Touch for Health - Manuale Completo di Kinesiologia Applicata - John Thie e Matthew Thie
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Touch for Health - Manuale Completo di Kinesiologia Applicata - Anteprima del libro di John Thie e Matthew Thie

Guida pratica alla digitopressione nell'ambito della salute naturale

Metodo Touch for Health

L’approccio del metodo Touch for Health (TFH) alla cura della salute deriva da diverse tradizioni distiche e in particolare dal modello energetico della medicina/agopuntura tradizionale cinese, e si basa sulla preparazione a un’efficace comunicazione interpersonale e sulla tradizione chiropratica vitalista.

La tradizione vitalista adotta un modello energetico simile a quello della tradizione cinese. L’idea di fondo è che esiste una forza vitale che, quando è in equilibrio e in grado di fluire liberamente, supporta naturalmente il benessere e il funzionamento salutare e completo del corpo nell’arco dell’esperienza di vita della persona. In questo senso elementi come disagio, dolore, disturbi e malattie sono considerati sintomi di uno squilibrio o di un blocco nel flusso energetico della forza vitale dell’individuo.

Anche se agenti patogeni quali virus e batteri possono giocare un ruolo chiave nei sintomi specifici di cui la persona soffre, l’approccio olistico considera la persona e la sua energia vitale come un insieme unico e permette ai meccanismi di guarigione naturali di svolgere efficacemente il proprio lavoro. Nella maggior parte dei disturbi che si incontrano nella vita, l’approccio olistico, volto a riequilibrare la vita e l’energia dell’individuo, è una delle terapie più potenti e sicure. Fin dai tempi antichi, pratiche quali preghiera, meditazione, esercizio, dieta equilibrata e pensiero positivo sono sempre state strumenti potentissimi che hanno aiutato l’umanità a perseguire la salute ottimale del corpo, della mente e dello spirito.

Tuttavia, in alcune circostanze - soprattutto nel caso di condizioni improvvise o acute - che si verificano a causa di infortuni, squilibri o presenza di microorganismi che sconvolgono la chimica interna o la circolazione del corpo, il rischio di morte o gravi danni può essere elevato. In casi del genere occorre ricorrere a trattamenti specifici per sintomi specifici.

I progressi delle scienze biomediche

I progressi nel campo delle scienze biomediche ci hanno regalato un potente arsenale di farmaci, operazioni chirurgiche e altri tipi di trattamento che possono essere di grande aiuto per curare sintomi specifici come per esempio l’ipertensione e altri gruppi di sintomi riconoscibili (chiamati malattie e sindromi). Ma il grande potenziale che questi metodi dimostrano nell’innescare cambiamenti drastici nelle funzioni biologiche racchiude anche un considerevole pericolo di danneggiamento e di effetti collaterali indesiderati, anche in seguito a un’applicazione corretta. Per questo motivo è fondamentale che trattamenti del genere siano eseguiti giudiziosamente e solo da esperti con una preparazione adeguata in materia.

La formazione dei chiropratici moderni comprende anche innumerevoli nozioni di biomedica. Ogni chiropratico è addestrato alla diagnosi medica, ed è in grado di riconoscere e curare sintomi o disturbi e/o indirizzare il paziente verso lo specialista più adeguato. Tuttavia, dato che la tradizione chiropratica adotta un approccio olistico, anche se sintomi e disturbi forniscono informazioni importanti sul paziente l’obiettivo principale del chiropratico non è la cura della malattia. Il chiropratico cura tutta la persona. La modalità primaria della chiropratica è il bilanciamento della postura fisica e l’allineamento spinale, da cui conseguono un flusso energetico e una circolazione ottimali in tutto il corpo.

La spina dorsale è il nucleo del sistema nervoso, quello che governa tutto il corpo. La salute del corpo è innata e, quando non ci sono interferenze nella comunicazione e nel flusso energetico, il corpo stesso è perfettamente in grado di prendersi cura di sé. Le persone dalla postura corretta godono solitamente di buona salute, dato che tutte le parti del corpo lavorano in armonia.

La tradizione chiropratica sostiene che il corpo è governato da un’intelligenza innata. Quest’ultima è collegata con l’intelligenza universale che permea l’universo. Ogni individuo è “collegato” con il sistema universo. Il ruolo del chiropratico è quello di agevolare questa comunicazione e assicurare il funzionamento ottimale del corpo.

