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Aldilà

Dedicato a chi resta

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 257
  • Formato: 15 x 21
  • Anno: 2015

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Un testo scritto per tutti coloro che hanno subito la perdita di una persona Cara. E per tutti coloro che desiderano risposte agli interrogativi della Vita, primo fra tutti cosa c’è dopo la Morte.

Un viaggio nella nostra Coscienza Spirituale guidato dalle parole dell’Oltre con l’intento di aiutarci a metabolizzare il dramma della perdita, della Morte, con la consapevolezza che chi ha lasciato questa dimensione, vive in Mondi di Luce e migliori. Un viaggio ricco di insegnamenti e con una precisa Istruzione Spirituale riguardo la nostra capacità di vivere, nel modo migliore la Vita sulla Terra. Un libro che raccoglie differenti messaggi provenienti dal Mondo dello Spirito, che diventano insegnamenti di Vita per tutti coloro che sono rimasti nella densità della materia.

Un libro che parte dalla consapevolezza del dolore, per giungere alla coscienza della continuità della Vita, e che desidera portare la concreta speranza dell’esistenza della Vita oltre la Vita.

Una raccolta intensa di messaggi canalizzati che guidano il lettore attraverso la consapevolezza della propria natura Spirituale, con rivelazioni precise su questa natura, e che spaziano dalle modalità con cui il Mondo dell’Oltre comunica con noi sopravvissuti ad un dolore, fino a vere e proprie istruzioni per un vivere più consapevole.

Non mancano gli insegnamenti relativi a come affrontare il Passaggio di una persona a noi vicino e sul come prepararsi spiritualmente a quello che sarà l’avvenimento più sacro ed importante della nostra vita: la Morte.

INDICE

Ringraziamenti

Prefazione

  1. La Medianità, lo strumento dell’Oltre
  2. La Vita
  3. La Morte
  4. Prepararsi a morire: andare e lasciare
  5. Insegnamenti
  6. Conclusioni: una fine che è inizio

Appendice

APPROFONDIMENTI

Dalla Prefazione:

"Sono una sopravvissuta.

Non faccio parte del gruppo di persone che sono sopravvissute all’impatto del volo Oceanie 815 della straordinaria serie televisiva LOST, anche se mi sarebbe piaciuto moltissimo trovarmi nell'isola...

Sono una sopravvissuta alla devastazione della Morte, il mio spirito ha attraversato e attraversa le terre del dolore, quel dolore che arriva spesso improvviso, quell’unico dolore che non riesci sempre a sconfiggere, quel dolore che si annida dentro nel momento in cui la persona a te vicino, quella che ami, che fa parte di te, chiude il suo ciclo di Vita e ti lascia, ti lascia paurosamente solo...

La terra del dolore è vasta, inerme inizi ad attraversarla, dopo esserne stato per anni ai margini...

Sapevi che esisteva, ma nel momento in cui i cancelli si sono aperti, ti sei reso conto che non conoscevi nulla di questa terra arida che pone i suoi confini intorno a te stesso... prima o poi sei costretto a varcare quel confine, quel cancello, e devastato ti ritrovi dentro, dentro il dolore, dentro il silenzio del dolore, dentro l’assordante rumore del dolore, dentro il suo respiro.

E ti accorgi che il respiro avvolge il tuo, senti che questo dolore urla dentro te, corrode il tuo spirito, si annida nel corpo...

Non esiste nulla che possa fermare questo artiglio che ti ha penetrato.

Sei solo inerme, tutto ti travolge, i pensieri non hanno più una logica sequenza, tutto quello che prima hai svolto, studiato, vissuto, compreso, non ha più senso, non ha più ordine, logicità, futuro...

Quando chi ami affronta la Morte, se ne va, abbandona il calore della Vita, tu rimani nudo, disarmato, indifeso, impotente, lacerato, diventi il burattino di te stesso, le cui fila, comprendi, sono tirate da qualcun altro...

Non esiste tempo, spazio, medicina, parola, sguardo, gesto, bussola, progetto, che possa scardinare lo stato in cui ti ritrovi a seguito dell’assenza improvvisa di chi ami...

Sei un esiliato nella tua stessa Vita, le persone ruotano intorno a te pensando di comprendere, ma quando si rendono conto che è impossibile capire, in taluni casi si allontanano, in altri rimangono attoniti in silenzio, altre volte cercano di risollevarti, ma alla fine solo tu sai che l’altro non potrà mai arrivare alle radici di te stesso ed aiutarti, poiché il te stesso che sei diventato, a seguito della Morte di una persona cara, non lo conosci neanche tu.

Così sei costretto ad apprendere chi sei veramente, a scoprire quella zona buia che è insita in te, che era rimasta sempre marginale alla tua esistenza, ti ritrovi nel buio spesso infinito dell’abisso umano, che solo il dolore ti fa conoscere. E nel quale, ti rendi conto, non esiste bussola che ti indichi la strada per uscirne.

Scopri la tua fragilità, l’impotenza (quante volte ci siamo sentiti supereroi invece...), scopri che esiste qualcosa che la tua mente razionale non può controllare, scopri la materia oscura invisibile del tuo universo interiore.

Scopri tanti te stesso.

E ti trovi ad un grande bivio: morire o vivere.

