Vivere con Gioia, Gioire della Vita - Estratto
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Vivere con Gioia, Gioire della Vita - Anteprima del libro di Krishnananda e Amana

Seguire la verità o seguire la paura

Seguire la verità o seguire la paura

Adrian è medico di base in una piccola città. Il suo sogno è stato sempre quello di lavorare con l’energia delle persone anziché essere un medico tradizionale. Finora però non ha avuto il coraggio di farlo e ne teme le possibili conseguenze finanziarie. Dice che ha abbastanza risparmi per sostenere l’avvio della sua nuova attività, ma ha paura. Di conseguenza, odia quello che fa e soffre di depressione cronica. Ha provato sei diversi antidepressivi, ma nessuno l’ha realmente aiutato. Il problema di Adrian è che è dominato dalla paura e non riesce a trovare la motivazione per assumersi un rischio e realizzare la sua passione e il suo sogno.

Stiamo lavorando per aiutarlo a comprendere e a sentire più in profondità come la paura abbia guidato la sua vita, sulla base delle sue esperienze nell’infanzia, e a percepire quale prezzo stia pagando vivendo in funzione della paura. Lo stiamo aiutando anche a connettersi con i momenti in cui ha trovato il coraggio di accollarsi dei rischi, per esempio quando ha affrontato gli studi universitari, e lo aiutiamo a integrare nelle sue esperienze come si sente, nel suo corpo, quando ricorda le occasioni in cui ha fatto un azzardo. Così, potrà forse trovare la fiducia e la forza per affrontare il rischio di vivere più in sintonia con la sua passione.

Spesso dentro di noi agiscono due forze in conflitto. Una ci spinge verso l’espansione, la vitalità, la creatività e un atteggiamento positivo, mentre l’altra ci relega verso la contrazione, il collasso, la stagnazione, la commiserazione e un atteggiamento negativo. La prima è verità e passione; la seconda è paura e insicurezza. Naturalmente vorremmo essere costantemente connessi alla nostra verità e alla nostra passione, anziché alla paura o all’insicurezza. Ma non funziona così.

Paura e insucurezza sono energie potenti

Poiché la paura e l’insicurezza sono energie molto potenti in tutta la nostra vita, dobbiamo trovare un modo amorevole e competente per metterci in relazione con esse. Esistono alcuni approcci al lavoro interiore trasformativo che favoriscono il loro superamento attraverso l’affermazione positiva, il rafforzamento della nostra energia e l’orientamento agli obiettivi. Queste strategie possono essere utili a qualcuno, ma noi ne usiamo una diversa, che insegna a diventare davvero consapevoli delle paure e della vergogna e di come esse agiscono. Rientra nel nostro approccio anche avere un’autentica compassione per noi stessi quando siamo impauriti e insicuri, e imparare ad amarci pure in tali situazioni.

La parte di noi impaurita e insicura è quella che ha assorbito i traumi precoci ed è anche la nostra parte più sensibile. Per condurre una vita vera e appassionata, dobbiamo fare amicizia con la paura e la vergogna, altrimenti nel nostro essere si creerà una frattura profonda che renderà la vita e le relazioni molto difficili. Possiamo combattere la nostra parte impaurita e diventare duri, spietati e del tutto privi di compassione verso noi stessi e gli altri.

Nel nostro libro Vincere la vergogna, guarire i traumi, abbiamo presentato un metodo semplice e pratico per affrontare paura e insicurezza. In sostanza, questo metodo comporta:

  1. capire da dove paura e insicurezza provengono;
  2. sentire e comprendere come influenzano la nostra vita;
  3. percepire come si fanno sentire nel nostro corpo;
  4. riconoscere che cosa le innesca nella vita quotidiana;
  5. imparare come convivere con paura, shock e insicurezza, quando si manifestano;
  6. accollarsi dei rischi, piccoli ma regolari, per mettere alla prova noi stessi, così da sviluppare veramente forza interiore e fiducia.

