Super Detox - Patrice Halimi
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Super Detox - Anteprima del libro di Patrice Halimi

Come liberarsi da ciò che è tossico o nocivo

Principi fondamentali da conoscere

Non c’è bisogno di essere un tossicologo per proteggersi dagli inquinanti quotidiani, ma è bene avere in mente qualche principio importante e conoscere gli effetti principali delle sostanze chimiche, dato che si trovano ovunque intorno a noi.

Tali sostanze, nate da molecole di sintesi, e quindi fabbricate in tutto e per tutto dall’uomo, hanno invaso il nostro ambiente da più di un secolo, ma soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale. Il numero stimato di queste molecole chimiche è pari a centomila! Hanno prosperato grazie alla spinta industriale, sulla scia della fascinazione per la scienza e il «progresso».

Per molto tempo nessuno ha davvero tentato di scoprire gli effetti collaterali di questo o quel prodotto prima di metterlo sul mercato. Potremmo anche indignarci per questo, ma imboccheremmo una pista sbagliata, poiché non si possono giudicare i nostri genitori con criteri sviluppatisi a posteriori.

Questa cecità rispetto agli effetti di certe sostanze chimiche si spiega facilmente, se pensiamo per un attimo al periodo prebellico.

All’alba dei ruggenti anni Trenta, dominati dall'american way of life, il mondo occidentale vuole entrare a piedi uniti nella società dei consumi. Nel settore agricolo si ambisce soprattutto a produrre: la priorità è nutrire il pianeta dopo un periodo di privazioni terribili. I pesticidi proposti dalle grandi aziende appaiono quindi come una fortuna inaspettata, magnifica: i contadini possono finalmente liberarsi degli aspetti negativi della natura (insetti, malerbe eccetera), ottenendo così raccolti impensabili fino a quel momento. È l’inizio della rivoluzione verde, con le prime pubblicità a vantare il merito dell’impiego diffuso di sostanze chimiche nelle coltivazioni.

Certo, oggi queste forme di marketing sarebbero scandalose, ma alla fine degli anni Quaranta la tossicità di questi prodotti non era nemmeno messa in conto. Lo prova il fatto che gli agricoltori hanno utilizzato senza alcuna preoccupazione i pesticidi, cedendo alle loro promesse e mettendo a rischio la propria salute, prima ancora di quella dei consumatori.

All’epoca non ci si preoccupava di queste cose: quello che contava era l’efficacia, la «resa». Persino i dubbi che iniziarono ad affiorare negli anni Sessanta - si poteva garantire l’innocuità di quei prodotti chimici? Quali conseguenze portavano nel nostro piatto? - sono stati rapidamente spazzati via. Bisogna anche dire che la medicina stessa era presa da tutt’altro. All’inizio della Seconda guerra mondiale, in Europa si moriva ancora di tubercolosi. Le malattie infettive erano un flagello, e la mortalità infantile molto elevata, se paragonata ai nostri giorni. Ma anche dopo la diffusione degli antibiotici e i progressi nella rianimazione, i dubbi sulla tossicità chimica erano e rimanevano secondari. E tutto questo in un contesto in cui non si disponeva ancora di conoscenze effettive in materia di tossicologia. Dominavano convinzioni sorpassate come «solo la dose fa il veleno», e soltanto in seguito si sarebbero rivelate errate (ci torneremo più avanti).

Gli effetti dell’utilizzo massiccio delle molecole di sintesi sono quindi emersi nel medio e lungo termine, al pari della consapevolezza. Eppure una cosa è certa: le conseguenze di quell’uso indiscriminato di tali molecole ci investono a grande velocità, e anziché perdere tempo a cercare i colpevoli credo sia giunto il momento dell’azione concreta. Ormai siamo totalmente responsabili, perché sappiamo.

