Yoga che Ti Passa! - Jaerschky e Camedda - Estratto
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Yoga che Ti Passa! - Anteprima del libro di Jayadev Jaerschky e Devika Camedda

Autoguarigione con l’anandayoga

Autoguarigione con l’anandayoga

La situazione individuale:

Le statistiche mostrano che circa l’8o% della popolazione occidentale soffre di mal di schiena, cronicamente o saltuariamente. Com’è possibile? Si tratta, ovviamente, di un problema su scala mondiale, che tuttavia non è ancora stato risolto. È davvero così difficile farlo? Abbiamo già visto che è un problema complesso: ci sono diverse cause (fisiche, mentali, spirituali) e quindi diversi modi di affrontarlo. Lo yoga, come abbiamo detto, è una risposta globale, perché lavora su corpo, mente e anima.

Tuttavia, nell’aprire questo libro, un medico coscienzioso potrebbe protestare dicendo: «Come puoi promettere di guarire il mal di schiena, se non hai neppure considerato le condizioni fisiche specifiche dei tuoi lettori? Senza conoscere la loro situazione, potresti addirittura peggiorare il loro problema!».

Avrebbe ragione. Se soffri di un forte mal di schiena, per prima cosa devi consultare un medico. Se lui dirà: «Hai una lesione spinale» o «un’ernia del disco» o «una spondilosi», dovrai rivolgerti a uno specialista. Se invece, come accade nella maggior parte dei casi, il medico ti dirà: «Devi fare esercizio fisico adeguato», allora con lo yoga avrai trovato la soluzione perfetta.

Gli enormi benefici dello yoga

Con i movimenti dello yoga i benefici saranno incredibili, e non solo per la colonna vertebrale: tutti i sistemi del corpo, da quello circolatorio a quello digestivo e linfatico, funzionano correttamente solo se il corpo viene adeguatamente sottoposto a strizzamenti e rilassamenti di vario genere. Tutti i tessuti, infatti, sono come spugne, che assorbono nutrimento e rilasciano sostanze di scarto attraverso il movimento (cioè il lavoro muscolare). Nutrimento e pulizia sono il risultato del movimento. Con lo yoga abbiamo la certezza che ogni postura è finalizzata a un lavoro specifico, non solo sulla colonna, ma anche sui singoli organi o sistemi. Lo yoga, infatti, fa multitasking: alcune sequenze ci aiutano con il processo di eliminazione, altre con la respirazione, altre ancora con la tiroide e così via.

La pratica dello yoga renderà il nostro movimento corretto e farà sì che i nostri muscoli, organi, respiro ed emozioni diventino un unico sistema armonioso, in cui i nervi non incontreranno più alcun ostacolo doloroso e potranno nuovamente portare i loro messaggi in tutto il corpo in modo corretto. Nel movimento yogico scopriremo una nuova vitalità!

Il movimento fisico, infatti, contribuisce a farci riacquistare la perfetta salute della schiena e di tutto l’organismo. Visto dall’interno del corpo, il movimento crea un continuo massaggio, che nutre i dischi e aiuta i visceri a funzionare correttamente.

Possiamo affermare che il movimento fa parte integrante della vita: di conseguenza, non dovremmo più rinunciare a muoverci per paura del dolore, anzi, dovremmo usare il movimento consapevole per combattere e vincere il dolore una volta per tutte.

Ma non esagerare!

Qualche lettore potrà rispondere: «Beh, io sono molto attivo fisicamente, ma la schiena mi fa male lo stesso!». In verità, movimenti sbagliati o esagerati possono, con il tempo, provocare il mal di schiena. Persino lo yoga fatto male — in modo inconsapevole o violento — a lungo andare produce dolore. Se sei una persona che ama “spingere all’estremo” il proprio corpo, fai attenzione: è vero che il corpo è forte di natura e che a volte è divertente esagerare un po’, ma possiamo facilmente abusare del nostro organismo e perfino danneggiarlo. Gli estremi non favoriscono la salute a lungo termine; la moderazione in ogni cosa, anche nell’attività fisica, è un consiglio di gran lunga migliore. Swami Kriyananda, infatti, spiega che «lo yoga è un sentiero di moderazione in ogni cosa».

Lo yoga: il re del movimento sano

Lo yoga è il re del movimento sano. La spiegazione per questa affermazione è semplice. La maggior parte degli sport richiede un gesto atletico che si ripete sempre uguale per essere migliorato. Il problema è che questi gesti non sono studiati per fare bene al corpo, ma per ottenere un certo risultato, ad esempio lanciare il giavellotto sempre più lontano. Che cosa accade nel corpo? Alcuni muscoli diventeranno fortissimi e altri no, e questa disarmonia costringerà la colonna ad adattarsi, allontanandosi dal suo naturale

stato di salute e benessere. Lo yoga, invece, nasce per stimolare correttamente il corpo, in modo armonioso e omogeneo. Lo scopo dello yoga non è un risultato in termini di prestazione fisica, ma di riequilibrio di tutte le strutture fisiche e interiori. Il centro dello yoga è l’essere umano e la sua “prestazione” è riportarlo al naturale stato di salute radiosa!

