Vegan - Marie Laforêt - Estratto
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Vegan - Anteprima del libro di Marie Laforêt

Che cosa significa essere vegani?

Che cosa significa essere vegani?

Essere vegani significa rifiutare lo sfruttamento degli animali. È uno stile di vita globale che va oltre il vegetarianismo e il vegetarismo, poiché abbraccia un ambito più vasto della sola alimentazione. Si traduce in una modalità di consumo diversa, impegnata ed etica, che esclude i prodotti ottenuti per mezzo dello sfruttamento degli animali.

Origine e definizione del termine “vegano"

Questo termine inglese è stato inventato nel 1944, a partire dalla parola vegetariano, da Donald Watson, cofondatore della Vegan Society, con l'intento di prendere le distanze dall’ovo-latto-vegetarianismo. Dal 1951 in poi, la Vegan Society ha definito il veganismo uno stile di vita che non sfrutta gli animali. In inglese il termine designa insieme il regime alimentare e lo stile di vita (si parla di dieta vegana e di etica vegana), mentre quando i francesi parlano di “vegetaliani" alludono soltanto all’aspetto alimentare, quindi un ambito più ristretto del concetto di vegano, a favore della cui introduzione io mi sono apertamente schierata da qualche anno, al fine di veicolarlo, oltre che nella lingua, anche nella nostra cultura.

Il veganesimo nel mondo

Il veganismo ha seguito un’evoluzione naturale in tutti i Paesi del mondo. I suoi valori sono condivisi da persone di ogni età, cultura e classe sociale. Spesso ai vegani viene opposto l'argomento secondo cui questo stile di vita sarebbe riservato a un’élite, ma ciò è falso, in quanto le lenticchie o il tofu rappresentano una fonte di proteine infinitamente più economica della carne, e sono molti i vegani presenti in Paesi che non hanno il nostro stesso livello di vita. Vi sono vegani in tutto il mondo, ovviamente in Europa e nel continente americano, ma anche in Africa, in India, in Asia e in particolare in Cina, dove si contano 50 milioni di vegetariani (tra vegetaliani e vegani). Il numero di vegani negli Stati Uniti sarebbe raddoppiato tra il 2009 e il 2011, e oggi si aggirerebbe intorno ai 7,5 milioni di individui. In Francia, il 2-3 per cento della popolazione sarebbe vegetariana (vegetaliani e vegani insieme), una proporzione più modesta dei nostri vicini europei, ma osservando la progressione dei commerci di prodotti vegani di questi ultimi due anni risulta evidente che il veganismo seduce sempre più persone anche da noi.

Perchè si diventa vegani? Una scelta etica

Se si può diventare vegetariani o vegetaliani per la salute o l’ecologia, la scelta di essere vegani è una presa di posizione etica, morale, perfino politica, È il rifiuto dello sfruttamento degli animali che ci porta a opprimere loro e considerare noi stessi esseri superiori, detentori di diritto del potere assoluto sulle creature viventi con le quali condividiamo il pianeta. Il punto di vista dei vegani è molto semplice: gli animali non ci appartengono, la loro vita appartiene solo a loro, e se abbiamo la possibilità di vivere senza prevaricarli, non c’è alcuna giustificazione per disporre della loro esistenza come attualmente facciamo. Il veganismo è un’evoluzione importante del nostro modo di considerare il mondo intorno a noi e gli altri esseri. Al pari dell'abolizione della schiavitù e delle colonie nonché, più di recente nei Paesi occidentali, del riconoscimento dei diritti delle donne, i quali hanno rappresentato un’evoluzione epocale della società che oggi ci appare ovvia, riconoscere agli animali il diritto di vivere e di non essere sfruttati mostra un’evoluzione della mentalità che è sempre più evidente in tutto il mondo, un progresso logico che oggi ci viene permesso dalle nostre tecniche agricole e industriali e dalle conoscenze scientifiche e mediche. Dal momento che abbiamo la possibilità di provvedere a tutti i nostri bisogni e perfino ai nostri svaghi senza abusare degli animali, perché non farlo?

Uno stile di vita molto più ecologico

L’allevamento soprattutto intensivo (cioè la quasi totalità degli allevamenti) è una vera catastrofe ecologica. Si impadronisce della maggioranza dei terreni coltivabili, inquina il suolo e i fiumi. Gli allevamenti producono su scala mondiale milioni di litri di escrementi (di solito pieni di antibiotici, residui di pesticidi, di metalli pesanti...) che non vengono trattati, ma scaricati direttamente in natura, fino a infiltrarsi nelle falde freatiche, avvelenando letteralmente le nostre riserve di acqua potabile. Dal momento che gli animali da allevamento devono essere nutriti, è necessario coltivare il loro cibo. Poiché il numero di quelli allevati a scopi alimentari aumenta sempre più, c’è bisogno di una quantità sempre maggiore di terre per produrre questo nutrimento. È così che si arriva a disboscare la foresta amazzonica per piantarvi della soia OGM e creare altri allevamenti. Con questa soia OGM trasformata in pastone l'industria della carne, come ha dimostrato Fabrice Nicolino nel suo libro Bìdoche, minaccia il mondo: in Francia essa viene importata per nutrire bovini, suini e polli. Consumare una bistecca o un pollo in Francia, pertanto, contribuisce alla deforestazione della foresta vergine amazzonica, il cui valore è inestimabile e la cui superficie si riduce drammaticamente ogni anno: ogni 7 secondi sparisce l’equivalente boschivo di un campo da calcio.