Il desiderio di seguire chi non c’è più si impossessa di te, vedi la Morte come la tua soluzione, ho conosciuto genitori che non hanno retto alla partenza per la casa del Padre del proprio figlio/a e si sono tolti la Vita, ho conosciuto persone che si sono lentamente suicidate, giorno dopo giorno, perché dentro non hanno trovato quella forza che permetteva loro di combattere e vivere.

Ogni giorno che trascorre senza chi ami, lo vivi morendo.

Anche la persona più miscredente anela alla Morte, la chiede a quell’Oltre di cui mai gli è importato, la supplica. Perché non si riesce a vivere senza il sorriso, senza il volto, l’abbraccio, la voce, il respiro di chi ti ha lasciato nella terra del dolore.

In quel momento comprendi che la Vita ha il rovescio della medaglia e che quello che devi imparare alla fine è il dolore.

Ad ogni azione positiva se ne contrappone una negativa, la dualità in cui siamo immersi si fa sempre più chiara e pressante.

Comprendi che sei fatto di spazio e tempo, di gioia e dolore, di odio e amore, di Vita e di Morte.

Sei diviso in due, spezzato in questo cerchio della Vita che si ripercuote su ogni singolo giorno in cui respiri.

In questo dolore navighi, ricercando spasmodicamente una zattera a cui aggrapparti.

E quando la trovi, ti guardi, cominci a risentire il tuo corpo, ti tocchi l’anima, pensi, ti relazioni con ciò che è nuovo, e allora ti rendi conto che sei un sopravvissuto.

E te ne chiedi il motivo.

Ed ecco il bivio: vivere o morire.

Chi sopravvive non sempre sa cosa scegliere.

Noi siamo coloro che sono rimasti, attraccati a questa Vita, e come sopravvissuti abbiamo il dovere di comprendere la devastazione, e di uscirne, e soprattutto di rendere ciò che resta della nostra esistenza, del nostro passaggio, qualcosa di straordinario.

Per la memoria di chi ci ha preceduto a Casa.

Ecco che nel nostro sopravvivere cerchiamo quel qualcosa che ci ridia la speranza, la speranza di credere che oltre la Morte c’è qualcosa, c’è di più.

La speranza che la Vita abbia continuità, che ciò che stai attraversando un giorno finisca, e che ci sia un altro cancello che si apra sulla consapevolezza che chi ti ha lasciato sia effettivamente sopravvissuto ma in un Mondo migliore.

Ecco allora che nella tua immensa solitudine, senti un suono, e quel suono ti sconvolge. Ma come un sonar, uno scandaglio, qualcuno decide di seguirlo. Ti aggrappi a quel suono che non avevi sentito prima, e se lo avevi fatto, l’attenzione non era durata a lungo.

Nell’oceano in cui ti trovi a condurre la zattera a cui ti sei aggrappato, il battito del tuo cuore diventa il tuo sonar...

E se cominci a seguire il cuore, cominci a seguire la Vita.

Ti rendi conto allora che tu sei un sopravvissuto, ed il tuo cuore ti insegna la verità più grande, straordinaria, reale che esista: anche chi se ne è andato è un sopravvissuto.

E la sua presenza invisibile certifica la sua esistenza.

Il cuore conosce ogni cosa, anche quella che credevi di non sapere.

Il cuore sa che la Vita continua, e questa consapevolezza non deriva da un atto di fede che ti è stato insegnato da bambino, a volte in modo ripetitivo ed automatico, ma è una consapevolezza profonda, radicata dentro te, la tua ancora di salvataggio.

Non c’è religione che ti può condurre sulla strada del cuore, è una strada che scopri da solo, e che una volta intrapresa rivela verità antiche più dell’Universo fisico, il tuo bagaglio personale, quello con cui hai deciso di affrontare la Vita nella materia.

Nel dolore scopri il tuo spirito.

E nel tuo spirito scopri l’infinito.

Quel sordo battito diventa la Luce con cui affronti la Vita di sopravvissuto.

Con cui ti relazioni nella condizione di colui che resta.

Il Mondo Spirituale ci ha dettato parole di grande intensità in relazione al battito del nostro cuore..."

Barbara Amadori

AUTORE

Barbara Amadori, Channeller e master Reiki, da oltre 30 anni si dedica al mondo delle Dimensioni Sottili che permeano l’esistenza di ciascuno di noi. Attualmente studia Teologia. Relatrice presso Associazioni ed Accademie italiane, nonché a Convegni internazionali, docente di tecniche evolutive, ha fondato e presiede la scuola di Medianità italiana “Accademia Antroposofica Luciano Amadori”. Membro associato della Society for Psychical Research di Londra e dello SNUI di Stansted (Londra).

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 22 dicembre 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

complimenti Barbara sei sempre molto chiara ee esaustiva consiglio questo libro perchè ci dona una nuova serenita sull'argomento morte di cui poco conosciamo

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Scritto da: - 5 ottobre 2015

Cosa c'è dopo la morte ; un passaggio d'affrontare questo si compone attraverso i passi della nostra vita ,lo possiamo trovare piccolo ed insignificante oppure un mare con gorghi d'affrontare ,la comprensione nel significato di una semplice parola di quattro lettere

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Scritto da: - 10 settembre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

non posso che spendere parole di elogio per Barbara Amadori...ho letto il libro in un giorno! ho dedicato la giornata a leggere il libro, messaggi di grande valore spirituale, insegnamenti impartiti dagli esseri di luce e messaggi di speranza per chi sta vivendo il dolore del lutto..consiglio anche tutti gli atri libri di Barbara.

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