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Il Pranzo di Natale - Film in DVD

Film Documentario Partecipato

 

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Il Pranzo di Natale è un film su un rito collettivo, un affresco originale e commovente dell'Italia di oggi.

Storie grandi e storie piccole. Storie di vite vissute e storie di sogni condivisi. Storie che generano incontri, che creano sinergie, che aprono varchi. Storie che sperimentano, che si affidano, che assecondano una necessità. 

Il Pranzo di Natale è tutto questo e molto altro ancora.

È la storia di tre mondi che si sono incontrati e riconosciuti: il film partecipato, ideato e prodotto da Antonietta De Lillo, presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma, ora un DVD, edito da mtO, progetto editoriale che distribuisce documentari e cortometraggi internazionali e distribuito da duellanti, mensile di cinema indipendente che propone, per la prima volta, ai suoi lettori un allegato in copertina.

Una collaborazione partecipata e fortemente voluta perché motivata da un sentire comune: vivere e raccontare il cinema, attraverso linguaggi, che siano quelli narrativi, produttivi o estetici, stimolanti e inediti, efficaci e creativi come risposta a un sistema che sempre più implode su stesso.

"Questo è lo spirito con cui abbiamo abbracciato questo progetto, questo è l'augurio che affidiamo a Il Pranzo di Natale."
Elena Canavese

APPROFONDIMENTI

Da: DIALOGO CON LA REGISTA - ANTONIETTA DE LILLO
Pranzo di Natale la genesi di un film partecipato

Elena Canavese - Come è nata l'idea del film partecipato?
Antonietta De Lillo - Il film partecipato è la risposta a due particolari esigenze che da sempre muovono la mia persona e il mio essere regista. La prima è legata alla curiosità nei confronti dell'evoluzione del linguaggio tecnico, in particolare verso il mondo digitale, la rete e i social network che ho messo al servizio della poetica e della narrazione. Da sempre penso al cinema come un mezzo che richieda la conoscenza della propria grammatica, così al regista come un atleta, in continuo allenamento, aggiornamento e formazione.

E.C. - E la seconda esigenza?
A.D.L. - La seconda esigenza riguarda la consapevolezza che in questi anni ognuno di noi si sia sentito, anche solo a tratti, non compreso o mortificato e questo mi ha stimolato affinchè ciò che percepivo come un limite potesse tradursi in un'occasione da percorrere. Ho assecondato quindi la necessità di uscire dall'isolamento, per aprirmi in uno spazio fatto di condivisione, di partecipazione, ma anche di mediazione. Ho sempre più nitida la sensazione che il nostro "io" dovrebbe essere piccolo piccolo, anche se estremamente denso, in grado di lasciare spazio e tempo all'altro per affrancarsi da quel timore pervasivo e nascosto di essere derubati, scalfiti, annullati.

E.C. - Perché la scelta del pranzo di Natale come tematica attorno alla quale sviluppare il film?
A.D.L. - Il Pranzo di Natale è da sempre un rito collettivo, che riguarda tutti o quasi tutti, è un luogo in cui generazioni e culture diverse si incontrano e si scontrano. Così come la famiglia è da sempre il fulcro, sociale e culturale, dell'Italia, il pranzo rappresenta uno spaccato reale del cambiamento, rispetto ai modelli dei decenni passati. A Natale, poi, lo sguardo va oltre e si dirige anche verso l'altro: amici, conoscenti e sconosciuti, una festa che ha in sé il concetto del "dono", del regalo, sentito in parte come esigenza di ricordarsi dell'altro, distaccandosi dall'individualismo in cui spesso ci ritroviamo imbrigliati. Lo sguardo si sofferma allora su quei luoghi dove il Natale non è in grado di manifestare la propria storia e il suo significato più autentico: basti pensare alle persone malate, sole o recluse. Accanto a questo, il Natale oggi è anche lusso sfrenato, shopping compulsivo, consumismo esagerato e può essere anche la rappresentazione di un mondo grottesco, volgare e svuotato.

AUTORE

Antonietta De Lillo si muove tra Roma e Napoli, tra una casa che si affaccia sul Vesuvio e una sulla marechiarofilm, la società di produzione e di distribuzione da lei ideata e fondata nel 2007, conciliando il suo talento di regista con un'indiscutibile vocazione organizzativa e imprenditoriale. Sospesa tra la narrazione della finzione e del reale, accarezza l'universo filmico intercettando quegli elementi, che più di altri, restituiscono alle sue pellicole un senso di magia soffuso e diffuso: una raffinata ricerca estetica, una cura precisa e puntuale sulla scelta dei contenuti, una grande curiosità verso l'evoluzione del linguaggio sia tecnico che narrativo. Dotata di una sensibilità artistica poliedrica quanto funzionale al materiale che si trova a gestire, Antonietta De Lillo è soprattutto una creatrice di mondi, di prospettive, di alternative. Mai omologata, senza per questo essere ribelle, mette se stessa al servizio del progetto che sta accarezzando. Aperta al confronto, accoglie la mediazione trasformando la sua vita in una storia, che giorno dopo giorno, si arricchisce di un nuovo pezzo, uno spunto, un incontro. Il Pranzo di Natale, il suo ultimo lavoro, la rappresenta in ogni sfumatura. Ne è l'emblema e l'essenza, nelle modalità operative quanto nello sguardo sull'altro. L'immaginazione è la sua via salvifica, ciò che le permette di accedere a quei luoghi non ancora contaminati dall'ottuso cinismo o dalla grottesca superficialità. Mai arrendersi e continuamente ricercare l'armonia tra il dentro e il fuori, il detto e il suggerito, la tenacia e la delicatezza (sullo schermo come nella vita) sono le parole che meglio la ritraggono.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 13 giugno 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

Ritrae in maniera abbastanza lieve il disagio sociale. Ragazzi che lasciano bigliettini sull'albero di Natale con la preghiera di trovare un lavoro. Etnie diverse che si incontrano a tavola. Speravo sottolineasse di più il disagio che viene fuori nelle famiglie, ma prevale in questo filmato l'amore per i figli

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