Yoga - L'Arte dell'Attenzione
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Yoga - L'Arte dell'Attenzione - Anteprima del libro di Elena Brower e Erica Jago

Manuale di yoga e crescita spirituale con posizioni illustrate e spigate con splendide foto

Lo yoga in 3 fasi

Nell’antichità, la pratica yoga era considerata un mezzo per controllare il corpo e prepararlo alla meditazione. In epoca odierna, le asana - che comprendono centinaia di posizioni - vengono concepite come una meditazione basata sul corpo in grado di aiutarci a capire meglio chi siamo e come interagiamo con la realtà circostante. Tali posture risvegliano il corpo, conferendogli stabilità, forza, calma e apertura.

Se integriamo la nostra pratica con l’arte dell'attenzione, tutte quelle flessioni, quegli allungamenti, quelle inversioni e torsioni che chiamiamo yoga si trasformano in un sistema formidabile per leggere con maggior chiarezza nella nostra mente e aprire il nostro cuore più in profondità. Ed è allora che avviene la magia. Attestando, SENZA GIUDICARE, i nostri punti di forza e le nostre debolezze, trasformiamo il rapporto che abbiamo con noi stessi in un’accoglienza amorevole, e diventiamo consapevoli della nostra innata bontà. Questi tre aspetti - esercizio fisico, esplorazione di se stessi e abbandono in ciò che gli yogi definiscono «assenza di sforzo» - concorrono nel loro complesso a fare dello yoga una disciplina innanzitutto spirituale.

Partendo da tali princìpi, Elena ed Erica elaborano una risorsa artistica preziosissima. Attraverso immagini straordinarie, analisi approfondite e istruzioni dettagliate, offrono ad allievi e insegnanti una serie di strumenti concreti per connettersi con gli strati più profondi di loro stessi, e diventare così più compassionevoli e partecipi. Le sequenze proposte da Elena aprono e radicano il corpo, concentrando la nostra attenzione su ciò che ci è più familiare: i muscoli e le ossa. Questa dedizione disciplinata alla fisicità - TAPAS in sanscrito - non solo ci permette di accedere alla saggezza del corpo, ma rappresenta anche il primo passo nel cammino che ci condurrà ad avere fiducia in noi stessi, a rispettarci e infine a guarirci. Accompagnati dalle splendide illustrazioni di Erica, gli insegnamenti di Elena ci invitano a passare all'azione, sul tappetino e nella vita; ci indicano il percorso da seguire per dare inizio a questa guarigione.

Oltre a renderci via via più consapevoli della nostra forma fisica, il libro ci esorta a identificarci e a riflettere sulle nostre azioni. Il concetto di SVADHYAYA, la consapevolezza di sé, ci aiuta a individuare gli schemi e le abitudini che ci tengono bloccati in una condizione di disagio; il che ci consente di affrontarli da una diversa prospettiva, accettandoli invece dì giudicarli. Le sequenze di asana e le tecniche meditative ci liberano dal senso di colpa e da altri atteggiamenti autodistruttivi che non ci servono più. Perdonando noi stessi e gli altri, siamo in grado di dissipare la sensazione di essere isolati dal resto del mondo.

Quando ci liberiamo di paure e insicurezze, e abbracciamo la nostra vera natura, impariamo che cosa significa essere pienamente vivi. In questo stato di abbandono, ISHVARA PRANIDHANA, sviluppiamo una condizione mentale che ci permette di riconoscere l'essenza divina di tutti gli esseri viventi, noi compresi. Le pratiche descritte nel libro ci spronano a vivere lo yoga in tutto quello che facciamo, a non rimanere aggrappati alle aspettative future e a risiedere con gratitudine nel momento presente.

Prendi questo libro, siediti e assaporane i pregi. La grafica e il design ti indurranno a danzare il tuo yoga, deliziandoti nel passaggio da una posizione all’altra. I disegni di Erica e le istruzioni di Elena ti forniranno strumenti di apprendimento di valore inestimabile. E quando arriverai in fondo all’ultimo capitolo, ti sentirai profondamente grato nei confronti di queste due donne straordinarie per lo spirito collaborativo di cui hanno dato prova in queste pagine, e per aver saputo cogliere con illuminante e squisita grazia il vero significato dello yoga.
Linda Sparrowe

Mc Yogi - Il perdono

Il perdono non è immediato, ma il processo può cominciare subito. Se ci impegniamo attivamente in tale processo, diamo inizio al viaggio verso una comprensione più profonda, e ci ricordiamo che nulla accade per caso. Siamo in grado di trarre insegnamento dalle esperienze dolorose e traumatiche del passato, e di acquisire una conoscenza diretta. Guardando indietro, ci sentiamo riconoscenti per le cose che ci sono successe, perché ci hanno aiutato a crescere e a diventare più consapevoli.

