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Come Guarire Senza Farmaci (eBook)

Attiva le capacità di autoguarigione che appartengono a ognuno di noi

 

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  • Prezzo € 5,49
    Articolo non soggetto a sconti
  • Tipo: eBook - PDF
  • Anno: 2014
  • Protezione: Watermark (cosa significa?)
  • Formati disponibili: pdf, epub

  • eBook
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All'interno di ciascuno di noi agiscono potenti energie che sanno curarci più dei farmaci. Per guarire da molti disturbi è necessario prima di tutto far sì che queste forze interiori possano agire liberamente e ridarci salute e benessere.

"Che cosa bisogna fare quando ci si ammala? Nelle campagne pubblicitarie si legge spesso dell'importanza di lottare contro le malattie. La forza di volontà è davvero importante per guarire? È così facendo, sforzandoci, che attiviamo le nostre capacità di autoguarigione? Il cervello per secernere le sostanze contro i disagi, i dolori, ha bisogno che ci diciamo più volte "devo farcela"?

Lo strapotere del pensiero scientifico di questi anni ha fatto credere al mondo che le malattie vengono da alterazioni della materia vivente, mentre poca o scarsa importanza è data allo stato mentale delle persone che si ammalano. Se ci sono batteri ci vogliono gli antibiotici, se ci sono infiammazioni occorrono i preparati chimici adatti, e così via sino alla chirurgia. Tutto vero e spesso utile, ma la mente non conta?

Come esiste un effetto placebo, cioè un farmaco inerte che produce guarigioni, così esistono stati di coscienza che possono profondamente cambiare le relazioni tra le molecole, tra le cellule, tra i tessuti. A seconda di come guardiamo e vediamo il mondo, il nostro sistema immunitario può combattere e sconfiggere virus e batteri, oppure venirne travolto...

L'effetto placebo rivela che se una persona crede al medico che gli dà la pastiglia, arrivano effetti terapeutici, anche se il farmaco non ha nessun valore scientifico. A cosa dovremmo credere, quando ci ammaliamo?

Matilde (54 anni) è guarita da una grave forma di artrite reumatoide semplicemente affidandosi alle immagini di lei che danzava come una ballerina e muoveva le mani bloccate dalla malattia come se fossero "carezze al mio volto, alla bambina che adorava tanto giocare con la creta". Immaginare, impastare e "perdersi dentro queste azioni, come se fossi in balia del vento e del mare", sono stati i suoi salvatori. Più che fare degli sforzi, conta uscire dal pensiero. E poi bisogna immaginare e fare cose concrete, con la mente completamente vuota, come se giocassimo incantati. Cose concrete, che magari non facciamo da anni, oppure completamente nuove.

Giuseppe (40 anni) fantasticava di essere un sarto e si è messo a tagliare e ritagliare figurini. "Una cosa che mi eccitava talmente che, mentre ero in convalescenza, ci passavo le giornate e non pensavo più al tumore appena operato". Ha fatto tutte le terapie consigliate dai medici, ma ci ha messo del suo: la fantasia concreta. La ripresa è stata sbalorditiva: in poco tempo ha ripreso la piena attività lavorativa, lasciando sconvolti i medici che lo avevano in cura.

Quando stiamo male è fondamentale aprire le porte alle immagini: sono il farmaco per uscire dal circuito di pensieri tutti centrati sul disturbo. Niente domande: ce la farò? Ma distrarsi con le immagini e con le azioni concrete. È utile tutto ciò che ci distoglie dal pensare alla malattia. Lo stesso vale quando ci arriva, come un fulmine a ciel sereno, una diagnosi che ci spaventa.

Le aree del cervello dell'autoguarigione funzionano molto meglio se non pensiamo troppo alla nostra malattia. Hanno bisogno di un bagno rigenerante nell'immaginario, nella fantasia, nell'avventura di essere un nuovo personaggio. La mente libera che fantastica è anche un modo per trovare il medico giusto, su misura per noi. Bisogna fidarsi del nostro cervello: sa più cose di noi...

Le aree antiche del cervello, dove si compie il misterioso salto dalla mente al corpo, vengono attivate soprattutto dalle Immagini. In queste aree ci sono le funzioni autoguaritrici. La forza dell'autoguarigione è dello stesso campo di quella della provvidenza. Che cos'è la provvidenza? L'attivare dentro di noi l'immagine di una "forza misteriosa" che si prende cura di noi.

Gli antichi Greci la chiamavano Atena, perché avevano scoperto che in certi stati mentali ci succedono cose che ci curano, ci aiutano, ci guariscono e ci fanno trovare la persona giusta per aiutarci. Non è un atto di forza, né di coraggio o volontà, ma semplicemente l'affidarsi all'ignoto che ci abita e che ci protegge." Raffaele Morelli

AUTORE

L'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica è stato fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, e ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura.

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