Super Geni - Deepak Chopra - Estratto
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Super Geni - Anteprima del libro di Deepak Chopra e Rudolph E. Tanzi

Perché super geni? Una risposta urgente

Perché super geni? Una risposta urgente

Lo scopo di questo libro è elevare il benessere quotidiano al livello di benessere profondo. Per raggiungere tale obiettivo occorre intraprendere un cammino di trasformazione attraverso la comprensione della nostra genetica. Questo affascinante campo d’indagine ha prodotto una marea di scoperte entusiasmanti, e se ne aggiungono ogni giorno di più. Il DNA umano ha ancora molti segreti da svelare, ma un punto di svolta è stato raggiunto: è infatti emerso con assoluta certezza che il corpo umano non è ciò che sembra.

Immaginate di essere di fronte a uno specchio: che cosa vedete? L’ovvia risposta è un oggetto vivente, una macchina in movimento fatta di carne e sangue. Questo oggetto è la vostra casa e il vostro rifugio. Vi porta fedelmente dove volete e fa ciò che gli chiedete di fare. Senza un corpo fisico, infatti, la vita non avrebbe fondamento. Ma se tutto ciò che date per scontato sul vostro corpo fosse un’illusione? Se quella «cosa» che vedete nello specchio non fosse affatto una cosa?

In realtà il vostro corpo è come un fiume che scorre e cambia in continuazione. È come una nuvola, un vortice di energia che è spazio vuoto al 99%. Come un’idea brillante della mente cosmica che ha impiegato miliardi di anni di evoluzione per concretizzarsi.

Queste similitudini non sono solo immagini evocative, ma realtà che rimandano alla trasformazione. In questo preciso istante il corpo come cosa fisica si adatta all’esperienza quotidiana. Parafrasando Shylock ne Il mercante di Venezia di Shakespeare, se vi tagliate, non sanguinate? Sì, certo, perché il lato fisico della vita è assolutamente necessario. Ma viene al secondo posto. Senza le altre possibilità appena evocate - il corpo come idea, nube di energia e in costante cambiamento - questo volerebbe via, dissolvendosi in un vortice casuale di atomi.

Appena guardate oltre la facciata di quell’immagine nello specchio, inizia la grande avventura. Dietro lo specchio, per così dire, la genetica ha dispiegato la storia della vita a tappe, compresa la rivoluzionaria scoperta del 1953 che ha rivelato la doppia elica del DNA, una scala elicoidale con miliardi di pioli chimici. Nell’ultimo decennio, tuttavia, questa storia è esplosa grazie alla scoperta di quanto i nostri geni sono davvero attivi. Ovunque, nel corpo, una cellula mette in pratica il segreto della vita:

  • Sa che cos’è bene per lei e lo persegue.
  • Sa che cos’è male per lei e lo evita.
  • Sostiene la propria sopravvivenza attimo dopo attimo, con totale concentrazione.
  • Monitora il benessere di ogni altra cellula.
  • Si adatta alla realtà senza resistenze né giudizi.
  • Attinge alle risorse più profonde dell’intelligenza della Natura.

In quanto somma di tutte quelle cellule, possiamo dire lo stesso di noi? Eccediamo nel mangiare e nel bere, tolleriamo stress micidiali, ci priviamo delle giuste ore di sonno. Nessuna cellula sana farebbe scelte simili!

Allora, perché questa disconnessione? La Natura ci ha progettati per essere sani come le nostre cellule. Non c’è ragione per non esserlo.

Le cellule adottano naturalmente le scelte giuste in ogni istante della loro vita. Come potremmo fare altrettanto anche noi?

La scoperta più esaltante delle ricerche recenti è che l’attività genica può essere considerevolmente migliorata, e che quando questo accade è possibile raggiungere una condizione di benessere profondo. Profondo nel senso che va ben oltre la prevenzione comune. Il fondamento stesso delle malattie croniche è stato svelato dalla nuova genetica. Stiamo osservando come scelte di stile di vita fatte molti anni prima incidano profondamente su come il corpo funziona oggi, nel bene e nel male. I geni, infatti, recepiscono ogni nostra scelta.