L'economia è una più equa ripartizione delle risorse

Un’alimentazione vegana richiede circa 1.000 litri d’acqua al giorno, contro i 1 5.000 di una dieta basata sui prodotti animali. Per produrre un chilo di carne bovina occorrono in media 1 5.500 litri d’acqua, contro i 1.300 litri per un chilo di cereali. Per ottenere una caloria di nutrimento animale (prodotti caseari compresi), sono necessarie tra le 4 e le 17 calorie di alimento vegetale. Se tutti scegliessimo un regime vegetale, potremmo nutrire l’intero pianeta. La carne non è conveniente da un punto di vista globale, e appare evidente che l'attuale modello alimentare ha caratteristiche criminose, sulla scala dell’umanità che conta quasi un miliardo di denutriti. La denutrizione non è legata alla povertà, ma all’ineguale distribuzione delle risorse alimentari. Attualmente, nei Paesi “poveri" si coltiva il nutrimento per il bestiame dei nostri Paesi “ricchi”, in quanto è materialmente impossibile produrre sui nostri terreni tutto il nutrimento vegetale di cui gli animali che consumiamo hanno bisogno. Numerosi esperti lo affermano: se vogliamo nutrire il pianeta, dovremo rendere la nostra alimentazione prevalentemente vegetale. Si tratta palesemente di una semplice questione di sopravvivenza per l'umanità. Molte imprese sono già in procinto di lanciarsi in varie iniziative, e l’offerta di prodotti vegetariani e vegani è in piena espansione. Negli Stati Uniti, Bill Gates ha investito nell’impresa americana di "carne vegana" Beyond Meat. Recentemente in Francia Laurent Spanghero, la cui famiglia, a capo del gruppo industriale omonimo, è considerata un peso massimo della filiera della carne nel nostro Paese, ha destato grande sorpresa con l’annuncio di un mutamento di rotta per lanciare un’azienda specializzata nell'elaborazione di una gamma di prodotti biologici a base di proteine vegetali. Il cambiamento è già in marcia.

Un'alimentazione più sana

Non solo un’alimentazione vegana è possibile, ma sarebbe perfino benefica per la nostra salute. Riduzione dei rischi di obesità, diabete, ipertensione arteriosa, tasso di colesterolo meno elevato e minori rischi di contrarre certi tipi di cancro: nel complesso, sono questi i vantaggi che hai optando per un'alimentazione vegana equilibrata. Senza dimenticare qualche anno supplementare di aspettativa di vita. In Francia, l’industria agroalimentare fa pressione sui nostri governanti affinché la salute dell’economia sia più salvaguardata della salute dei cittadini. Non solo il pubblico non viene informato sulla praticabilità dell’alimentazione vegana, che consentirebbe a ciascuno di compiere scelte chiare e consapevoli in materia di nutrizione, ma si consiglia di assimilare ogni giorno proteine animali e prodotti caseari in quantità notevole, malgrado il fatto che le attuali conoscenze scientifiche permettano di affermare che sarebbe più saggio diminuirne drasticamente il consumo. Per fortuna altri Paesi, forse in anticipo su questo argomento, praticano una politica molto diversa nei confronti delle raccomandazioni concernenti l’alimentazione vegana. Nel 2011, i benefici di quest’ultima per gli animali, ma anche per la salute umana e l'ambiente, sono stati illustrati di fronte al Parlamento britannico. Nel 2013 il governo australiano ha riconosciuto che l'alimentazione vegana non solo è adatta a tutte le età (compresi neonati, bambini, donne incinte e anziani), ma presenta anche numerosi benefici per la salute. Nel Regno Unito una compagnia di assicurazioni propone perfino una polizza vita meno cara (inferiore del 25 per cento) a vegetariani e vegani, considerandoli portatori di una salute migliore e di una speranza di vita più lunga.

Diventare vegani: a ciascuno la sua ricetta

È del tutto possibile diventare vegani da un giorno all’altro, ma per alcuni questo passo impone un po' di preparazione oppure un periodo di adattamento o di transizione. Come iniziare, allora? Vi sono tappe da superare progressivamente, o una guida per diventare vegani in 10 punti? In effetti, molto dipende da te, dalla tua personalità, dalle tue motivazioni, dalle tue abitudini. Ma se è vero che spetta soltanto a te definire i tuoi ritmi e obiettivi, ecco alcuni suggerimenti per riuscirci in piena serenità.