L’effetto della chimica sulla nostra salute

Centinaia di studi collegano l’esposizione agli agenti inquinanti e lo sviluppo di determinate malattie, come il cancro. Il 7 maggio 2004 ricercatori, medici, responsabili di associazioni riuniti all’Unesco intorno al tema «Cancro, ambiente e società» hanno firmato l’Appello di Parigi, ovvero la «Dichiarazione internazionale sui pericoli sanitari dell’inquinamento chimico».

Ecco ciò che hanno scritto:

Noi, scienziati, medici, giuristi, umanisti, cittadini, convinti dell’urgenza e della gravità della situazione, dichiariamo che:

  • Articolo 1: Lo sviluppo di molte malattie attuali è consecutivo al deterioramento dell’ambiente.
  • Articolo 2: L’inquinamento chimico costituisce una minaccia grave per il bambino e per la sopravvivenza dell’uomo.
  • Articolo 3: Essendo in pericolo la nostra salute, quella dei nostri bambini e delle generazioni future, è la stessa razza umana a essere in pericolo.

Nel 2008, in Francia, una ricerca dell’Inserm, l’Istituto nazionale della sanità e della ricerca medica, ha evidenziato come dal 1980 il tasso di incidenza del cancro fosse aumentato del 35% per gli uomini e del 43% per le donne, chiamando esplicitamente in causa, sebbene con una certa prudenza, le alterazioni dell’ambiente. In questi ultimi anni il numero di determinate tipologie di cancro è aumentato, tra cui il cancro ai polmoni, al seno, alle ovaie, ai testicoli, alla prostata, alla tiroide e al cervello. Anche l’incidenza delle forme cancerose e tumorali nei bambini è cresciuta in modo significativo, dato che peraltro invalida l’idea che l’esplosione di queste patologie sia dovuta solo all’invecchiamento della popolazione, come invece affermano alcuni, pronti a negare l’effetto della chimica sul nostro ambiente quotidiano.

I quattro effetti inquinanti principali

Senza voler essere esaustivi, si possono distinguere quattro grandi effetti inquinanti, purtroppo divenuti imprescindibili.

Gli interferenti endocrini

Gli interferenti o perturbatori endocrini sono sostanze chimiche che, imitando gli ormoni naturali, modificano il sistema endocrino degli animali e degli esseri umani. Questo sistema, che coordina l’attività ormonale - la tiroide, l’ipofisi, le ghiandole surrenali ma anche le ovaie o i testicoli - è assolutamente fondamentale, perché gli ormoni regolano i processi vitali come il tasso di glicemia, la pressione sanguigna o, ancora, lo sviluppo embrionale. Gli effetti degli interferenti endocrini possono quindi essere deleteri per l’organismo delle persone direttamente esposte, ma anche per quello dei loro discendenti.

Ormai sono praticamente ovunque! Per esempio, si trovano ftalati nella plastica dei giocattoli per renderli più morbidi e flessibili; parabeni nelle creme idratanti, nei deodoranti e negli shampoo per le loro proprietà conservanti e antifungine; composti perfluorurati nelle padelle con fondo antiaderente; bisfenolo A (BPA) nei contenitori alimentari. In Europa si sta discutendo della messa al bando definitiva di questa sostanza dopo averne già vietato l’uso per i biberon.

Si sospetta che numerose malattie siano collegate agli interferenti endocrini: la diminuzione della fertilità maschile (secondo uno studio pubblicato nel 1992 sul British Medicai Journal, la quantità di spermatozoi in un’eiaculazione si è abbassata della metà in cinquantanni), le malformazioni dell’apparato genitale maschile, la pubertà precoce delle ragazze, i ritardi nella crescita fetale e così via.

I principali interferenti endocrini sono:

  • Bisfenolo A.
  • Composti perfluorurati.
  • Eteri glicolici.
  • Filtri chimici.
  • Ftalati.
  • Parabeni.
  • PCB (Policlorobifenili).
  • Pesticidi.
  • Ritardanti di fiamma.