Secondo noi, il benessere profondo è un bisogno urgente, e vi convinceremo di questo. La maggior parte delle persone non sa che nel benessere convenzionale c’è una falla così grande che l’invecchiamento precoce, le malattie croniche, l’obesità, la depressione e le dipendenze sono riusciti a insinuarvisi. Tutti gli sforzi compiuti per contrastare queste minacce hanno avuto, nel migliore dei casi, un misero 50% di successo. È dunque necessario un nuovo modello. Vediamo come una donna in particolare ha sperimentato questa esigenza.

La storia di Ruth Ann

Quando Ruth Ann iniziò ad avvertire dolore a entrambe le anche non vi diede molta importanza. A cinquantanove anni era orgogliosa di come gestiva il proprio corpo. Aveva uno straordinario controllo degli impulsi, mangiava solo gli alimenti giusti, senza spuntini fuori pasto e visite notturne al frigorifero, che a poco a poco fanno mettere su chili. Non fumava e beveva raramente. Non si faceva mai mancare una bella scorta di vitamine e integratori alimentari. La sua routine di esercizio fìsico andava ben oltre il minimo raccomandato di quattro-cinque sessioni di vigorosa attività a settimana, poiché faceva due ore di palestra al giorno. Risultato: alla vigilia del suo sessantesimo compleanno Ruth Ann sfoggiava una figura perfetta, cosa che era sempre stata il suo obiettivo principale.

La comparsa di quei doloretti alle anche, due anni prima, era stata una scocciatura, ma non aveva lasciato che pregiudicasse la sua routine di esercizio fisico. A poco a poco il dolore era diventato cronico, e raggiungeva il picco quando correva sul tapis roulant. Era arrivata al punto che nel pomeriggio doveva stendersi almeno un’ora perché il dolore si placasse. Infine andò dal medico. Fece le radiografie che le vennero prescritte e ricevette la brutta notizia: aveva un’osteoartrite degenerativa. Prima o poi avrebbe dovuto affrontare un intervento per mettere una protesi all’anca.

La causa dell’artrite - ce ne sono molti tipi - è ignota, ma Ruth Ann aveva una sua spiegazione: «Ero fissata con l’esercizio fisico. Ho preteso troppo da me stessa e ora ne pago il prezzo». Si sentiva sconfitta. Da parte sua, aveva adottato tutte le migliori strategie per rimandare la sua «trasformazione in donna anziana». Perché era questa la sua più grande paura. E adesso, come minuscoli folletti maligni usciti allo scoperto, ecco i sintomi dell’invecchiamento accelerato comparire su di lei. La sua figura era quella di una trentina d’anni prima, ma solo in apparenza. Infatti si sentiva stanca senza motivo, appetito e sonno erano irregolari, con episodi di insonnia grave che si protraevano per settimane. Stress anche modesti le causavano un’ansia diffusa. Non si era mai sentita così impotente, e ora, ogni volta che si sentiva una «donna anziana», voleva correre in palestra e rimettersi sul tapis roulant.

Insomma, Ruth Ann sentiva che il suo corpo l’aveva tradita. Ma considerate la sua situazione dal punto di vista di una cellula, la quale non si spinge mai oltre i propri limiti. Presta attenzione a ogni minimo segno di danneggiamento, e subito si precipita a ripararlo. Obbedisce al ciclo naturale di attività-riposo. Rispetta la profonda comprensione della vita incorporata nel suo DNA. Secondo gli standard convenzionali, Ruth Ann faceva tutto correttamente, ma a un livello più profondo era disconnessa dall’intelligenza del suo corpo.

