Vegan per Tutti - Ruediger Dahlke
Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08

Vegan per Tutti - Anteprima del libro di Ruediger Dahlke

Uno stile di vita sano e sostenibile in 4 settimane

Da onnivori a vegani

L’alimentazione vegana è sulla bocca di tutti, eppure ci sono ancora molte persone che esitano a provare questa tendenza così promettente. Alcuni temono che rinunciare ai prodotti animali sia poco sano in quanto possibile causa di una carenza di elementi nutritivi. Altri non riescono a concepire di vivere facendo a meno per sempre del sapore succulento della carne, del pollame, del pesce, delle uova o dei latticini, oppure temono di incorrere in inconvenienti non appena passati all’alimentazione vegana. D’altra parte, molti onnivori sono quantomeno tentati di provare cosa comporti un’alimentazione senza prodotti animali. In fin dei conti non si tratta solo di un’alimentazione più sana, del tutto equilibrata, ma anche dell’esigenza, di fronte alla fame mondiale, al maltrattamento degli animali e ai danni ambientali, di assumersi le proprie responsabilità.

ricetta vegan 2

Vegani per prova

Non ce alcuna ragione di vincolarsi fin dal principio, ma ci sono molte ragioni per provare la vita vegana. Per questo il programma qui presentato è adatto in particolare per un periodo di prova.

Fare a meno dei prodotti animali per un mese non è così difficile, ma già questo passo relativamente breve verso uno stile di vita nuovo e migliore sarà una cura notevole ed estremamente benefica per corpo, mente e anima. Ve ne renderete conto e lo vivrete voi stessi.

Le vostre quattro settimane di prova

Nelle pagine seguenti troverete tutte le ragioni possibili per provare una dieta priva di prodotti animali per (almeno) quattro settimane. Lasciate che questa guida per principianti vi colga là dove vi trovate in questo momento, magari comodamente seduti alla vostra tavola. Una dieta integrale senza carne, pesce, uova e latticini, e con frutta fresca, prodotti a base di cereali, verdura, erbe e grassi “buoni”, comporterà i seguenti vantaggi:

  • più salute (per esempio miglioramento dei livelli di lipidi nel sangue, metabolismo più equilibrato, funzioni immunitarie rafforzate);
  • più energia;
  • più vitalità;
  • allungamento della vita;
  • miglioramento delle prestazioni del cervello;
  • maggiore radiosità;
  • un odore corporeo più gradevole;
  • coscienza pulita rispetto all’ambiente, al mondo animale e al pianeta intero, in quanto si è impegnati in prima persona;
  • ... infine, esprimerete e farete fiorire la vostra vera personalità.

Ma la parte migliore di questo programma mensile è il cibo! Le ricette che troverete a partire da pag. 58 sono talmente buone ed equilibrate da essere di per sé un motivo sufficiente per mangiare vegano. Sono ispirate a una dieta mista che a livello visivo e nel sapore si differenzia di pochissimo dai pasti cui eravate abituati, salvo essere composti da ingredienti esclusivamente vegetali. Ciò è possibile in quanto da tempo - nella cucina taiwanese, per esempio, già da secoli - per tutti i prodotti animali esiste un surrogato gustoso e allo stesso tempo molto più sano, dunque molto di più di un semplice surrogato. Mi raccomando, non preoccupatevi dei paventati effetti collaterali, come carenza di ferro o di vitamina B12. Chi per la durata di un ciclo lunare, vale a dire 28 giorni, vuole mangiare vegano non riuscirebbe nemmeno a consumare le proprie riserve di vitamina B12.

Vegetale e integrale

In ogni caso, l'alimentazione vegana è molto più sana della dieta mista comprendente la carne, poiché non contiene proteine né grassi di origine animale. Tuttavia, mangiare vegano non è di per sé una garanzia di salute. La farina bianca e lo zucchero raffinato.

Abbinati a vodka in abbondanza, sono esempi di alimenti vegani ma per niente sani.

