Visioni di Angeli - Doreen Virtue - Estratto
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Visioni di Angeli - Anteprima del libro di Doreen Virtue

Salvati da un angelo

Salvati da un angelo

Una visione premonitrice di D. Sorensen

Erano i primi anni Novanta quando gli angeli mi prestarono aiuto con una visione chiara che mi salvò la vita.

Era estate, in Svezia, di primo mattino. Il mio ragazzo e io stavamo guidando nei pressi di casa nostra su una stretta strada sterrata. Tutto a un tratto gli dissi: "Penso che dovresti rallentare perché il mio collega Kenneth è in ritardo."

Ebbi una visione chiara di noi che ci schiantavamo contro l'auto di Kenneth, e io venivo scagliata fuori dal parabrezza, perché non avevo la cintura di sicurezza (era insolito per me non allacciarla, ma forse avevo pensato che eravamo al sicuro su quelle strade secondarie). Visualizzai il sangue, mi vidi volare attraverso il parabrezza e sentii le urla del mio ragazzo... La scena era nitida e inquietante. Mi allacciai in fretta la cintura di sicurezza.

Il mio ragazzo si voltò a guardarmi, poi disse: "Va bene" e rallentò. Aveva familiarità con le mie visioni e sapeva che raramente il mio istinto si sbagliava, così ascoltò il mio consiglio e ridusse la velocità passando a cinquanta chilometri orari dagli oltre settanta a cui guidava prima.

Come previsto, non più di cinque secondi dopo, da dietro l'angolo sbucò il mio collega che percorreva la stradina a granvelocità. Sterzammo di lato, per quanto possibile, ma era una strada stretta con un guardrail alla nostra destra, quindi non ci fu modo di evitarlo. Kenneth stava guidando troppo velocemente, schiacciò il freno ma c'investì lo stesso, spostandoci di quasi trenta metri lungo la strada. Eravamo su una Volvo, che nell'impatto si ridusse a un rottame inutilizzabile.

Mi ruppi tre costole (grazie alla cintura di sicurezza), mi fracassai le ginocchia sul cruscotto e riportai un grave colpo di frusta. Ma sarò per sempre grata a quella visione perché sicuramente mi ha salvato la vita. In seguito, ne ebbi molte altre, ma quella fu la più chiara e, senza dubbio, la più vitale. Ringrazio i miei angeli custodi che vegliano su di me.

Uno scudo angelico

di Nelly Coneway

Il 15 maggio 2008 è un giorno che ricorderò per sempre.

Quella sera ero andata a cena con tre amici e verso le 18.20 lasciammo il ristorante. Il semaforo pedonale era verde, non c'erano automobili in giro, così iniziammo ad attraversare la strada.

All'improvviso fui accecata da una brillante luce dorata: apparve proprio di fronte a me, e il tempo si fermò. Per la prima volta nella mia vita, a occhi aperti, vidi l'Arcangelo Michele e Gesù accanto a me. Alla mia sinistra sembrava esserci una folla. Controllai, ma non c'era nessuno: solo il campo energetico spesso come uno scudo tra me e l'enorme mostro nero che si avvicinava, così prossimo eppure così lontano da me. Il mio cervello rifiutò di registrare ciò che stava accadendo. Non avevo mai provato niente di simile prima e non riuscivo a capire: il mio corpo fisico era lì ma il mio spirito era molto, molto lontano, come se fossi teletrasportata insieme agli angeli...

Guardai di nuovo in direzione del veicolo: non udii alcun rumore e non avevo paura, come se fossi in un'altra dimensione. Poi sentii la gente urlare e percepii gli angeli che mi sollevavano. Come in un sogno, guardai incredula un grosso SUV nero che accelerava per allontanarsi il più velocemente possibile. Per la prima volta, il mio cervello realizzò che il SUV mi aveva appena investito e che il conducente era fuggito. Pregai che gli angeli aiutassero la polizia a trovare quella persona, poi tutto diventò nero.

Il ricordo successivo è la visita dell'ufficiale di polizia in ospedale nel bel mezzo della notte per dirmi che avevano trovato la donna che mi aveva investita ed era scappata, il che, secondo lui, era “un vero miracolo". Grazie agli angeli, sono sopravvissuta all'incidente e sono guarita, e il conducente è stato consegnato alla giustizia.

"La lampo!"

di Bernadette Brighton

Avevo otto anni. Ero andata a sciare con tutta la famiglia. Ero piccola, così fui relegata alla pista per principianti. Sul quel pendio non era in funzione una seggiovia, ma piuttosto una sorta di tapis roulant a forma di L. Era, in sostanza, una tavola di legno fissata a un palo di metallo. Gli sciatori si appoggiavano alla tavola che li trasportava su per la collina.

Non ricordo come ma, durante la salita, caddi. Quel giorno ero stata amorevolmente infagottata in una tuta da sci rosa, che però mi avrebbe causato un problema. Il cappuccio della tuta, composta da un unico pezzo dalla testa ai piedi, s'impigliò nella tavola di legno, che mi trascinò su per la collina. Stavo soffocando, e la mia breve vita mi balenò davanti agli occhi. Di certo, non potevo seguire il movimento con i piedi intrappolati negli sci.

