a base di cereali."

Perché evitare il sale da cucina?

  • Il sale da cucina è un potente irritante. Non ci credete? Mettetene un granello su una ferita e vi renderete conto di quanto sia caustico. Provate ad aprire gli occhi nell'acqua di mare e sentirete quanto brucia. Il sale ingerito pizzica, punzecchia, pungola e corrode il corpo dall'interno.
  • Il sale da cucina sovraccarica di sodio il nostro organismo. È stato calcolato che una persona media si "avveleni" con quantità di sodio 10 volte superiore alla norma.
  • Il sale da cucina rovina i delicati equilibri ormonali tra ipofisi, tiroide, adrenali e reni.
  • Il sale da cucina è la prima causa di ritenzione idrica. Fa gonfiare occhi, addome e caviglie.
  • Il sale da cucina è causa di alta pressione.
  •  Il sale da cucina irrita e indurisce le delicate membrane del corpo umano.
  •  Il sale da cucina trasforma il corpo in un organismo "in salamoia". Rende il corpo salato, le lacrime salate, il sangue salato, il sudore salato, le urine salate. Il che è un fatto gravissimo.
  • Il sale da cucina sovverte il perfetto equilibrio sodio-potassio che si crea nel corpo quando si mangia in armonia con la natura, cioè cibi vivi, cibi crudi, cibi organicati-vitaminizzati-mineralizzati, cibi carichi della loro acqua biologica ricevuta dalle radici ed elettrizzata dal sole mediante fotosintesi. Siccome non aggiungiamo potassio ai nostri cibi, non si capisce perché dovremmo aggiungervi sodio.
  • Il sale da cucina è causa di insufficienza renale e dialisi.
  • Il sale da cucina perverte il senso del gusto e fa sembrare insipidi i cibi naturali anche quando non lo sono.
  • Il sale da cucina inibisce la capacità percettiva del senso di sazietà, facendoci mangiare più del necessario, e spesso quel che in Natura eviteremmo.
  • Il sale da cucina raffinato, d'uso comune sulle tavole, è ricco di sostanze chimiche irritanti e aggressive, solventi, anti-umidificanti, schiarenti, anti-impaccanti.
  • Direzione Tecnica AVA - Roma; Direzione Tecnica ABIN Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Sale Crudista (o sale di Sedano)

Ed ecco un'ottima e gustosissima alternativa al sale da cucina: il sale crudista. Facilissimo da preparare, saporito e "salato" quanto basta... E non è necessario limitarne la quantità essendo senza effetti collaterali. Il sedano è ottimo per diventare il nostro "sale" naturale, ricchissimo in sali minerali, sodio e potassio.

La preparazione è semplicissima: tagliate 7-8 gambi di sedano (o quantità a piacere) e frullateli fino ad ottenere un composto omogeneo. Consiglio di scolare la parte acquosa del sedano frullato con un colino a maglie strette per facilitarne l'essiccazione. L'acqua biologica ottenuta si può bere ed è un ottimo integratore di sali minerali. Stendete in modo sottile la "mousse di sedano" aiutandovi con una spatola (o un cucchiaio) su della carta da forno, ed essiccate in forno aperto al minimo o nell'essiccatore per 8-10 ore (o al sole). Quando il composto sarà asciutto è pronto per essere macinato con il macinapepe o con un macinino da caffè o, semplicemente, sbriciolato con le mani.

Il testo è tratto dal libro "Spaghetti Vegetali dall'Antipasto al Dolce".

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