Una certa dieta diventa sana solo nel momento in cui è integrale, cosa necessaria oggi più che mai. Del resto, i disturbi tipici degli onnivori, come le malattie cardiache e circolatorie, i tumori e il diabete di tipo 2, stanno diventando delle vere e proprie epidemie. Gli animali a cui, in condizioni terribili, vengono estorti la carne, le uova e il latte, così come l’ambiente e il clima che di conseguenza vengono danneggiati, troveranno sollievo alle proprie sofferenze grazie al nostro passaggio a un’alimentazione integrale, oggi più necessaria che mai. Questa prevede prodotti semplici e naturali, ma anche molto vari, freschi e non trattati, dunque soprattutto frutta, verdura e cereali.

Vale la pena chiedersi se questi prodotti non siano anche cari. No, al contrario, i prodotti “normali”, cioè il cibo industriale, altamente lavorato, e i cibi pronti (in inglese chiamati convenience food) sono di gran lunga gli alimenti più cari. Il cibo industriale alla fine ci costa la vita, per di più ben prima del termine. Peggio ancora, prima di ciò peggiora la nostra qualità della vita.

Il nostro programma biologico

Al contrario, l’alimentazione integrale è, nel senso più letterale del termine, qualcosa che ci completa la vita, e in quanto tale dovrebbe dunque esserci cara e preziosa come la vita stessa, né più né meno. Perché questo? Semplicemente perché in origine siamo stati programmati per alimentarci in maniera integrale. Nel corso dell’evoluzione il nostro organismo è stato abituato a mangiare fino a sazietà. Ciò però avviene solo nel momento in cui esso ha tutto ciò di cui ha bisogno. Fintanto che manca un certo elemento nutritivo, la fame difficilmente viene meno, oppure ritorna dopo poco tempo. Chi dunque segue un’alimentazione cui manchi un elemento importante tra fibre, grassi, proteine, minerali, oligoelementi, vitamine o antiossidanti, dopo aver mangiato avrà ben presto di nuovo fame, in quanto l’organismo spera ancora di ricevere ciò di cui ha tanto bisogno. Così, per esempio, è possibile assumere anche 10.000 calorie al giorno senza essere veramente sazi. In questo senso il cibo industriale, povero di elementi nutritivi, non ci sazia veramente, per di più facendoci ingrassare. La dieta integrale, invece, ci sazia appieno e può aiutarci a (ri)trovare il nostro peso forma (vedi anche pag. 12 e seguenti).

Quando il cibo ci nuoce

Gli alimenti prodotti industrialmente, ossia trattati, nuocciono dunque alla nostra salute - è ciò vale anche per i prodotti vegetali da agricoltura convenzionale. Si tratta infatti di verdura e frutta che spesso contengono una gran quantità di residui dei cosiddetti anticrittogamici, veleni che restano nelle e sulle piante “commestibili” e che, non subito ma a lungo andare, ci uccidono. Un prodotto in grado di eliminare gli insetti patogeni è molto probabilmente tutt'altro che sano anche per noi. Si aggiunga, nel caso del cibo industriale, una messe di sostanze conservanti nonché di ravvivanti e ammorbidenti, oltre a sostanze atte a facilitare il lavaggio dei macchinari usati nell’industria alimentare. Questi prodotti sono pericolosi per noi perché portano a carenze alimentari e a modifiche a livello dei tessuti.

Programmati per una dieta integrale

Fin dall’inizio l’uomo primitivo ha seguito una dieta integrale, semplicemente perché non c’era altro. Siamo perfettamente adattati a questa dieta, devoluzione, del resto, impiega molto tempo per adeguare l’organismo ai cambiamenti alimentari. Per esempio, da quando l’uomo usa il latte, cioè da circa 12.000 anni, solo la metà degli individui si è “abituata” alla digestione del latte vaccino. Questa metà è in grado di produrre l’enzima necessario, vale a dire la lattasi. In effetti, rispetto ai milioni di anni dell’evoluzione, questi 12.000 anni sono un lasso di tempo piuttosto breve.

