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Formula Caisse Pura

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Formula Caisse Pura

Con piante provenienti dal Canada

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La Formula Caisse Pura è definitiva, trova origine dalla tradizione degli indiani Ojibwa, composta da 7 erbe provenienti dal Canada: Bardana. Rabarbaro. Olmo rosso. Acetosella. Trifoglio.... continua

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Descrizione

La Formula Caisse Pura è definitiva, trova origine dalla tradizione degli indiani Ojibwa, composta da 7 erbe provenienti dal Canada:

  • Bardana.
  • Rabarbaro.
  • Olmo rosso.
  • Acetosella.
  • Trifoglio.
  • Frassino spinoso.
  • Piantaggine.

Tutte le erbe sono organiche e le cortecce vengono raccolte in natura. L’origine canadese delle erbe è importante perché conferisce al prodotto una potenza maggiore rispetto a quella che si sarebbe ottenuta da medesime piante europee.

1. Radice di Bardana:
Nella medicina tradizionale questa pianta viene utilizzata per il trattamento di psoriasi, dermatiti e seborrea del cuoi capelluto, ma alla Bardana va riconosciuta soprattutto la sua attività come ottimo stimolante del sistema immunitario, come epatoprotettivo e come tonico renale e polmonare. Agisce anche come un purificatore ematico con una marcata attività detossinante. Azione antibatterica e antimicotica. Eccellente rimedio per il trattamento delle più comuni affezioni cutanee.  

  • Antibatteriche.
  • Diuretiche.
  • Depurative.
  • Ipoglicemizzanti (inulina).
  • Eudermiche.
  • Antiacneiche e antiseborroiche,
  • Antisettiche.
  • Antinfiammatorie.
  • Cicatrizzanti.
  • Antiossidanti.

2. Corteccia di Olmo Rosso:
Fin dall'antichità all'Olmo Rosso sono state attribuite proprietà depurative, astringenti, sudorifere, disinfiammanti delle mucose e, in particolare proprietà cicatrizzanti. La mucillaggine della corteccia è un ottimo rimedio per l’artrosi mediante all’attività decongestionante delle articolazioni. Le stesse mucillagini sono in grado di aderire alle pareti intestinali rivestendole con un film protettivo, capace anche di rigenerare le stesse tratto gastro-intestinale. Ha potere espettorante e detossinante. Un utilizzo secondario è quello riguardante il trattamento di faringiti e problematiche respiratorie. Grazie al contenuto di inulina è un valido coadiuvante per fegato, milza e pancreas.

3. Acetosa:
Anche questa pianta possiede un forte potere diuretico, depurativo e purificatore del sangue. L’Acetosa sostiene l’attività epatica e intestinale prevenendo la distruzione dei globuli rossi. Nella medicina tradizionale l’Acetosa viene utilizzata come rimedio per le problematiche respiratorie (come ad esempio tosse secca, riniti allergiche, laringiti acute, tracheiti) per le sue caratteristiche antibatteriche e antinfiammatorie e per essere una ricca fonte vitamina G La clorofilla in essa contenuta apporta ossigeno alle cellule rinforzando le pareti dei vasi sanguigni e ripulendoli contemporaneamente da eventuali depositi.

4. Radice di Rabarbaro:
Questa viene utilizzata soprattutto per le proprietà lassative. Inoltre stimola il colon e sostiene il flusso della bile, con una funzione riequilibrante per stomaco e fegato. Trova inoltre impego per le funzioni digestive, epatoprotettive e nel trattamento di ulcere.
Proprio per la presenza di polifenoli nel trattamento della stipsi questa pianta è tra le più tollerate dall’organismo. Infatti riducendo l’assorbimenti dei liquidi, aumenta il volume fecale che a sua volta favorisce la peristalsi intestinale contrastando efficacemente gli stadi di stitichezza.

5. Trifoglio:
Il trifoglio è tra i più potenti fitoestrogeni in natura, oltre ad essere un'importante fonte ricca di calcio, magnesio, niacina, fosforo, potassio, silicio, cromo, tiamina e vitamine A B-12, E, K e G il cui insieme aiuta il mantenimento dell’equilibrio ormonale. Per le sua capacità attenua i sintomi della sindrome mestruale e premestruale e incrementa la mineralizzazione ossea (contrastando l’insorgere di osteoporosi). Regolatore del colesterolo, abbassando LDL e migliorando il livello del colesterolo buono (HDL). Migliora la
circolazione sanguigna mantenendo il sangue fluido e pulito. Con una marcata azione antiossidante, contrasta efficacemente i radicali liberi. Ottimo rimedio per i disturbi della menopausa (come vampate e sbalzi d’umore).