Abbiamo così tante cose positive da dirvi che parleremo del lato negativo una sola volta: le due principali minacce al benessere, cioè malattia e invecchiamento, sono costantemente presenti. Lontano dal vostro sguardo, in segreto, la vostra attuale buona salute viene silenziosamente minata. Processi anomali avvengono a livello microscopico nel corpo di ciascuno di noi. Anomalie all’interno di una cellula che interessano solo un gruppo di molecole o la forma di un enzima sono praticamente impercettibili. Non potete avvertirle sotto forma di fitta dolorosa, e neppure di un vago disagio. Possono volerci anni perché si tramutino anche solo in lievi sintomi. Tuttavia verrà il giorno che il vostro corpo inizierà a raccontarvi una storia che non volete ascoltare, proprio come ha fatto il corpo di Ruth Ann.

Questo libro spiega come posticipare quel giorno di anni, se non addirittura di decenni. Il benessere profondo è possibile, e gli sviluppi più entusiasmanti in corso sono solo il preludio di una vera e propria rivoluzione nella cura di sé. Diventare pionieri di questa rivoluzione è il passo più significativo che potete compiere per plasmare il futuro che desiderate per il vostro corpo, la vostra mente e il vostro spirito. I geni svolgono un ruolo in tutti questi ambiti, e ve lo mostreremo nelle prossime pagine.

Dai geni al super gene

Le minacce che insidiano il nostro benessere sono persistenti. Anche se in questo momento ci consideriamo al sicuro, quanto è protetto il nostro domani? I geni possono aiutarci a rispondere a questa domanda. Possono portarci verso scelte a favore della vita, correggendo al tempo stesso quelle sbagliate fatte in passato.

La prima cosa da fare è concentrarsi sulla cellula. Il nostro corpo ha dai cinquantamila ai centomila miliardi circa di cellule (le stime variano di parecchio). Non vi è un solo processo - dall’elaborazione di un semplice pensiero all’avere un bambino, dal respingere batteri invasori al digerire un panino al prosciutto - che non sia legato a un’attività specifica delle nostre cellule. Una cellula deve badare al suo DNA e mantenerlo perfettamente funzionante, perché il DNA, in quanto «cervello» della cellula, è in ultima analisi responsabile di ogni processo. In un individuo sano questa attività si verifica perfettamente più del 99,9% delle volte. Sono le piccole eccezioni, pari a una minima frazione dello 0,1%, che possono causare problemi.

Il DNA, ben nascosto all’interno di ogni cellula, è qualcosa di meraviglioso, una complessa combinazione di sostanze chimiche e proteine che contiene il passato, il presente e il futuro di tutta la vita sul nostro pianeta. Anche i batteri sono essenziali per il nostro corp0. a migliaia di miliardi rivestono l’intestino e la pelle, e formano colonie dette microbioma. È noto da molto tempo che i batteri presenti nell’intestino permettono l’assimilazione, ma di recente il microbioma ha assunto un’importanza maggiore.

Innanzitutto, vi è il gran numero di batteri coinvolti: qualcosa come il 90% delle cellule del corpo. Ancora più cruciale, il DNA batterico è diventato parte del DNA umano nel corso di miliardi di anni. Si stima che il 90% delle informazioni genetiche dentro di noi sia batterico: i nostri antenati erano microbi, e per molti aspetti questi sono ancora presenti nella struttura delle nostre cellule.

Come si è detto, secondo una stima molto approssimativa il corpo può contenere più di centomila miliardi di batteri. In isolamento, peserebbero all’incirca tra un chilo e due chili e trecento grammi a secco. Se facciamo un calcolo in base al numero di geni diversi che possediamo, sarebbero all’incirca ventitremila geni all’interno delle cellule e un milione di geni per tutti questi vari microbi. In un certo senso, siamo ospiti sofisticati dei microrganismi che ci colonizzano.

Le implicazioni per la medicina e la salute sono potenzialmente sbalorditive, e sono in fase di studio solo da poco. Una conclusione però è inevitabile: il genoma umano, essendosi decuplicato, è diventato un super genoma. A causa dei microbi ora coinvolti nella vicenda, l’eredità genetica della Terra, vecchia 2,8 miliardi di anni, è presente dentro ognuno di noi, qui e ora. Gran parte della materia originale, geneticamente parlando, si sta ancora propagando nelle cellule del nostro corpo.

