Supera una Diagnosi da Paura - Sophie Ott - Estratto
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Supera una Diagnosi da Paura - Anteprima del libro di Sophie Ott

Ti è stato diagnosticato un cancro? Calma!

Ti è stato diagnosticato un cancro? Calma!

Prima di tutto calmai il cancro non è una malattia acuta. È una malattia cronica. L’hai scoperto ora, ma probabilmente sono mesi che ce l’hai.

Come stavi un mese prima di scoprirlo? Bene? Non male? Ebbene, probabilmente avevi già un cancro.

Sai che, durante il corso della nostra vita, tutti noi produciamo dei cancri? Il nostro corpo ne fabbrica, poi li elimina. Al suo interno c’è un sistema (il sistema neuro-endocrino-immunologico) di riparazione delle nostre cellule e di pulizia per mantenere il nostro corpo in un equilibrio sano. Esistono ad esempio le cellule chiamate “killer”, che sono capaci di distruggere quelle tumorali.

Se ti è stato diagnosticato un cancro, vuol dire semplicemente che le cellule tumorali stavolta sono state scoperte (le altre volte no).

Agire piuttosto che reagire

Il cancro è una malattia cronica, dunque hai tempo per agire, non sei in imminente pericolo di vita. Respira con calma, non sei in pieno infarto, non serve presentarti d’urgenza al pronto soccorso.

Prima di precipitare nella disperazione, ti propongo un attimo di pausa e di riflessione, per elaborare un piano di azione e decidere una direzione da prendere dopo aver valutato bene la situazione. La mia proposta è: datti tempo al fine di agire per raggiungere un obiettivo chiaro, e non reagire, precipitandoti non si sa dove, spinto dal panico. Scappare è una soluzione biologica che può salvarti la vita se, ad esempio, un giorno ti trovi di fronte a un animale feroce aggressivo. Però, nel caso della malattia, non puoi sfuggire a te stesso. Vedremo invece che potrai venir fuori dalla situazione che ha favorito lo sviluppo di questo cancro.

Queste cellule strane

Ti hanno scoperto un cancro? Vuol dire che alcune tue cellule si stanno comportando “stranamente”.

Anche se queste cellule sono “impazzite”, “maligne”, come dicono i medici occidentali convenzionali parlando di quelle cancerose, al massimo quante saranno? Boh... 1000, 10.000?

Immaginiamo, esagerando tanto, che 100.000 delle tue cellule stiano funzionando in modo strano; ciò non toglie che almeno 99.999 miliardi e 999 milioni e 900.000 cellule funzionano benissimo!

Hai bisogno di farti un’idea più concreta della situazione? Nella nostra ipotesi di 100.000 cellule, la proporzione di cellule ammalate è di una su un miliardo di cellule sane, cioè l’equivalente di 7 persone sulla terra (per semplificare ho arrotondato a 7 miliardi il totale della popolazione mondiale).

Non vuol dire che tu non debba agire o che sia giusto sottovalutare la situazione: però, prima di sentirti da rottamare, o completamento invaso dalla malattia, pensaci bene! Ti dico questo perché ho visto tante persone ammalarsi ancora più gravemente in seguito a una diagnosi. Prima erano apparentemente sane; certo, a volte con qualche sintomo, qualche disagio, però persone vitali. Immediatamente dopo la diagnosi, sono diventate degli ammalati, vittime deboli e preoccupate per la propria sopravvivenza, con tanti sintomi fìsici e psichici.

Cura i tuoi pensieri

Ti racconto una storia.

Un giorno, viaggiando, un uomo arriva seijza saperlo in un paese magico dove gli alberi sono alberi dei desideri.

Basta sedersi sotto questi alberi e/ormulare un pensiero perché questo sia immediatamente realizzato, il viaggiatore stanco si corica sotto un albero e si addormenta.

L’indomani mattina si sveglia e, stiracchiandosi, pensa: “Ho jàme! Devo trovare qualcosa da mangiare”. Appena detto, piatti deliziosi appaiono davanti ai suoi occhi. Affamato com’è, l’uomo non si interroga sul mistero e approfitta di queste buonissime pietanze. Una volta sazio, si rende conto che ha sete e si guarda intorno per capire dove può andare a dissetarsi, immediatamente si materializzano vini preziosi, bevande fresche di tutti i tipi, luna migliore dell’altra.

L’uomo, tranquillamente seduto adombra dell’albero, si gode questi regali. Inizia però a/arsi qualche domanda: “Cosa succede? Sto sognando? Ci sono deifantasmi intorno che mi prendono in giro?”

Immediatamente dei/antasmi appaiono e (o prendono in giro. l( poveruomo, spaventato, urla: “Aiuto, mi uccidono!”. E così, immediatamente, rimane ucciso.