Gli alimenti lavorati, poi, esistono solo da pochi decenni. Essi ci nuocciono individualmente e collettivamente, ed è per questo che alimenti integrali e biologici, da agricoltura biologica controllata, senza fungicidi, pesticidi e additivi chimici, sono irrinunciabili nell’ottica di un’alimentazione rigorosamente sana.

I prodotti animali sono malsani!

Non sono solo gli alimenti industriali a essere nocivi per noi e a danneggiare a lungo andare il mondo in cui viviamo. Anche il cibo, morto, di origine animale ci porta alla morte altrettanto velocemente e miserevolmente, poiché porta con sé malattie croniche. Anche se non sappiamo ancora esattamente come le proteine animali ci danneggino a livello biochimico, esaurienti ricerche come il cosiddetto China Study (vedi appendice) lo hanno confermato chiaramente. Il consumo di prodotti animali, tra le altre cose, favorisce l’insorgenza delle malattie cardiovascolari e del tumore al seno, all’intestino crasso e alla prostata. Anche le malattie autoimmuni e le allergie, il sovrappeso e la bulimia sono una conseguenza della dieta a base di carne e grassi.

La carne non ci fa bene

Ciò è dovuto da un lato alla combinazione sfavorevole di acidi grassi della carne, ma soprattutto all’allevamento intensivo.

Gli animali che non possono muoversi liberamente sviluppano acidi grassi estremamente nocivi. Inoltre, chi mangia carne assume anche una buona dose di ormoni dello stress. Nella misura in cui gli animali hanno dovuto assistere alla macellazione di una dozzina di loro simili, questi semiochimici entrano loro nel sangue e poi nella carne. Dato che gli ormoni dello stress e della paura sono gli stessi in tutti i mammiferi, compresi gli esseri umani, in quanto consumatori finali assumerete anche queste sostanze, persino mangiando carne biologica. Anche i maiali e i bovini da allevamenti biologici di solito vengono macellati nei macelli industriali in condizione di stress elevato. Inoltre va detto che la carne, anche quando è biologica, è pur sempre carne - quindi biomassa morta -, come del resto le uova restano sempre uova e il latte resta latte, quindi proteina animale, con tutto il suo potenziale nocivo.

I veleni contenuti nel pesce

Ciò che vale per la carne vale per il pesce.

È vero che nei pesci non ci sono gli stessi neurotrasmettitori e gli stessi ormoni che nei mammiferi. In compenso, però, l’accumulo di tossine ambientali è sensibilmente maggiore, poiché come predatori i pesci si collocano alla fine della catena trofica.

Nei bambini che mangiano molto pesce si constatano già al giorno d’oggi deficit nello sviluppo cerebrale, probabilmente a causa dell’elevata contaminazione degli animali con sostanze inquinanti, soprattutto il mercurio, altamente tossico.

Anche i latticini sono dannosi

È ormai disponibile un’ottantina di studi in cui vengono messe in luce in maniera impressionante le controindicazioni del latte e dei latticini. Il medico vegano nonché editore della rivista “Pro Vegan”, dottor Ernst Walter Henrich, le ha elencate, dimostrando i danni alla salute che ne derivano. Egli asserisce che senza latticini non esisterebbe il diabete di tipo 1, mentre il consumo di latte lo ha fatto diventare una sorta di epidemia.

Così, per esempio, il confronto tra il Giappone, dove vengono consumati 40 litri di latte per persona all’anno, e la Finlandia, dove ne vengono consumati quasi 240 litri per persona all’anno, mette in evidenza una notevole discrepanza nell’incidenza del diabete di tipo 1 tra i bambini: in Finlandia si ammalano 100.000 bambini all’anno, in Giappone sono 30. Simile è il trend per l’osteoporosi, che in teoria, secondo l’industria e chi le dà manforte, dovrebbe essere arginata dal consumo di latte e latticini. In realtà le proteine animali assunte tramite il latte peggiorano lo stato delle ossa perché il corpo si acidifica. Per compensare ciò il nostro organismo si serve delle ossa, o meglio del calcio in esse contenuto. Di conseguenza le ossa diventano più fragili.