Alla fine del XIX secolo, D. D. Palmer, un “guaritore magnetico”, ha riscoperto la chiropratica sfruttando i processi trasversi e spinosi come leve per correggere la postura e riallineare la colonna vertebrale. La chiropratica si è evoluta partendo proprio da questa premessa: agire sulla spina dorsale per migliorare la salute. I dottori Bennett e De Jarnette sono stati pionieri nello studio dei riflessi e le loro scoperte sono universalmente applicate ancora oggi. Le loro opere hanno dimostrato che l’attivazione delle aree della pelle attraverso il massaggio profondo o lo sfioramento leggero possono innescare movimenti muscolari che si riflettono sulle ossa senza che il chiropratico debba intervenire direttamente su queste ultime.

La teoria dei muscoli opposti

Nei primi anni Sessanta, il dottor George Goodheart, fondatore della kinesiologia applicata, fece un’osservazione apparentemente scontata ma rivoluzionaria: anche se, quando un muscolo è teso o insorgono i crampi e la spina dorsale è fuori allineamento, si prova dolore, il problema non è necessariamente localizzato nel muscolo che fa male. Crampi e rigidità sono in realtà fenomeni limitati nel tempo. Piuttosto, sono i muscoli deboli dall’altro lato del corpo che possono causare un irrigidimento dei muscoli opposti.

Quando individuiamo un muscolo rigido o un nodo, la tentazione potrebbe essere quella di intervenire direttamente su di esso, manipolandolo e cercando di rilassarlo. Tuttavia potrebbe esserci un motivo per cui il muscolo è teso. La tensione, anche se temporaneamente rilassata, potrebbe infatti ripresentarsi.

Immaginate una porta basculante come quelle che si montano in cucina, tenuta in posizione da due molle. Finche la tensione generata da entrambe si equivale, il sistema resta in equilibrio. Tuttavia, se una delle due si indebolisce, l’altra tende ad avvolgersi e annodarsi troppo per riequilibrare tale indebolimento. Indipendentemente dalla quantità di lubrificante che userete, il sistema non tornerà mai a posto: dovrete necessariamente rafforzare o sostituire la molla debole. Il principio si applica anche ai muscoli del corpo umano. A ogni movimento che un muscolo compie corrisponde l’azione contraria di un muscolo opposto o, meglio, antagonista. Se un muscolo crea uno squilibrio in un arto, occorre cercare il muscolo opposto per testarne eventuali debolezze. Invece di lavorare sul muscolo rigido, si possono utilizzare le tecniche TFH per rafforzare il suo antagonista più debole. Se la rigidità persiste, può essere necessario rilassare il muscolo teso con un riflesso inibitorio.

Combinare test muscolari e stimolazione dei riflessi

KINESIOLOGIA APPLICATA

Il dottor Goodheart osservò i cambiamenti nella risposta muscolare innescati dai vari tipi di riflessi, inclusa la stimolazione dei meridiani di agopuntura. Giunse in breve a integrare la stimolazione manuale dei riflessi con i test muscolari. Goodheart utilizzava i test muscolari per valutare la postura e l'equilibrio del paziente. Iniziò inoltre a sfruttarli come feedback biologico correlato allo stato del flusso di energia e dell’equilibrio dei meridiani di agopuntura. Il sistema originale che integrava questi strumenti - la kinesiologia applicata - era pensato per i professionisti abilitati alla diagnosi: tuttavia, l’utilizzo oculato della kinesiologia è volto al riequilibrio olistico dell’intera persona. Anche quando li si è utilizzati come strumento diagnostico, i risultati dei test muscolari sono sempre stati considerati come un fattore aggiuntivo da prendere in considerazione assieme agli altri valori biomedici e mai come un mezzo diagnostico autosufficiente. Il metodo TFH si è sviluppato relativamente presto durante l’evoluzione della kinesiologia applicata. Touch for Health è un metodo chiaro e semplice che prevede l’utilizzo delle tecniche di riequilibrio posturale ed energetico della kinesiologia applicata nell’ambito di un modello valido di benessere e mantenimento della salute. Touch for Health mette a vostra disposizione alcuni strumenti potenti ma sicuri, in modo che anche le persone che non dispongono di conoscenze mediche professionali possano aiutarsi le une con le altre a stare meglio in una cornice di autoresponsabilità. Autoresponsabilità significa che ogni individuo ricorre al proprio buonsenso e alla propria autoconsapevolezza per determinare se la kinesiologia TFH è un trattamento adeguato o sufficiente per risolvere le condizioni di cui soffre. Se una persona non sembra in grado di decidere autonomamente, l’ideale è consigliarle di rivolgersi a un medico professionista che ne possa valutare il reale stato di salute.