Imparare ad abbracciare paura e insicurezza 

In questo libro ci occupiamo di imparare ad abbracciare paura e insicurezza senza lasciare che dominino la nostra vita. Quando lasciamo il nostro ambiente sicuro, o anche solo prendiamo in considerazione la possibilità di lasciarlo, certamente insorgeranno paura e insicurezza. La questione non è se si manifesteranno, ma se lasceremo che ci blocchino o se procederemo comunque.

Io (Krish) ho dovuto lottare contro la vergogna e l’insicurezza che si manifestavano quando prendevo in considerazione anche solo la possibilità di condurre dei seminari. Mi sentivo invidioso e scoraggiato, paragonandomi ad amici con successo in quel ruolo. Avevo concluso un tirocinio in psichiatria e svolgevo già la terapia individuale, ma il mio sogno era condurre workshop, perché in base alla mia esperienza le sessioni individuali da sole non erano sufficienti per produrre trasformazioni durature. Per molto tempo ho avuto innumerevoli delusioni e avevo quasi deciso di lasciar perdere.

Ma non l’ho fatto, perché sentivo dentro di me una grande passione per l’insegnamento e per il lavoro con le persone in questo campo, e sapevo di avere un talento. Ho ricevuto un sostegno valido da una donna, che è diventata mia mentore, e da un’amica, con cui ho cominciato a condurre seminari. La mia amica era già nota nell’ambiente e per alcuni anni abbiamo condotto workshop insieme. La mia mentore mi ha insegnato come essere compassionevole e come progettare e promuovere un seminario che fosse davvero sentito con il cuore, semplice e amorevole. Queste due donne mi hanno aiutato a sviluppare la fiducia e la convinzione in quello che insegnavo e nel modo in cui lavoravo.

Piano piano, le cose sono andate meglio e ho avuto successo. Quando Amana e io abbiamo cominciato a lavorare insieme nel 1995, dopo essere stati insieme per due anni, il lavoro è passato a un altro livello. C’è stato un salto qualitativo, perché insegnavamo quello che stavamo vivendo - un amore sano e impegnato - e perché Amana porta nel lavoro una saggezza profonda e una qualità molto diversa dalle mie, più morbida e più femminile. Inoltre mi insegna ogni giorno come nutrire il rispetto autentico per il percorso individuale di ciascuno e come curare lo spazio della meditazione, l’amore e l’accettazione, che guida la nostra attività.

Il nostro metodo

Il nostro metodo, seguire la passione e la verità anziché la paura e l’insicurezza, è una combinazione tra vivere la nostra passione a dispetto di tutte le paure, andare all’esterno e ricevere il sostegno di cui possiamo aver bisogno, e darsi il tempo per sviluppare il lavoro che ci appassiona. In questo modo possiamo lentamente alimentare un senso di vero orgoglio e scalfire la nostra vergogna. Ciascuno di noi però, per scoprire e far emergere la propria passione creativa, la propria verità, e per vincere le paure, può percorrere un cammino diverso.

Nel mio caso (Amana), non avevo mai avuto la passione di diventare terapeuta. Molti anni fa, però, quando ho preso parte al mio primo gruppo di terapia, non appena sono entrata nella stanza ho avuto la sensazione di conoscere intimamente questo spazio, era come tornare a casa. Ma quando ho preso parte ad altri workshop e ho seguito un programma di formazione di dodici settimane nel corso di un anno e mezzo, non mi piaceva il modo in cui molti terapeuti lavoravano. Mi sembrava che abusassero del potere, dicendo alle persone che cosa sentivano o dovevano sentire, attaccando le loro difese e in generale mostrando superficialità relativamente all’integrità e ai confini delle persone. Sentivo la mancanza del rispetto e di una comprensione profonda per l’unicità e l'individualità del percorso di ciascuno. Quanti più seminari seguivo, meno volevo essere una terapeuta. Anche la parola “terapeuta” suonava male alle mie orecchie, perché implica il fare qualcosa, mentre mi sento piuttosto una “facilitatrice” che guida il processo naturale di crescita e fioritura di altre persone, aiutandole a prendere consapevolezza e a risvegliare la loro intelligenza.