Coltivare l’arte dell’attenzione e della compassione richiede spesso un impegno notevole, ma è fondamentale ricordare che tale impegno è davvero gratificante. Quando perdoniamo, ci sentiamo mille volte più leggeri. Riusciamo a pensare e vedere con maggiore lucidità, e ad accedere alla riserva di energia che è in noi - e intorno a noi. Quella stessa energia che prima veniva consumata dal passato e che ora si trasforma in una risorsa, in una nuova fonte di vita vissuta appieno nel presente.

Quando perdoniamo noi stessi e gli altri, l’intero universo concorre a sostenere il nostro processo di guarigione.

Perdonare, inoltre, rende umili; sappiamo che, con ogni probabilità, là fuori c’è qualcuno che ha a sua volta qualcosa da perdonarci.

Secondo gli yogi, colui che sa trarre insegnamento dalle proprie esperienze è simile a un’ape che raccoglie il polline per farne il nettare. Il polline che l’ape raccoglie contiene sempre una piccola quantità di veleno, ma, quando l’ape lo riporta all’alveare, tale veleno viene trasformato in nettare.

Se riusciamo a trasformare una situazione negativa in saggezza significa che stiamo facendo progressi nella pratica dello yoga e della meditazione.

E via via che impariamo ad agire con amore e compassione, il peso che grava da tempo sulla nostra mente si alleggerisce sino a dissolversi. Quando il nostro viaggio verso il perdono raggiungerà la gratitudine, sapremo di aver raggiunto l’altra sponda.

"Il perdono è la virtù dei forti"
Mahatma Gandhi

Riduci le tensioni e trova il perdono

Sequenza fluida e dal ritmo intenso; focalizzati sulla velocità e la stabilità che aumentano mentre le tensioni del corpo si riducono. Indicata sia per la pratica yoga sia per le relazioni interpersonali, questa serie di asana ti aiuterà a sentirti più permeabile e più leggero, più forte e più calmo, maggiormente disposto al perdono di te stesso e degli altri.

Sankalpa - Benvenuto, siediti in posizione comoda

Chiudi gli occhi, appoggia le mani sulle cosce e porta il mento verso il petto. Questa sequenza fluida acquisisce a poco a poco una gradevole velocità. Impareremo ad andare più veloci diminuendo al contempo le tensioni fisiche.

C’era una volta un uomo che, da ragazzo, dipingeva le case insieme al padre, un imbianchino esperto. Questi, pur avendo il triplo degli anni del figlio, era in grado di lavorare due volte più veloce. Un giorno, il ragazzo chiese al padre come facesse a procedere così rapidamente e così bene, e lui gli rispose che aveva imparato ad andare più in fretta riducendo le tensioni del corpo.

Nelle nostre giornate, nella pratica yoga, nei nostri pensieri, ci sono momenti cruciali, in cui possiamo decidere di abbassare i livelli di tensione anche se tutto intorno a noi accelera.

Praticando questa sequenza, ti sentirai lucido, più sensibile, permeabile, pieno di luce, e creerai sufficiente spazio per dimostrarti incline al perdono in ogni ambito.

Riduci le tensioni e trovo il perdono "Esercizi"

Giungi le mani di fronte al cuore.

Rivolgiti al tuo cuore, connettiti a lui e rallentane il battito.

Se ti capita di sentirti confuso, è segno che ti occorre maggior connessione.

Inspira profondamente.

Porta il mento verso il petto. Resta vicino a te stesso durante tutta la sequenza, indipendentemente dalla rapidità con cui ti muovi.

Più sarai vicino a te stesso, meno avvertirai tensione, e più ti sentirai connesso e disposto al perdono.

Perdono Yoga

Questo testo è tratto dal libro "Yoga - L'Arte dell'Attenzione".

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