Per favore, cura i tuoi pensieri: “La paura della malattia è più pericolosa della malattia stessa” (l’ha scritto Paracelso nel XVI secolo). Tutte le nostre convinzioni sulla malattia e l’essere ammalati spesso ci fanno precipitare nella paura, che risucchia tanta energia e ci fa entrare nel ruolo di vittima debole dove tanta della nostra vitalità si perde in un dialogo interiore “infernale”.

Fai un bel respiro profondo.

Questo è un bel respiro profondo?

Fanne un altro ancora più profondo, per favore. ..

Grazie per te stesso e per le tue cellule.

Perché a me? Perché ti è stato diagnosticato un cancro

Come ti ho già spiegato, lungo la nostra vita, tutti noi “fabbrichiamo” dei cancri. Spesso non vengono diagnosticati e sono eliminati dal corpo in modo spontaneo. Allora: perché, questa volta, uno DEI CANCRI SVILUPPATI DAL TUO CORPO È STATO SCOPERTO?

Ti indico alcune possibilità.

  • La scoperta di queste cellule maligne è stata fortuita, tramite un check-up o delle indagini di “prevenzione”, ed è avvenuta prima che il corpo le eliminasse.
  • Il tuo corpo non ha la vitalità sufficiente per eliminare questo cancro.
  • Il tuo corpo ha bisogno di queste cellule perché gli sono utili e per ora non le vuole eliminare.

Nel percorso che traccio con questo libro, ti proporrò riflessioni e azioni perché queste cellule non siano più utili per il tuo corpo e perché esso, recuperando la sua capacità naturale di autoguarigione, possa distruggerle.

Fai tre gran bei respiri.

Diagnosi precoce

La prima ragione per la quale proprio adesso ti è stato diagnosticato un cancro potrebbe essere che la diagnosi sia stata effettuata prima che il corpo eliminasse le cellule tumorali.

Personalmente trovo molto importante poter fare diagnosi accurate e ringrazio di vivere in un Paese scientificamente avanzato e con un sistema sanitario di buon livello (migliorabile, però di buon livello). In effetti, la diagnosi precoce di che cosa succede nel corpo dà i vantaggi seguenti:

  • si può agire quando il problema è contenuto;
  • la persona è globalmente in buona salute, dunque con una buona vitalità, che rappresenta solitamente un aiuto per una buona reattività alle terapie;
  • si ha maggiore tempo davanti per prendere provvedimenti;
  • i mezzi necessari per riportare la persona a un equilibrio completamente sano possono essere dosati e valutati con calma vista l’assenza d’emergenza.

Nella mia esperienza di medico vedo utilizzare con pazienti portatori di cancro mezzi “da guerra” (l’artiglieria pesante!) anche quando il problema è “moderato”. In tutta umiltà, tale reazione mi sembra esagerata rispetto alle circostanze. Capisco che ci sia una paura di fondo dei pazienti e dei medici (salvo eccezioni) di fronte alla malattia e particolarmente al cancro. Nonostante ciò, quando vedo gli effetti collaterali generati dalle terapie convenzionali anticancro (amputazioni, intossicazioni ecc.), provo disagio, mentre mi viene in mente il principio fondamentale della mia professione: Primum non nocete...

Se, ad esempio, in una stanza c’è un incendio che sta distruggendo tutto, capisco che la soluzione migliore sia sfondare la porta chiusa per poter entrare al più presto, spegnere l’incendio e salvare quello che si può. Se invece nella stanza c’è una fiammella potenzialmente pericolosa, però al momento molto contenuta, si può anche prendere il tempo per trovare la chiave, aprire la porta senza sfondarla, evitando ulteriori danni e spegnere con strumenti mirati ed efficienti la fiammella (anche un semplice soffio ben mirato).

Per me è molto importante che ogni situazione sia valutata nella sua complessità e quindi non voglio fare generalizzazioni, però voglio testimoniare che esistono mezzi di ripristino della salute con minori effetti collaterali (più “dolci”), che trovano un loro giusto impiego anche da soli, particolarmente nelle fasi iniziali (sempre nel caso di problemi limitati).

Nelle fasi più avanzate, oltre al loro effetto indipendente, questi mezzi più “dolci” sono molto interessanti in combinazione con le terapie convenzionali (“d’urto”), per potenziarne i benefìci e diminuirne gli inconvenienti.

Questi mezzi “più dolci” sono il tema di questo libro; ne tratterò nei dettagli negli altri capitoli.

In conclusione, ritengo che poter fare diagnosi precoci sia una grande opportunità e penso che, abbinandole a un ventaglio più ampio di interventi, sfrutteremmo meglio questo vantaggio tecnico.

Fai tre gran bei respiri.

Questo testo è estratto dal libro "Supera una Diagnosi da Paura".

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