All’atto pratico, l’enfasi su autoconsapevolezza e cura di se stessi spinge le persone a cercare di risolvere i propri disturbi in anticipo rispetto alla media e a valutare proattivamente la qualità dei trattamenti ricevuti.

L’approccio TFH è volto all’individuazione di tutti i sintomi, anche quelli più leggeri, che possono interessare il corpo nel suo insieme. Tuttavia, il nostro obiettivo è quello di riequilibrare l’intero sistema piuttosto che diagnosticare con esattezza la causa dei sintomi. Ciò che pensiamo, ciò che accogliamo nella nostra mente e nel nostro cuore e ciò che introduciamo nel nostro corpo interessa tutta la persona. Quando succede qualcosa a un parente, tutti i membri della famiglia ne risentono: alcuni più di altri, certo, ma tutti ne sono toccati in qualche modo. Lo stesso avviene con il corpo umano.

Come anticipato, TFH nasce come metodo diagnostico e viene spesso utilizzato dai medici in concerto con il modello diagnostico. Per questo motivo, nel manuale che state leggendo compaiono ogni tanto termini medici specifici e nomi di malattie o disturbi. Ciò non significa che il metodo TFH serva a diagnosticare o trattare determinate malattie o disfunzioni, né che per sfruttarlo a livello informale entro le mura domestiche o in modo più prettamente professionale sia necessaria una formazione specialistica in patologia e diagnosi. Anche quando i medici si sforzano di curare i disturbi che hanno diagnosticato, sanno in che modo gli stessi si manifestano e che il loro significato nella vita dell’individuo è unico a seconda della persona. I riferimenti aneddotici a sintomi e disturbi conosciuti che si associano a determinati squilibri dei meridiani utilizzati nel presente manuale hanno lo scopo di spingere chi pratica il metodo ad andare alla ricerca dei sintomi e dei segni più comuni che caratterizzano tali disturbi. Queste conoscenze facilitano la comunicazione con i pazienti/clienti e sono di grande aiuto per chi ha dimestichezza con determinati modelli patologici.

Dolori addominali, mal di testa, mal di schiena, dolore alle gambe, alle spalle, alle braccia: sono i sintomi più comuni che spingono l’88% delle persone a farsi visitare da un medico. A volte basta aspettare e questi sintomi scompaiono da soli. Altre volte consultiamo il medico e sembra comunque essere tutto a posto, ovvero non pare essere in atto alcuna condizione conosciuta che permetta di adottare un trattamento adeguato, fatta eccezione per l’assunzione di antidolorifici.

Anche in presenza di un disturbo diagnosticato, lo scopo del modello TFH è quello di comprendere il significato di tale disturbo nella vita della persona. Cerchiamo di capire cosa tale persona vorrebbe migliorare nella propria esperienza di vita e riequilibrare la sua energia per facilitare il raggiungimento dei suoi traguardi. Spesso scopriamo che i sintomi della malattia si alleviano come parte del processo naturale di riequilibrio posturale ed energetico.

Sia che i sintomi scompaiano o meno, le persone si sentono sempre più in diritto di raggiungere i propri traguardi e seguire le terapie che ritengono più appropriate. L’aiuto aggiuntivo che cercano può includere un farmaco specifico o un protocollo medico volto a risolvere il disturbo diagnosticato. Quando energia e postura sono bilanciate, la cura dei sintomi è spesso più efficace: sono sufficienti dosi inferiori e si registrano meno effetti collaterali. Le persone si concentrano sul coltivare la salute e la tendenza a sviluppare dipendenze dai farmaci si riduce. I protocolli TFH si possono integrare ai trattamenti medici o essere utilizzati come complemento degli stessi. In alcuni casi, il metodo TFH rappresenta un approccio alternativo al benessere, in particolare nel caso dei trattamenti palliativi (provate a riequilibrarvi prima di buttare giù un’aspirina). Per adottare un approccio iniziale meno invasivo, valutate se il riequilibrio basta a farvi stare meglio; in caso negativo, rivolgetevi a uno specialista e non ignorate i sintomi. Nei casi in cui non si riesce a giungere a una diagnosi precisa o non esiste un trattamento medico conosciuto, TFH comporta comunque un miglioramento della postura, dello stato d’animo e del benessere e alimenta la speranza di una guarigione.