Krish e io abbiamo cominciato a lavorare insieme per caso. Un’assistente non poteva partecipare a un seminario e io mi sono offerta di prendere il suo posto e, quasi subito, essere lì mi è sembrato naturale. Inizialmente svolgevo un ruolo di sostegno ed ero molto insicura a esprimermi. Sono introversa e mi sento più a mio agio da sola. Ci è voluto del tempo perché fossi tranquilla di fronte a un gruppo di persone, e ancora di più per guidare processi di cambiamento e meditazioni. Spesso provavo intensi momenti di paura e vergogna.

Per anni ho dubitato che quello fosse ciò che davvero dovevo fare e al tempo stesso nel profondo una parte di me sapeva che era il mio percorso e lo sentiva giusto. Mi ha aperta e mi ha resa vulnerabile come non penso che qualsiasi altra cosa avrebbe potuto fare. Ora mi sento a mio agio e fiduciosa nel lavorare con le persone a modo mio nei seminari e nelle sessioni individuali e so di avere trovato, con questo lavoro, il mio posto nella vita. Soprattutto all’inizio mi ha aiutato a superare molti momenti difficili, quando accadeva che all’improvviso un partecipante apprezzava il mio contributo. A tutta prima, mi sembrava stupefacente che il mio essere lì fosse in qualche modo utile.

Per molti di noi vi sono occasioni in cui la paura è più forte della nostra verità e della nostra passione più profonde. Semplicemente, è così che vanno le cose. È umiliante e doloroso, ma a volte non possiamo fare altro che accettarlo e convivere gentilmente con la paura.

Il lavoro e la vita

Lavoriamo con molte persone incapaci di sfuggire alla morsa della paura e dell’insicurezza, e che si ritrovano inerti, infelici, collassate e rinunciano alla loro passione. Alcune sembrano incapaci di alimentare la motivazione e la fiducia per esprimere le loro capacità e la loro creatività: magari ci provano, ma cedono facilmente non appena incontrano un insuccesso o qualche delusione. Altre sono intrappolate in una relazione che chiaramente non funziona e non riescono a trovare lo slancio o l’energia per modificarla o per cambiarla. La loro paura è così grande da renderle insensibili al dolore in cui si trovano. Altre ancora non riescono a uscire da uno schema di dipendenza che ha gravi conseguenze sulla loro vita.

Restiamo legati a schemi e stili di vita dolorosi perché sono familiari e danno un certo conforto, o un’illusione di sicurezza. E spesso perché, per la vergogna, non abbiamo la sensazione di meritarci qualcos’altro. In queste situazioni possiamo lavorare in profondità con i nostri traumi, guidati da una persona compassionevole, che abbia dovuto affrontare nella propria vita battaglie simili.

Michael, per esempio, un medico sessantenne, è sposato e ha una figlia di 12 anni. La sua storia di coppia è atroce. Lui e la moglie vivono vite separate, non fanno l’amore da anni, non comunicano e litigano continuamente a proposito dell’educazione della figlia e della cura della casa. La figlia soffre le conseguenze delle loro discussioni violente. La terapia di coppia non li ha aiutati e gli anni passano senza alcun cambiamento. È una situazione tragica. Michael non ha il coraggio di andarsene perché ha troppa paura di rompere la famiglia, e affrontare le complicazioni di una separazione e di un divorzio. La sua sfida è continuare a esplorare i suoi traumi in terapia e correre dei rischi in altre aree della vita per rafforzare il proprio coraggio e le proprie risorse.