6. Piantaggine:
Le principali proprietà che impattano soprattutto con il benessere delle vie respiratorie: antinfiammatorie, antibatteriche, espettoranti e antitussive. Largo utilizzo nel trattamento delle malattie da raffreddamento, nei casi di tosse, bronchiti e nelle infiammazioni della faringe. Sempre grazie a baicaleina e aucubina e alle proprietà emollienti delle mucillagini questa pianta riesce ad agire con efficacia in caso di infiammazioni della pelle (anche in casi di acne e foruncoli) e delle mucose del cavo orofaringeo. trova impiego nel trattamento di disturbi epatici, crampi allo stomaco, cistiti e diarrea e cistiti. Agisce indirettamente su circolazione linfatica e sanguigna, sistema osseo-muscolare e genitale, per la sua attività a livello tiroideo e paratiroideo.

Senso di benessere diffuso, principali caratteristiche sono:

  • Disintossicante.
  • Sedativo Naturale.
  • Agisce contro i dolori.
  • Digestivo.
  • Drenante dei liquidi corporei.
  • Efficace nei casi di insonnia.
  • Aiuta nei casi di stipsi.
  • Sostiene l'attività epatica.
  • Regolarizza il transito intestinale.

Modo d'uso:
2 capsule al mattino a digiuno e 2 alla sera prima di coricarsi da ingerire con un bicchiere d’acqua.

Ingredienti:
Arctium lappa, Ulmus Fulva, Rumex Acetosella, Rheum Palmatum, Trifolium Pratensis, Paltago Major, Xanthoxilum Fraxineum.

Dettagli Prodotto

Produttore Aessere
Formato Prodotto - 220 capsule da 680 mg
EAN13 8002461641961
Lo trovi in: Integratori

Approfondimenti

Cenni storici:

La storia del prodotto inizia nel 1922 nella regione canadese dell'Ontario, dove René Caisse prestava lavoro come infermiera in un ospedale dove un giorno incontrò una signora che le raccontò come molti anni prima un indiano Ojibwa la curò da un tumore al seno con una tisana. Incuriosita dalla storia volle riproporre questa cura alla propria zia malata terminale di cancro, che ebbe una guarigione tanto straordinaria che il proprio medico iniziò a sperimentare la cura su diversi altri pazienti, riscontrando successi ricorrenti.

Dopo vicende alterne con il ministero della salute le venne permesso di somministrare la cura a malati di cancro e comunque René Caisse non chiese mai alcun compenso per la sua cura (la stessa madre fu curata col suo rimedio per un tumore al fegato definito inoperabile).

Il clamore suscitato dalle guarigioni arrivò fino negli Stati Uniti dove diversi medici chiesero di poter sperimentare in laboratorio la cura dietro lauti compensi ma René Caisse rifiutò sempre per stare accanto ai propri malati in Canada.

Nel 1939 fu avviata un’inchiesta attraverso il Parlamento per screditare i risultati della cura René Caisse sebbene centinaia di pazienti e molti medici si proposero come testimoni viventi. Alla fine si dichiarò che il rimedio non poteva essere definito una cura contro il cancro e che se la signora Caisse non avesse svelato la formula la clinica dove operava avrebbe dovuto chiudere i battenti. Cosa che di fatto avvenne qualche anno dopo nel 1942 e René Caisse fu costretta a trasferirsi.

Nel 1959 i riflettori tornarono ad essere puntati su René Caisse dopo che un importante giornale americano rispolverò la storia. Fu così che ildoti. Brush (uno dei medici più blasonati degli Stati Uniti) chiese di poter avviare con la stessa Caisse - oramai settantenne - la sperimentazione della cura anche senza svelare la formula. René Caisse accettò di collaborare a distanza e fu così che alla soglia dei 90 anni René Caisse tornò prepotente- mente alla ribalta quanto nel 1977 il periodico “Homemakers” pubblicò la storia del rimedio canadese della stessa Caisse.

Nello stesso anno un’azienda farmaceutica (Resperin) che si impegnò ad aprire 5 cliniche per curare gli indigenti ricevette da René Caisse la formula, per la qual cosa la signora avrebbe ricevuto anche un compenso pari al 2% dei ricavi, a fronte della fornitura delle erbe.

Resperin cambiò in seguito gli accordi affiancando alla cura Caisse i rimendi classici come Chemioterapia e radioterapia. René Caisse morì l'anno successivo.

Nel 1984 Eiaine Alexander - giornalista radiofonica - chiese al dottor Brush un’intervista riguardante la storia di René Caisse: la reazione del pubblico fu tale che negli anni furono messi in onda ben 7 trasmissioni televisive sul rimedio Caisse, dove di dichiarava apertamente che tale rimedio fosse efficace contro il cancro. La giornalista pressata costantemente da pubblico e malati decise assieme al dottor Brush di proporre il rimedio Caisse non più come "cura”, ma come semplice tisana senza attribuirle caratteristiche anti tumorali o curative specifiche, distribuendola in erboriste­ria (negozi della salute). Questo progetto decollò dopo 6 anni nel 1992 prima in Canada e poi negli Stati Uniti e 3 anni più tardi in Europa.

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