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Considerazioni e Pensieri (eBook)

 

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L'autore di questo libro, che è una raccolta di aforismi, pensieri e sentenze, nacque a Calcutta nel 1872. Il padre e la madre erano bengalesi.

In luogo di approfondirsi nella cultura del suo paese, egli si recò in Inghilterra, col fermo proposito di rendersi conto di quello che era la cultura occidentale: fece i suoi studi a Londra dal 1879 al 1893, dopo di aver completamente abbandonato la cultura del suo paese, con la quale, durante quel tempo, non ebbe più alcun contatto. Egli studiò profondamente la storia, la letteratura e tutto ciò che forma la cultura dell'Europa.

Assai gli giovò la conoscenza delle lingue, che egli possiede perfetta. Conosce a fondo le lingue classiche e parla e scrive perfettamente l'italiano e il tedesco. Non parliamo dell'inglese, che egli parla e scrive come i migliori autori. Egli infatti scrisse in inglese la maggior parte della sua opera filosofica.

Questa perfetta conoscenza della civiltà occidentale, gli permette, oltreché di comprendere il nostro modo di intendere e di capire, di rivelare a noi, che ne siamo così lontani, l'essenza delle dottrine orientali, di adeguarne la loro esposizione alla nostra mentalità e di permetterci così di penetrare nei segreti di una scienza ancora tanto imperfettamente conosciuta fra noi.

Egli apprezza la civiltà occidentale e la stima un complemento ed un contributo al progresso universale.

Come aveva fatto per la cultura occidentale, tornato in patria, dopo di aver occupato alcune cariche nell' amministrazione dello Stato, si diede con tutte le sue forze, allo studio della cultura indiana, delle varie lingue del paese e particolarmente della sua filosofia. È naturale che, acquistata questa padronanza della lingua e della letteratura, si sia accinto all' interpretazione dei grandi classici indiani: i Veda, le Upanishad e la Bhagavad-Gíta, interpretazione che ormai è universalmente accettata dagli studiosi.

Già fin dal 1902 si era occupato di politica, nella quale esercitava una non trascurabile influenza: finalmente nel 1906 vi entrò a vele spiegate e fu uno dei grandi capi del movimento nazionalista. La sua influenza nello sviluppo del pensiero indiano fu veramente enorme e si manifestò particolarmente per mezzo di alcuni periodici che, a diverse riprese, pubblicò.

La sua attività politica gli procurò parecchi arresti ed un anno di prigione.

Nel 1910, si ritirò a Ponclichéry, nell'India francese, dove è rimasto ininterrottamente. Cessò quindi completamente ogni sua attività politica e rinunciò alle cariche che insistentemente gli venivano offerte, per consacrarsi esclusivamente alla sua vita spirituale.

L'operetta: "Considerazioni e pensieri" dà, in poche pagine ed in forma concisa e penetrante, le idee fondamentali ed essenziali della filosofia dell'Autore. Queste idee hanno un maggior sviluppo nelle sue opere consecutive.

Come dice egregiamente Giovanni Herbert, il lettore che considererà questi aforismi con spirito critico, vi troverà un potente stimolo, un nutrimento ricco e sano, una ginnastica salutare, un profitto considerevole, mentre colui che vorrà estrarne tutto il succo, dovrà meditarli nel silenzio, con tutto il suo essere e non soltanto con le sue facoltà intellettuali.

Infatti, l'autore non attribuisce maggior importanza o non si riferisce essenzialmente all'elemento puramente intellettuale. Egli si rivolge agli strati più profondi del nostro essere.

AUTORE

Sri Aurobindo, uno tra i più importanti filosofi e maestri spirituali dell'India moderna. Nasce il 15 agosto 1872 a Calcutta, studia in Inghilterra dall'età di sette anni, dove fu educato essenzialmente da insegnanti occidentali.
Torna in India nel 1892 alla morte di suo padre. Impara il sanscrito per poter comprendere i testi sacri indiani e si dedica quindi allo yoga secondo i suoi principi, facendo cinque, sei ore al giorno di esercizi di respirazione e concentrazione. In questo periodo incontra anche dei maestri che gli insegnano la meditazione.
Tutta la vita successiva di Aurobindo fu dedicata ad applicare la conoscenza spirituale alla vita concreta e a quella psicofisica, per arrivare a trasformare la vita stessa e la realtà esteriore. Questa energia di Verità e Coscienza che Sri Aurobindo chiama "sopramentale" è la sola energia che può produrre una trasformazione dinamica davvero integrale e irreversibile della materia.
All'età di 29 anni Sri Aurobindo si sposa, ma sua moglie non saprà seguirlo nel suo cammino. Nel 1906 si trasferisce a Calcutta, nel cuore dell'agitazione politica, viene arrestato nel 1908, rimane in carcere per un anno, dove approfondisce ancora di più la meditazione.
Nel 1926, con l'aiuto di una collaboratrice spirituale, la Madre, fonda lo Sri Aurobindo Ashram. Sri Aurobindo lascia il corpo il 5 Dicembre 1950.
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