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La Luna Crescente (eBook)

 

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Nell'autunno del 1913 il primo premio Nobel per la letteratura fu aggiudicato al grande poeta del Bengala, e ai più sembrò che l'Europa, col giudizio di Stoccolma, pronunziasse un elogio imparziale, generoso, d'un'arte esotica e peregrina, d'una civiltà diversa dalla nostra, di tutto un mondo di idee, di sentimenti lontano ed estraneo a noi.

Poco mancò che in Tagore altri vedesse esaltati, magnificati e  premiati i vati vedici, i mistici autori delle Upanisad, Vâlmîki e Kâlidâsa. L'Europa si inchinava dunque dinanzi a Brahma e a Buddha, dinanzi ai miti innumerevoli conservati nell'epico racconto delle gesta dei Bharatidi e di Rama, dinanzi al magistero descrittivo con cui Kâlidâsae Bartrhari fanno rivivere nelle loro strofe le meraviglie di un clima lussureggiante e tropicale. Ma forsel'Europa premiando il Tagore non fece altro che lodare se stessa, la propria religione, i propri costumi, le proprie aspirazioni....

Tagore è un orientale di nascita, ma un occidentale, un anglo-sassone in tutto il restò. Egli ha lasciato impallidire gli dei, le saghe del suo paese, le millenarie dottrine additanti la via della rinunzia ed è diventato il più cospicuo esempio dell'uomo moderno indiano, sedotto dal bagliore della civiltà occidentale, capace di assimilarsela, di trarre anzi da essa tanto profitto che il maestro infine minaccia d'esser superato dal discepolo.

AUTORE

Radindranath Tagore nasce a Jorasanko (Calcutta) il 6 maggio 1861 da una famiglia dell’alta aristocrazia del Bengala. A diciassette anni compie il suo primo viaggio in Europa. Quando torna si fa conoscere come poeta, pubblicando due raccolte di versi. Nel 1883 sposa la giovanissima Mrinalini Debi, con la quale un anno dopo si ritira a Ghazipur dove si dedica a nuovi drammi e saggi letterari. Nel 1890 è di nuovo in Europa: visita l’Italia, la Francia e ancora l’Inghilterra. Al suo ritorno s’impegna nell’attività politica con il movimento nazionale del Bengala, e poi soprattutto in quella educativa, fondando una scuola sperimentale a Santiniketan. Il campo dei suoi interessi è vastissimo: è musicista (scrive lui stesso la musica delle sue poesie), pensatore, drammaturgo, narratore (più avanti negli anni si avvicinerà anche alla pittura). Gli anni tra il 1907 e il 1913 sono decisivi per Tagore. Lavora alle poesie che comporranno la raccolta Gitanjali (1912, Canti d’offerta) e che, tradotte in inglese – Tagore pur scrivendo in bengali traduce quasi tutta la sua produzione – gli varranno il Premio Nobel nel 1913. Nel 1915 incontra per la prima volta Gandhi col quale, nonostante le divergenze politiche, stringe un’amicizia profonda e duratura. Il suo impegno culturale e pedagogico, frattanto, s’intensifica: nel 1921 fonda l’università internazionale di Vishva Bharati e, spinto dall’esigenza di un incontro tra cultura orientale e occidentale, intraprende viaggi in tutto il mondo. Negli ultimi anni della sua vita, colpito da una grave malattia, si ritira a Santiniketan, dove si dedica totalmente all’attività letteraria. La produzione di questo periodo è vastissima, e comprende, oltre a numerose raccolte poetiche, drammi, novelle, riflessioni, aforismi e saggi di critica letteraria. Si spegne nella sua casa natale di Jorasanko il 7 agosto 1941.

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