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Appunti dal Laboratorio di Mère

 
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Un'affascinante introduzione all'Agenda di Mère, ma anche un utilissimo strumento per chi vuole ricapitolarne il vasto itinerario.

L'Agenda di Mère è un'opera in 13 volumi, ora tutti tradotti in italiano per queste Edizioni. In circa 6000 pagine sono state trascritte da Saprem le conversazioni che Mère ha avuto con lui dal 1950 fino agli ultimi mesi della sua vita, nel 1973. Mère racconta con parole semplici esperienze a volte ardue da comunicare ("ci vorrebbe un altro linguaggio", diceva sempre), il suo quotidiano itinerario all'interno di una coscienza cellulare da "convertire" per aprire la porta all'emergere di un'altra specie.

L'essenza di questo yoga cellulare, iniziato da Sri Aurobindo e portato da Mère alle sue estreme conseguenze, è qui condensata in frasi chiave raccolte in ordine cronologico lungo gli ultimi 23 anni di Mère, periodo conclusivo di una ricerca a tentoni, ricca di scoperte incredibili e di inattese virate. Gli appunti dal laboratorio di Mère condensano l'essenza di questo itinerario, e costituiscono una mappa per orientarsi nel zigzagante cammino tra i picchi e gli abissi in cui Mère s'inoltra.

Un libro che può essere letto come resoconto di un'impresa che anticipa risposte e scoperte della fisica e della biologia più recenti. Non solo: ma ciascuno potrà leggerlo come il tracciato di una nuova geografia umana da esplorare in prima persona.

AUTORE

Satprem, bretone di origine, è nato a Parigi il 30 Ottobre 1923.
A 18 anni fa parte della Resistenza contro i nazisti. Un giorno si accorge che nel suo gruppo c'è una spia: «Allora mi sono messo in moto per avvertire i compagni. Il primo da cui sono andato era il traditore. Appena sono uscito da casa sua è arrivata a tutta velocità un'auto della Kriminal Polizei e ne sono balzati fuori due uomini con la rivoltella in pugno...».
Un anno e mezzo nei lager nazisti: «Che cosa resta di un uomo quando non c'è più niente?». Incalzato da questa domanda, con la sete di spazio che gli ha lasciato nel suo cuore la sua infanzia sulle coste della Bretagna, Satprem girerà il mondo alla ricerca di "che cos'è DAVVERO un uomo". Dopo una breve parentesi come funzionario governativo nell'allora colonia di Pondichéry, dove incontra Sri Aurobindo e Mère, Satprem - sarà Mère a chiamarlo così: "uno che ama davvero" - si butta in una serie di esperienze estreme: in Nepal a fumare l'oppio, a cercare l'oro nella foresta amazzonica, in Brasile nelle miniere di mica, nell'Africa Nera...
Nel 1954 torna a Pondichéry: «Mère mi ha fatto capire che c'era un'altra avventura...». Satprem scoprirà a poco a poco la fantastica avventura che Mère sta vivendo e che un giorno comincerà, fisicamente, anche per lui.

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