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Acque Profonde

Abbracciare la vita

 

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  • Prezzo € 16,00
    Articolo non soggetto a sconti per volontà dell'editore
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 258
  • Formato: 14x21
  • Anno: 2009

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Un libro che conforta e fa espandere l'anima, immiserita dalle meschinità quotidiane della vita in una società aggressiva, competitiva e futile, confusa da una cultura fatta di menzogne e di omissioni. Ci ricorda qualcosa che sappiamo e che giace in quelle acque profonde: la grandezza e la bellezza immutabile della natura. Ci ricorda il nostro farne parte nella vita e nella morte, anche noi magici e materiali, sacri e profani come ogni cosa nell'universo e su questa terra.

Acque profonde è un libro che parla di giornate in campagna, scandite dal tempo vero, quello delle stagioni, quello circolare, che non fugge ma passa e poi ritorna. Parla della bellezza della natura e della vita e del legame profondo che unisce tutti gli esseri viventi. Il luogo delle acque profonde è anche l'utero della terra, la porta comunicante tra ragione e istinto, coscienza e inconscio, rito e vita quotidiana, mito e attualità, magia e ragione.

Questa porta comunicante è stata chiusa e sprangata dalla civiltà industriale, cancellando i riti, negando la sacralità della vita, la magia della natura. La civiltà del dominio ha rinnegato la Madre e, di conseguenza, ha isolato l'essere umano, rendendolo fragile, solo, nevrotico. Impaurito e incattivito.

Ma nel libro di Etain Addey esseri umani, animali e piante cantano in coro; l'oscurità e la luce si tengono per mano. "Le pecore vengono... con la lana bagnata di rugiada e cosparsa di fiori gialli e profumati...", Etain racconta la bellezza magica e sublime sia del vivente che anche della materia inerte, una bellezza che riesce a vedere solo chi è anfibio nell'anima e tiene aperta la porta dei sogni e del sacro. 

AUTORE

Etain Addey si racconta: sono venuta in Italia a vent'anni dalla nativa Inghilterra, alla ricerca di un qualcosa all'epoca non meglio precisato. Ho lavorato per dieci anni a Roma in una multinazionale farmaceutica come segretaria della direzione, diventando sempre più scandalizzata dalla mancanza di etica a cui spesso assistevo. A venticinque anni ho iniziato a girare l'Umbria in cerca di un posto dove poter vivere e alla fine ho trovato, sulle colline di Gubbio, un piccolo podere con un rudere come casa. Ho lasciato il lavoro e la città e mi sono trasferita lì. La bellezza del luogo e la gioia di questa vita hanno ripagato tutto: l'iniziale ignoranza dei mestieri, la perdita della casa e la vita da sfollati dopo il terremoto, la costruzione della casa di legno, il freddo e il caldo, gli errori da contadina principiante commessi... Insieme al mio compagno Martino ho tirato su tre figli con il lavoro della terra, lasciandoli liberi di studiare sul posto. Insieme abbiamo fatto del nostro meglio per diventare indigeni del luogo che ora chiamiamo casa. Siamo soci fondatori del gruppo Sentiero Bioregionale e del mercatino locale. Sono autrice di due volumi - Una gioia silenziosa e Acque profonde - in cui racconto la vita nel e del mio luogo.

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