Yogananda ha scritto: «L’esercizio fisico eccessivo, che porta a uno sviluppo squilibrato, può avere conseguenze dannose». E anche: «Se una parte del corpo è più forte o più sviluppata di un’altra, lo squilibrio che viene a crearsi nel corpo può causare sofferenza».

Un lavoro yogico equilibrato per la schiena

Per ottenere i massimi benefici di salute e benessere, la colonna vertebrale deve essere piegata correttamente in ogni direzione: avanti; indietro; a sinistra; a destra; in torsione. Ognuno di questi movimenti, infatti, porta un beneficio specifico alla nostra schiena, come vedremo nei prossimi paragrafi.

Swami Kriyananda spiega: «Una spina dorsale flessibile è imprescindibile per ottenere una buona salute e una maggiore consapevolezza vitale».

L’importanza dei piegamenti in avanti

Nei movimenti di piegamento in avanti avviene rallungamento della muscolatura posteriore del corpo, dalla testa ai piedi. Di solito, nelle posture più comuni, questi muscoli sono molto accorciati e vengono utilizzati in modo disarmonico.

Stare seduti sulla sedia per molte ore o rimanere a lungo fermi in piedi porta spesso a sviluppare il cosiddetto mal di schiena posturale. In questi casi è particolarmente benefico abbandonarsi attivamente (mantenendosi allungati con l’addome spinto verso l’interno) in un salutare piegamento in avanti, che defaticherà e allungherà laddove c’era compressione e dolore.

L’importanza dei piegamenti all'indietro

A volte, chi ha mal di schiena ha paura di farsi male con i piegamenti all’indietro. Tuttavia, i piegamenti all’indietro hanno una funzione importantissima: se eseguiti correttamente — senza permettere che il piegamento avvenga solo a livello lombare — riescono a rafforzare e riattivare i muscoli del dorso e della zona lombare, combattendo la postura ipercifotica tipica di chi fa una vita sedentaria. Talvolta, per alleviare il mal di schiena posturale è sufficiente eseguire un piegamento in avanti, che allenta le tensioni nelle aree scorrettamente sovraffaticate, seguito da un piegamento all’indietro, che rafforza le aree che dovrebbero sostenere la colonna. Spesso la causa del dolore nell’area lombare è una schiena debole, che lascia crollare tutto il peso sulle ultime vertebre nell’area lombo-sacrale.

In breve: i piegamenti all’indietro sviluppano la necessaria forza della nostra schiena, esercitando una salutare spinta che aiuta a evitare ernie e protrusioni.

Di norma, è bene eseguire un piegamento all’indietro solo dopo averne fatto uno in avanti.

Un ulteriore beneficio dei piegamenti alfindietro è che riattivano il sistema nervoso responsabile dell’azione e della lucidità (sistema nervoso simpatico), grazie alla compressione delle ghiandole surrenali.

L’importanza dei piegamenti laterali

La colonna vertebrale ha un grande bisogno di essere mossa in ogni direzione. Anche i piegamenti laterali, quindi, fanno parte dei movimenti che dovremmo offrire quotidianamente al nostro corpo. Non tutti i tratti della colonna, però, traggono beneficio dai piegamenti laterali, soprattutto se estremi. Quando il tronco si flette lateralmente, quello che accade a livello delle articolazioni tra vertebra e vertebra non è sempre soltanto un piegamento laterale: per consentirci di fletterci lateralmente, alcuni tratti della colonna sommano una serie di movimenti, che possono procurare un eccessivo carico sui dischi e costituire un pericolo per il sistema nervoso.

Vogliamo quindi praticare questi movimenti avendo sempre cura di partire dal bacino e di mantenere la zona lombare allungata; la zona dorsale potrà godersi al massimo il piegamento e la zona cervicale non dovrà essere lasciata “crollare”. In tal modo, possiamo essere sicuri di ricevere i massimi benefici: allungare molti muscoli respiratori, compreso il diaframma e i muscoli intercostali; allungare e rafforzare i muscoli profondi della schiena, che spesso sono sottoposti a un carico disomogeneo; massaggiare gli organi... e tanto altro!

L’importanza delle torsioni

Anche le torsioni sono un movimento fondamentale. Quando la colonna entra in torsione, significa che molte vertebre riescono a ruotare l’una rispetto alFaltra. In questo modo, i dischi vengono strizzati cedendo liquido ai corpi vertebrali, che ricevono nutrimento; quando la torsione cessa, a loro volta i dischi si imbevono nuovamente di preziosi liquidi e nutrimenti.

Le torsioni sono un valido alleato contro la calcificazione delle articolazioni e l’osteoporosi. Sono addirittura ottime per gli stati di leggera scoliosi. Ma attenzione: anche in questo caso, poiché le arti-colazioni delle vertebre sono diverse a seconda del tratto di schiena interessato dalla torsione, sarà bene seguire i seguenti consigli:

  • non “crollare” in piegamenti laterali mentre si ruota;
  • mantenere spalle e bacino su due piani paralleli;
  • non creare leve con le braccia per costringere la colonna in torsioni eccessive;
  • distribuire il movimento molto gradualmente dal basso verso l’alto;
  • non esagerare con la zona cervicale.

Questo testo è estratto dal libro "Yoga che Ti Passa!".

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