Le professioni mediche e i programmi di formazione attuali adottano quasi sempre un approccio che si concentra sulla patologia. Di fatto, il modello biomedico è talmente dominante che l’accesso ad approcci alternativi, comunque efficaci e sicuri, è piuttosto limitato. Anche se TFH può essere molto utile in combinazione con l’approccio biomedico alla salute, non è necessario e nemmeno auspicabile che tutti coloro che lo praticano padroneggino i modelli patologici e conoscano le scienze mediche nel dettaglio. È importante che anche chi non possiede una formazione specifica sia in grado di apprendere nozioni che possono aiutare a mantenere la propria salute e a capire quando è il caso di consultare uno specialista. Per questo motivo, c’è un grande bisogno di professionisti il cui obiettivo principale sia quello di aiutare le persone a essere più consapevoli nel contesto delle proprie vite, condividendo con loro le potenti ma sicure modalità di riequilibrio posturale ed energetico previste dalla kinesiologia TFH. Molte persone che padroneggiano il metodo TFH decidono di continuare i propri studi di anatomia, fisiologia, patologia, psicologia ecc. Tuttavia, molti individui che dimostrano una predisposizione naturale a curare gli altri scoprono che i principi e le pratiche del metodo TFH sono sufficientemente sicuri ed efficaci da aiutare le persone ad acquistare una maggior autoconsapevolezza e vivere una vita più ricca, felice e salutare.

È perfettamente appropriato, persino auspicabile, che un professionista TFH abbia studiato solo tale metodo a lungo fino a comprendere a fondo il modello olistico ed energetico e muoversi entro i confini sicuri dell’assistenza al benessere e dell’autoresponsabilità. Quando un kinesiologo svolge il ruolo di assistente al benessere principale, è importante che possieda una formazione nel primo soccorso e sappia riconoscere i campanelli d’allarme che indicano quando ci si trova di fronte a un’emergenza che richiede l’intervento di un medico esperto. Quando ricopre invece il ruolo di insegnante, istruttore o semplice assistente nell’ambito di un modello di autotrattamento basato su autoconsapevolezza ed equilibrio posturale/energetico, può fare affidamento anche solo sul semplice buonsenso e sull’utilizzo di altre risorse per l’assistenza alla salute.

Il kinesiologo TFH deve riconoscere l’importanza e la potenza del modello olistico in opposizione a quello diagnostico ed essere sempre trasparente sulla differenza tra il suo ruolo e quello di un “dottore”. Il kinesiologo che si comporta come un medico o un terapista usando i test muscolari come strumento diagnostico e trattamento dei disturbi sbaglia per due motivi fondamentali: innanzitutto, la potenza del modello olistico va persa; secondo, è gravissimo comportarsi come un dottore in medicina allopatica quando non si possiede una formazione adeguata in quel determinato modello: si rischia di provocare confusione ed è inoltre illegale in quasi tutti i paesi del mondo.

La Health Freedom Law varata nel 2003 in California può essere considerata una disciplinare ideale in quanto facilita l’accesso del pubblico alle pratiche assistenziali valide e sicure e fornisce una definizione ragionevole di pratica della medicina. Proibisce a chi non è abilitato di eseguire pratiche pericolose quali interventi chirurgici, prescrizione, somministrazione o sospensione di farmaci e diagnosi e trattamento delle malattie. Tale legge prevede inoltre che ogni cliente venga informato sulla preparazione del professionista a cui si rivolge e sulla teoria o i principi alla base della disciplina che lo stesso pratica, firmando infine una liberatoria. Si tratta di una ragionevole alternativa alla tendenza precedente, che consisteva nell’aumentare sempre più le ore di formazione necessarie a ottenere l’abilitazione: in questo modo, gli aspiranti professionisti della salute hanno la possibilità di verificare in anticipo se sono portati o meno per apportare il benessere e se amano lavorare con le persone per aiutarle a stare meglio.

TFH e definizione di salute

Nel sistema TFH la salute è definita come la capacità di sentirsi pienamente vivi e vitali, indipendentemente dal fatto che si sia “ammalati” o

meno. La salute non è la mera assenza di sintomi, né è determinata dalla presenza di parametri biomedici entro i limiti della norma. Quando sperimentiamo la salute, assumiamo il ruolo della persona sana. Lavoriamo per raggiungere i nostri traguardi e lo scopo della nostra missione di vita con felicità.

Oltre i cinque sensi

La vita è molto più di ciò che percepiamo con i cinque sensi. L’osservazione delle cose con i cinque sensi è importante, ma non si riduce tutto a questo. Il sistema TFH incorpora metodi semplici e sicuri volti a valutare gli aspetti emotivi, intellettuali, intuitivi e spirituali della persona nel suo insieme, oltre ovviamente agli aspetti sensoriali, fisici, strutturali, posturali e chimici connaturati all’esperienza umana.

Questo testo è estratto dal libro "Touch for Health - Manuale Completo di Kinesiologia Applicata".

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