Quello di Michael non è un caso unico. In queste situazioni, la nostra passione non è scomparsa; è solo nascosta sotto un manto di paura e vergogna ed è possibile che ci si sia creati uno stile di vita che ottunde il dolore. La via d’uscita sta nell’ammettere apertamente a noi stessi e a quanti ci sono vicini che la paura ci ha resi impotenti, anziché fare affidamento su una scusa o un’altra per giustificare la nostra immobilità. Per esempio, magari dobbiamo ammettere che rimaniamo in una situazione a causa della paura, e non per il figlio o i figli, e perché semplice-mente il timore di vivere più onestamente è troppo forte.

Un primo passo

Un primo passo verso la trasformazione è essere franchi a proposito delle nostre paure. Una volta usciti dalla negazione della paura, possiamo intraprendere i passi successivi, magari cercare aiuto per sviluppare una comprensione, una compassione, una reale percezione della paura, e fare piccoli passi per riscoprire la nostra passione.

Louise ha 53 anni e una storia di relazioni violente con gli uomini. Per anni, a causa dei suoi traumi infantili, ha usato la sua sessualità e la sua bellezza per attrarli, ma il tipo di uomini che seduceva la trattavano come un oggetto sessuale. Si è dedicata a una terapia regolare intensiva e la sua vita si sta lentamente trasformando. Viveva per compensazione e passava da un uomo all’altro, ora ha abbandonato le sue abitudini, ammette e sente quanto sia spaventata e ferita e, con serio impegno e perseveranza, sta lavorando sui suoi traumi. Si rende conto che il processo di guarigione è graduale e che spesso è troppo spaventata per poter anche solo uscire dal suo appartamento. Tuttavia continua a lavorare al suo processo di crescita con profonda umiltà e vulnerabilità.

Il pericolo, in situazioni in cui la paura e l’insicurezza ci schiacciano, è cadere nella stagnazione e darsi per vinti. Se però possiamo ammettere con noi stessi che le cose stanno così e riusciamo a chiedere aiuto, compiamo un passo verso la trasformazione. Può essere il primo passo dal seguire la paura al seguire la passione. Siamo in grado di seguire la passione quando:

  1. sappiamo che paura e insicurezza sono sempre presenti, in particolare nelle fasi iniziali di un cambiamento, ma scegliamo di rimanere comunque saldi;
  2. chiediamo guida e sostegno;
  3. confidiamo nella nostra visione e nei nostri sogni;
  4. convogliamo ogni nostra energia nel diventare una persona di cui possiamo essere davvero orgogliosi - qualsiasi cosa significhi (potrebbe essere imparare qualcosa di nuovo, diventare più responsabili, onesti e degni di fiducia);
  5. ammettiamo i nostri limiti ma continuiamo a sforzarci di crescere e apprendere.

Se siamo paralizzati e dominati dalla paura, è importante:

  1. uscire dalla negazione e ammettere che siamo paralizzati dalla paura;
  2. guardare onestamente qualsiasi comportamento di dipendenza che possa sminuire la nostra energia, la nostra immagine di noi stessi, la fiducia in noi;
  3. aprirci alla nostra paura con compassione e comprensione e sentirla in profondità nel nostro corpo, respirare in essa e lasciare che venga percepita come energia;
  4. cercare un aiuto professionale per comprenderla e sentirla;
  5. compiere i primi passi per procedere in direzione della passione e della verità.

Esercizio:

Prendi di nuovo in esame le cinque aree della realizzazione di cui abbiamo parlato: relazione con il corpo, intimità, sessualità, partecipazione, percezione. Chiediti:

  1. In quali modi sto seguendo la mia paura o la mia passione in queste aree?
  2. Se sto seguendo la paura, qual è questa paura e perché è così forte, data la mia storia? Questo può aiutarvi ad avere compassione per voi stessi.
  3. Se dovessi seguire la passione, quali piccoli cambiamenti potrei apportare? C’è un piccolo passo che potrei fare già da adesso?

Questo testo è estratto dal libro "Vivere con Gioia, Gioire della Vita".

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