Il fatto che il DNA contenga l’intera storia della vita gli conferisce una responsabilità enorme: un passo falso e l’intera specie umana può essere spazzata via. Consapevoli di questo, per decenni i genetisti hanno guardato al DNA come a una sostanza chimica stabile, la cui minaccia maggiore era l’instabilità dovuta a un errore sfuggito alle difese dell’organismo. Ma ora stiamo scoprendo che il DNA è sensibile a tutto ciò che ci accade nella vita, e questo apre le porte a molte nuove possibilità che la scienza ha appena iniziato a comprendere.

La storia di Saskia

Alcuni si ritrovano vittime apparenti dei propri geni, altri devono loro la propria salvezza. La donna di cui ora vi raccontiamo può dire di avere vissuto entrambe le situazioni. Saskia, cinquantenne, ha un carcinoma mammario avanzato metastatizzatosi in altri organi del corpo, tra cui le ossa. Nella sua più recente battaglia contro la malattia ha scartato la chemioterapia a favore dell’immunoterapia, che mira ad aumentare la risposta immunitaria del corpo. Ha anche deciso di dedicare una settimana a imparare come prendersi cura di sé con esercizi di meditazione, yoga, massaggi e altre terapie complementari presso il Chopra Center, che citiamo solo per completezza d’informazione, non per attribuirci il merito di quanto è accaduto in seguito.

Saskia ha apprezzato molto la settimana al Chopra Center, e alla fine del programma aveva la sensazione di potersi relazionare meglio al proprio corpo. Le è piaciuto il modo in cui è stata trattata, in particolare l’atteggiamento amabile delle massaggiatrici. Al termine della settimana ha riferito che il suo dolore alle ossa era scomparso, e che si sentiva molto meglio sia emotivamente sia fisicamente. Poi ci ha inviato un’e-mail per raccontarci che cosa è successo dopo.

Il giorno dopo essere tornata a casa ho fatto un’altra PET-TAC, a quattro mesi dall’ultima, e la settimana seguente sono stata alla visita di controllo dal mio oncologo. Anche se ero pronta al peggio, avevo deciso che per quanto brutto potesse rivelarsi il referto io mi sentivo meglio, ed era questo che contava. Ma anziché darmi cattive notizie, l’oncologo mi ha detto che non aveva mai visto una risposta simile in così poco tempo, e soprattutto senza chemioterapia. Era davvero sorpreso, e ora è molto più interessato a quello che faccio!

Gli ho raccontato quello che ho imparato al Chopra Center (soprattutto la meditazione, lo yoga e i massaggi), i cambiamenti apportati alla mia alimentazione e quanto mi era stato di sostegno mio marito negli ultimi mesi. Personalmente, sono convinta che tutte queste cose insieme abbiano contribuito al mio miglioramento.

In pratica, tutte le metastasi ai linfonodi e al fegato sono sparite, e anche più della metà di quelle ossee. Le rimanenti sono tutte notevolmente diminuite di volume. C’è una nuova metastasi a un linfonodo sul lato sinistro del collo, ma secondo il mio medico è poco significativa, considerato il miglioramento generale. Alla fine mi ha raccomandato di continuare così.

Ci sono due reazioni possibili dinanzi a questa testimonianza. Una è quella medica standard, cioè lo scetticismo. La maggior parte degli oncologi, infatti, considererebbe l’esperienza di Saskia un mero esempio di casistica aneddotica che ha scarso peso sulle statistiche complessive relative al trattamento del cancro e alla sopravvivenza. Nel cancro, infatti, contano i grandi numeri. È ciò che accade a migliaia di pazienti, non a un singolo caso, a fare storia.

