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100 Consigli per Vivere Bene (eBook)

 

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Siamo insoddisfatti e infelici perché vogliamo imporre alla nostra vita le regole che riteniamo giuste. Così non diamo retta alle forze interiori che ci possono indicare la via verso la realizzazione dei nostri talenti. Affidati a te stesso, non pensare, non ostinarti a pianificare la vita ma vivi ogni istante, stai nelle tue azioni, anche le più semplici; così entri in uno stato d'animo che ti cura e ti fa sentire realizzato.

"Ciò che creato il mondo, lo sta creando adesso. Ognuno di noi, come le piante, gli animali, il giorno e la notte, è immerso in un principio creativo inesauribile, una sorgente perenne. Dal primo giorno ad oggi, il centro dell'Universo è identico, non si è spostato di un centimetro. In sintesi siamo gli stessi di sempre.

Non ce ne accorgiamo perché il nostro occhio è distolto dal pensiero comune, il nostro sguardo è catturato da una ragnatela di schemi, di ragionamenti atavici, che ci portano lontano dalla nostra essenza. Il Senza Tempo ci abita, è ciò che siamo per davvero, ci caratterizza e ci conduce verso la nostra meta.

Jung sosteneva che esistono piante che amano la luce, altre che si sviluppano nell'ombra. Chi direbbe che un seme si trasforma in una pianta maestosa, in un fiore, in un frutto spontaneamente? C'è un sapere innato, eterno come il mondo, infinito, che prende forma in ogni essere. Senza il "contatto" con questa semenza siamo piante senza radici e... scena futuro.

L'infinito è uno stato dell'essere, come l'eternità: basta guardare i sogni, dove un secondo sembra un anno, dove le figure cambiano dimensione, dove lo spazio sembra appartenere alle Immagini e assumere un'altra consistenza. Ognuno di noi è un sogno del Senza Tempo e bisogna ricordarselo se vogliamo conoscere il fondamento della felicità.

Si può essere felici solo se non si pensa, solo se non ci si aspetta niente, solo se siamo veramente immersi nelle cose che facciamo. Come i bambini quando giocano, entrando nel regno eterno della Fiaba, che è la trama dell'Universo. È buono e salutare solo ciò che ci avvicina al Principio Primo che, come ricordava Guenon, è l'unica cosa che esiste. Principio Primo che è il fondamento di ciò che siamo, oggi come allora, quando la creazione è scesa in campo.

Bisogna diventare via via sempre più immersi nel vuoto, nel Nulla, nel Senza Tempo, se si vuole che il Sé apra la danza del cammino verso la nostra meta.

Ognuno ha una sua meta... Guardate i ragni: sono insetti che amano operare da soli, fare la ragnatela per conto loro. Non amano il gruppo. Ben diversi dalle termiti, dalle api, dalle formiche. Sarà per questo che l'India vedeva nei ragni il simbolo del Sacro, del Divino. Esseri minuscoli che creano il solitudine e con geometrica perfetta la loro ragnatela. Così le lumache costruiscono da sole i loro gusci, le loro case, che sono gli albori delle chiese, delle cattedrali! Che architetti sono le lumache! Quante cose sa la Natura che ignoriamo completamente? Quante cose sa la nostra anima, di cui neppure ci accorgiamo?

Il mio lavoro di psichiatra e di psicoterapeuta mi ha insegnato proprio questo. Ognuno di noi possiede un "tesoro energetico", un sapere infinito capace di far fiorire la nostra essenza e di farci trovare il nostro posto nel mondo. La Saggezza è attendere tutti i giorni che si affacci sempre di più ciò per cui siamo portati, per tessere l'unica cosa che conta: realizzare la nostra Natura.

C'è una terra promessa che ci attende, un Itaca da raggiungere e non importa se incontreremo sconfitte, ciclopi che ci assalgono, demoni in agguato. Tocca a ciascuno di noi sapere che siamo esseriunici, come unico è il nostro volto. Il frutto da raccogliere è al di là dei ragionamenti degli altri, non somiglia e non può essere paragonato al cammino di nessun altro.

Il primo grande segreto è quello di non credere che qualcuno abbia qualcosa da insegnarci. Ognuno è maestro di se stesso, tanto più capace quanto più esce dal gregge, dalle sirene delle convenzioni sociali. Non possiamo e non dobbiamo avere maestri: dobbiamo ogni giorno imparare da noi stessi, con l'occhio lontano da ogni identità. Così come questi consigli, curati da Davide Mosca, sono semplicemente l'invito a cercare l'Universo dentro di noi, a uscire dai confini stretti dell'Io, per realizzare ciò che ciascuno di noi è. Come dice il Saggio Rabbino: "Se nell'universo ci fosse un altro come te, tanto varrebbe che tu non ci fossi". Invece ci siamo." Raffaele Morelli

AUTORE

Raffaele Morelli è medico, psichiatra e psicoterapeuta. Dirige da molti anni la rivista Riza Psicosomatica e i suoi studi e il suo lavoro psicoterapeutico si sono orientati nel campo delle malattie psicosomatiche. La sua ricerca è rivolta agli aspetti simbolici del corpo umano e della malattia. É il presidente dell’Istituto Riza (da cui nasce la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo psicosomatico, riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica il 24/10/94) e vice-presidente della SIMP (Società Italiana di Medicina Psicosomatica), si dedica alla formazione psicoterapeutica di medici e psicologi.

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