Le sostanze cancerogene

Si tratta di sostanze o di composti chimici che, per inalazione, ingestione o assorbimento della pelle, favoriscono le formazioni tumorali. Alcuni di questi sono ormai ben noti, come l’amianto o il benzene. Gli interferenti endocrini rientrano in questa categoria in quanto si sospetta che abbiano un ruolo importante nella formazione di determinati tumori (testicoli, prostata o seno). In generale, tuttavia, le molecole chimiche possono avere svariati effetti contemporaneamente.

Tra le centinaia di agenti classificati dallo Larc l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (che dipende dall’Oms), come «probabili cancerogeni» o «cancerogeni», si può citare uno dei più minacciosi allo stato attuale delle nostre conoscenze, ovvero la formaldeide. Sebbene questa sostanza sia stata classificata come cancerogena nel 2004, continua a contaminare le nostre case attraverso i mobili (in particolare truciolati, compensati e altri agglomerati di legno), i prodotti per la pulizia domestica e perfino i lettini con le sbarre nei quali i bambini piccoli passano la maggior parte del tempo.

Ovviamente, l’esposizione ripetuta a questo genere di sostanze non scatenerà necessariamente un tumore - si conoscono fanatici della sigaretta che hanno fumato per quarantanni senza ammalarsi -, ma i rischi sono reali. Meglio allora correre ai ripari finché si può.

Le sostanze mutagene

Anche in questo caso si tratta di sostanze che agiscono tramite inalazione, ingestione o penetrazione cutanea. La loro caratteristica principale è di provocare mutazioni nel DNA e produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza.

Le sostanze reprotossiche

Come si può intuire dal nome, queste sostanze hanno un effetto tossico sulla riproduzione (anche in questo caso attraverso penetrazione nella pelle, ingestione o inalazione). Possono pertanto danneggiare le funzioni o le capacità riproduttive deH’uomo e degli animali.

Come ho già detto, questo non deve far credere che una sostanza corrisponda a un effetto. Per proporvi una trattazione più chiara ho evidenziato quattro effetti nocivi della chimica sulla salute, ma in realtà le molecole di sintesi che popolano il nostro quotidiano presentano spesso diversi effetti potenziali nello stesso tempo. Infatti si parla di CMR, un acronimo che indica le sostanze cancerogene (C), mutagene (M) e tossiche per la riproduzione (R).

Per comprendere meglio tali, molteplici effetti, si può citare a titolo illustrativo lo studio pubblicato nel 2015 dal professor Charles Sultan, endocrinologo pediatrico a Montpellier. Il medico si è anche interessato all’aumento delle malformazioni genitali nei bambini piccoli e alle sue cause, e per due anni il suo team ha condotto uno studio presso gli ospedali di Campina Grande, la seconda città nello Stato di Paraiba, in Brasile: duemilasettecentodieci neonati sono stati esaminati nelle quarantott’ore successive al parto, e gli scienziati hanno identificato cinquantasei casi di malformazione genitale (assenza di discesa dei testicoli nelle borse scrotali, o criptorchidia, posizione anormale del meato urinario, o ipospadia, micropene). Parallelamente, hanno posto una serie di domande ai genitori per valutare l’esposizione prenatale agli insetticidi, usati in modo massiccio nella regione, e a prodotti contenenti perturbatori endocrini. Risultato: il 92% dei bambini che presentavano una malformazione aveva subito un’esposizione a queste sostanze durante la gestazione; l’80% delle madri e il 58% dei padri coinvolti avevano una o più attività professionali che comportavano l’impiego di pesticidi o altri interferenti endocrini.

Quello che qui ci interessa è la molteplicità degli effetti tossici delle molecole a cui i genitori sono stati esposti prima del concepimento, e, per la madre, nel corso della gravidanza. Queste sostanze si sono rivelate dannose per il sistema ormonale, ma anche mutagene (con la mutazione del DNA) e reprotossiche, poiché le malformazioni genitali dei bambini influiscono sulla loro futura capacità riproduttiva.

Questo testo è estratto dal libro "Super Detox".

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