Controbilanciare questo fenomeno con il calcio contenuto nel latte è una sorta di circolo vizioso in quanto l’effetto della mobilizzazione del calcio osseo non può essere compensato. Infine, il latte contiene anche altre sostanze poco sane. Dal momento che l’uso di macchine mungitrici favorisce le infiammazioni, perfino nell’agricoltura biologica le vacche sono trattate con antibiotici. I residui dei farmaci vengono assunti dal consumatore attraverso il latte e i formaggi in genere, cosa che nel peggiore dei casi può portare a una resistenza agli antibiotici. In tal caso, in presenza di una malattia grave, il farmaco non riesce più a eliminare i germi nocivi.

Prevenzione attiva

Con il passaggio all’alimentazione vegana introdurrete nella vostra vita un programma di salute facile da eseguire, che non richiede l’intervento di specialisti né ulteriori misure particolari. Corpo, mente e anima si gioveranno di una dieta vegetale integrale e viva. Inoltre influenzerete attivamente e positivamente la maggior parte dei più pericolosi e diffusi quadri clinici del nostro tempo, ovvero le malattie cardiovascolari, il sovrappeso, la bulimia, il diabete di tipo 2, i tumori, le malattie autoimmuni e quelle senili come l’Alzheimer o la demenza. Un’occasione unica per fare moltissimo per il vostro corpo con poco sforzo.

In poco più di tre decenni di lavoro come medico, a parte l’interpretazione dei quadri clinici, non ho mai riscontrato un’occasione simile. Sfruttate la presente cura dei 28 giorni per fare del bene al corpo e allo spirito.

Non esiste terapia che sia altrettanto efficace.

Il cibo come carburante

Una dieta vegetale integrale consapevole che segua i principi del Peace Food può ampiamente modificare il vostro stile di vita poiché, per il funzionamento del vostro corpo, non è affatto indifferente quale fonte di energia usiate a questo scopo. Si presta qui il confronto con il funzionamento di una macchina danneggiata a lungo termine dall’impiego del carburante sbagliato o per carenza di lubrificante, tanto da non essere più funzionante.

Il cibo prodotto entro un contesto di processi pacifici e integralmente vitali, che nel migliore dei casi cresce su suoli intatti, in una natura sana, lavorato da persone aperte alla vita, ha un altro potenziale rispetto alla carne proveniente da animali maltrattati, così come rispetto ai prodotti animali che indeboliscono il corpo, causano acidità e alla lunga ci fanno ammalare (gravemente).

Una buona alternativa: la vita vegana

Per me è stupefacente constatare quanti pazienti abbia visto guarire dopo essere passati alla dieta vegana e in quale misura siano diventati persone felici e libere.

Per non parlare di coloro che si sono rifugiati in questa dieta dopo il fallimento di altre terapie, e che ora finalmente sono guariti.

I risultati delle ricerche sulla dieta vegana sono così chiari che, a ben guardare, non abbiamo altra scelta che vivere in modo rigorosamente vegano - almeno se vogliamo prendere sul serio la scienza.

Questo testo è estratto dal libro "Vegan per Tutti".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

 

Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
IN QUESTA SEZIONE:
Articolo consigliato:

Vegan per Tutti

Uno stile di vita sano e sostenibile in 4 settimane

-15%
Vegan per Principianti Ruediger Dahlke

Ruediger Dahlke

Il libro contiene un piano nutrizionale in 4 settimane per permettere a tutti di sperimentare i benefici dell’alimentazione vegana, anche a coloro... continua