All'improvviso udii una voce, forte e tonante, gridare: "La lampo!". Compresi all'istante e abbassai la cerniera della tuta, riuscendo così a respirare.

Dopo qualche momento, il personale dell'impianto si accorse di quello che stava accadendo e fermò lo skilift. Mi raggiunsero per controllare le mie condizioni: ero spaventata, come lo sarebbe stato ogni bambino, ma nel complesso stavo bene. Credo fermamente che quel giorno i miei angeli custodi mi abbiano salvato dal soffocamento, e per questo sarò loro eternamente grata.

Sento la fonte dentro di me

di Deborah S. Nutile

Dire che gli angeli hanno cambiato o salvato la mia vita è un eufemismo! Quattro anni fa vivevo una vita di disperazione celata. Niente aveva senso. Apparentemente avevo tutto: un "matrimonio felice", tre splendidi figli, una bella casa, un cottage nel bosco, famiglia, amici, un lavoro... ma dentro di me ero infelice. Nessuno sapeva della mia sofferenza. Ogni giorno indossavo la mia maschera e uscivo con un sorriso stampato in volto, con l'unica speranza che quella giornata passasse per poter tornare a letto, dove avrei trovato i miei unici momenti di sollievo. Ero come un'attrice che recitava in una pièce scritta da qualcun altro.

Una mattina, mentre ero in bagno e mi preparavo per andare al lavoro, con il timore di un altro giorno da affrontare, mi rivolsi a Dio: "In teoria so che Tu ci sei, però non riesco a sentirTi."

Presumo che quell'invito fosse atteso, perché ciò che è successo da quel momento in poi è stato assolutamente miracoloso. Nell'estate del 2008 mi trovavo nel mio cottage ed ero immersa nello studio degli insegnamenti di Eckhart Tolle, Un Nuovo Mondo, del dottor Wayne W. Dyer, La saggezza del Tao, e di Un corso in miracoli. Stavo tornando alla vita.

Durante quel periodo uscivo spesso per quello che ho definito un "giro angelico" nella natura. Ho sempre amato i miei angeli e i segni che mi hanno inviato: il numero 111, le farfalle, gli arcobaleni... Questi segnali mi hanno fatto sempre sentire molto bene. Nel periodo in cui mi sentivo disperata, non avevo avuto molti contatti con i miei angeli, ma da quando stavo ritornando a essere me stessa, fui di nuovo in grado di "vederli". Così, una mattina, durante il mio giro angelico, mentre apprezzavo la bellezza e la serenità dei boschi, sentii una voce che diceva: "Hai bisogno di scrivere un libro."

Cosa? Che stava succedendo? Non avevo mai "sentito" voci prima di allora, ed ero molto confusa.

"Hai bisogno di scrivere un libro" ripetè la voce.

Scrivere un libro? Come posso fare? Mi chiedevo. Non sono una scrittrice. E, in ogni caso, di che cosa dovrei scrivere?

La voce continuò: "Del tuo cammino spirituale."

Ero più confusa che mai. Non mi sentivo in grado di scrivere del mio cammino. È vero, avevo percorso una lunga strada da quel giorno nel mio bagno, ma davvero non sentivo di avere qualcosa da condividere. Tuttavia io amo i miei angeli, così, invece di rifiutare completamente quel consiglio, lo lasciai decantare per un paio di giorni. Fu un momento straordinario, e la "voce" continuò con una certa insistenza. Dopo il terzo giorno, udii queste parole: "Non combatterla" e finalmente mi decisi a prendere in mano la penna. Puoi immaginare la mia sorpresa quando, circa otto settimane e cinquecento pagine scritte a mano più tardi, posai la penna e, di fatto, avevo scritto un libro.

Devo ammettere che quella è stata una delle esperienze più incredibili della mia vita. I miei angeli erano con me giorno e notte, la mia vita cambiò e mi ritrovai in un luogo di pura felicità e di gioia! Da allora ho continuato sul mio cammino e ora frequento altri meravigliosi autori, tra cui Esther Hicks (Gli insegnamenti di Abraham®). La vita è bella... è molto, molto bella.

Quindi sì, i miei angeli hanno salvato la mia vita, e continuano a guidarmi ogni giorno. So che sono sempre con me, e la parte migliore di tutto questo è che, nel giro di pochi anni - e dopo aver scoperto la Legge dell'Attrazione -, ho ottenuto esattamente quello che avevo chiesto quel giorno nel mio bagno. Ora so che Dio esiste, ma non solo: io sento Dio... sento la Fonte dentro di me in ogni singolo momento di ogni singolo giorno. Ho chiesto e mi è stato dato! In quattro anni, da un luogo di disperazione sono arrivata a essere una delle persone più felici del Pianeta, e ogni giorno ringrazio i miei angeli perché apprezzo moltissimo tutto quello che ho!

Questo testo è estratto dal libro "Visioni di Angeli".

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