Informarsi

Informati su tutto ciò che puoi! Qual è il negozio più vicino a te che propone prodotti vegani, come organizzare quotidianamente un'alimentazione vegana equilibrata, dove mangiare vegano nella tua zona, quali alimenti contengono la vitamina B12... Numerosi siti propongono “hit del principiante vegano" con una quantità di informazioni utili. Il sito dell’Associazione vegetariana in Francia mette a disposizione molte utili schede sulla nutrizione. I siti ti aiuteranno a trovare un ristorante in cui mangiare vegano in ogni Paese del mondo. Per i vegani parigini è “il” riferimento per trovare ristoranti, negozi e prodotti vegani nella capitale, con prove a sostegno. Benché la loro visione sia difficile da sopportare, alcuni documentari o video con telecamere nascoste sullo sfruttamento animale, come quelli realizzati da Peta, L214 o Animal Equality, permettono di affrontare la realtà degli allevamenti. "Earthlings" (che significa “terrestri”) è un documentario sullo sfruttamento animale che ha convinto moltissime persone a diventare vegane. Ciò che rivela sugli abusi ai danni degli animali è sconvolgente e, nonostante la durezza delle immagini, non posso non consigliarlo a tutti coloro che vogliono formarsi un’opinione propria sull’argomento.

Procedere secondo i propri ritmi

Un passo alla volta è ancora e sempre il miglior modo di avanzare. Se cambiare di colpo ti fa paura, procedi per gradi. Comincia sostituendo ciò che ti pone meno problemi, si tratti della carne, del latte, del burro; poi, una volta superata questa tappa, passa alla successiva, i formaggi, le calzature di cuoio ecc. o inizia con un pasto vegano al giorno, oppure con una giornata a settimana interamente dedicata all’alimentazione vegana, poi due giorni ecc. Un suggerimento pratico: sostituisci gli alimenti e i prodotti non vegani man mano che li termini; in questo modo scaglionerai anche le spese. Ma se decidi di separarti in un colpo solo da tutto ciò che di non vegano hai nella dispensa, owiamente non ci sono controindicazioni: coraggio! L’evoluzione “vegetariano, vegetaliano, vegano” è spesso una progressione logica, ma mai un cammino obbligatorio. Il periodo di transizione verso uno stile di vita vegano ha una durata molto diversa da una persona all'altra, da pochi giorni fino, talvolta, a diversi anni. Spetta a te fare il punto sulle tue motivazioni e obiettivi, e trovare il modo di attuare questo nuovo stile di vita serenamente e a lungo. E se hai paura di non riuscire a sostenere cambiamenti di tale portata, sappi che io ne ho discusso con diversi vegani, e non solo tutti concordano sul fatto che è molto più facile di quanto sembri, ma sostengono che diventare vegani è stata probabilmente una delle migliori decisioni della loro vita.

Incontrare altri vegani

Non esitare a iscriverti a un forum o un gruppo di incontro vegano o vegetariano nella tua regione. Se ne trovano numerosi nelle reti social, che propongono regolarmente incontri o car sharing per azioni militanti o per andare a mangiare al ristorante. Le occasioni per invitare a casa tua persone con cui condividere esperienze o stringere amicizia non mancano. In Francia esiste da alcuni anni una rete sociale vegetariana, Vegedia. Vivere il proprio percorso in maniera isolata può essere talvolta difficile: ecco perché non devi trascurare il fatto di poterti ritrovare con chi ha fatto le tue stesse scelte, e porre tutte le domande che vorrai. E perché non iscriverti a un corso di cucina vegana per incontrare persone e intanto imparare a preparare deliziose ricette?

Impegnarsi

Quando si prende coscienza dello sfruttamento animale, si ha spesso voglia di fare qualcosa di più del semplice cambiamento dei propri consumi. Essere attivi in ambiente associativo, lavorare in un rifugio per animali o anche soltanto offrire un sostegno economico sono tutti modi per agire al proprio livello. Il lavoro delle associazioni è fondamentale: spesso sono queste a permettere di fare progredire le cose sul piano legislativo per i diritti degli animali e la loro protezione, o che organizzano petizioni o azioni decisive che esercitano un vero impatto sulle grandi firme della moda, spingendole ad abbandonare l’utilizzo di materiali di origine animale come le pellicce o l’angora. Partecipare a tuo modo, al tuo livello, alla promozione del veganismo avrà un impatto su altre persone e sugli animali stessi. Forse è proprio questa la cosa più motivante quando si diventa vegani: sapere che le nostre azioni esercitano un impatto diretto. Ogni anno, un vegano contribuisce a risparmiare la vita di quasi 200 animali, solo grazie alla sua alimentazione.

Questo testo è estratto dal libro "Vegan".

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