L’altra reazione alla testimonianza di Saskia è quella di indagare come le novità introdotte nel suo stile di vita abbiano potuto produrre un risultato così evidente. Proviamo a elencare tutti i cambiamenti da lei sperimentati che potrebbero avere influenzato la sua espressione genica:

  • Migliore atteggiamento verso la sua patologia.
  • Maggiore ottimismo.
  • Diminuzione del dolore osseo.
  • Sostegno emotivo da parte del marito.
  • Nuove conoscenze sulla connessione mente-corpo.
  • Nuove scelte di stile di vita nella sua routine quotidiana: meditazione, yoga, massaggi.
  • Benefici del massaggio terapeutico e di altri trattamenti ricevuti al Chopra Center.

L’elenco è vario, e solo uno o due punti potrebbero figurare tra gli attuali trattamenti standard contro il cancro. Ma c’è un filo comune che li connette tutti. Nuovi messaggi sono stati scambiati tra il cervello e i geni di Saskia, e se la medicina fosse in grado di decodificarli saremmo molto più vicini alla soluzione del mistero della guarigione.

Non è facile per un medico che si sforza di curare i propri pazienti ammettere che l’unico vero guaritore del corpo è il corpo stesso. E come il corpo mobiliti atomi e molecole per ottenere la guarigione rimane un profondo mistero.

Che cosa accadrà a Saskia nei prossimi mesi e anni non è prevedibile. Qui non intendiamo affatto promuovere cure miracolose: sappiamo bene che «miracolo» non è un termine utile per comprendere il funzionamento del corpo.

Se potessimo ascoltare il flusso di messaggi che inviamo al nostro corpo a livello genetico durante una giornata, con ogni probabilità sentiremmo cose simili:

  • «Continua a fare quello che fai».
  • «Rifiuta o ignora il cambiamento».
  • «Tieni questi problemi alla larga da me. Non voglio saperne».
  • «Rendi piacevole la mia vita».
  • «Risparmiami difficoltà e sofferenze».
  • «Occupatene tu, io non ne ho voglia».

Non siamo consapevoli di questi messaggi perché non li esprimiamo verbalmente. Ma la nostra intenzione è chiara, e le cellule rispondono a ciò che vogliamo e facciamo, non a ciò che diciamo. Siamo fortunati che il nostro corpo sia in grado di funzionare «in automatico» per decenni e con una perfezione quasi totale, ma se non partecipiamo direttamente al nostro benessere, inviando messaggi consapevoli ai nostri geni, tale funzionamento può non bastare.

Il benessere profondo esige scelte attive. Facendo quelle giuste, i nostri geni collaboreranno con noi in tutto e per tutto. È questa la nuova storia a cui vogliamo farvi appassionare, e che vogliamo diventi la vostra storia. Quando li usate per la trasformazione, i vostri geni diventano super geni. Per guidarvi alla meta, il resto del libro è suddiviso in tre parti: 

  1. «La scienza della trasformazione», in cui forniremo un’ampia panoramica delle più recenti scoperte sulla nuova genetica e della rivoluzione che sta cambiando la biologia, l’evoluzione, l’ereditarietà e lo stesso corpo umano.
  2. «Scelte di stile di vita per un benessere profondo», in cui tracceremo un percorso di cambiamento al tempo stesso pratico e il più possibile agevole.
  3. «Guidare la propria evoluzione», in cui andremo alla fonte di ogni crescita e cambiamento, che è la consapevolezza. Non possiamo cambiare ciò di cui non siamo consapevoli, e quando lo siamo totalmente la trasformazione si concretizza.

Ecco la mappa del nostro viaggio. Delinea il territorio da coprire, ma finché non vi entrerete personalmente, questo non diventerà reale per voi. Ciò che rende unica questa avventura è che ogni passo ha il potere di cambiare la vostra realtà personale. Nulla potrebbe essere più affascinante o più gratificante.

Quasi mille anni prima che il DNA rivelasse il suo primo segreto, il poeta e mistico persiano Rumi intraprese questo stesso viaggio. Poi si guardò alle spalle per rivelarci dove conduce la strada:

Granelli di polvere danzano nella luce: così è anche la nostra danza.

Noi non ascoltiamo la musica interiore, ma non importa.

La danza della vita procede comunque, e nella gioia del sole si cela un Dio.

Questo testo è estratto dal libro "Super Geni".

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