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Arcangeli in Concilio

Dramma storico in otto quadri su Federico II di Svevia

 

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Arcangeli in concilio è il testamento spirituale di Guenther Wachsmuth (1893-1963), lo scienziato delle "forze plasmatrici eteriche" che presiedono ai processi della vita sulla terra. Con i suoi lavori sull'argomento egli riuscì a richiamare l'attenzione di una parte del mondo scientifico, ma non limitò ad essi la sua produzione letteraria.

Una grande versatilità d'animo e di mente lo portò a coltivare interessi storici e artistici, e a cimentarsi con successo nella stesura di alcuni drammi, di cui Arcangeli in concilio è il più riuscito: con un mirabile accordo tra ispirazione lirica e realismo storico, esso mette in luce il retroscena spirituale della vicenda di Federico II di Svevia, l'mperatore che stupì il mondo, lasciandone intravedere i nessi con il tempo presente.

Una biografia dell'autore precede il dramma, illustrandone la genesi.

AUTORE

Guenther Wachsmuth nasce il 4 ottobre 1893 a Dresda, in Germania. Nel 1919 si reca col fratello a Dornach per un primo colloquio con Steiner e il 26 settembre del 1920 partecipa alla cerimonia di inaugurazione dei primi corsi della “Libera Università di Scienza dello Spirito” presso il Gotheanum di Dornach, dove decide di trasferirsi, scelto come collaboratore. In seguito incontra e diviene amico di Ehrenfried Pfeiffer dedicandosi con lui alle scienze naturali e fondando un laboratorio di ricerca all’interno del Gotheanum. Ai due viene affidato il compito da Rudolf Steiner di una moderna scienza del vivente e quindi dell’elaborazione di una “teoria sistemica delle forze plasmatrici”.

Dal 1921 al 1924 è assistente e segretario di Rudolf Steiner e poi tesoriere nella nuova fondazione della Società Antroposofìca con compiti su una sezione sulle scienze naturali e una sulle scienze sociali. Nel giugno 1924 presenzia al corso di Rudolf Steiner d’inaugurazione del metodo di coltivazione “biodinamico”. Alla morte di Steiner si impegna nel seguire i lavori del nuovo edificio del Gotheanum; solo grazie a lui l’edificio riuscì a resistere alla crisi finanziaria della guerra e a continuare con il lavoro scientifico e artistico riprendendo così le attività. Dirigerà come presidente l’Associazione per il lascito letterario di Rudolf Steiner. Ha giocato un ruolo unificante con Ita Wegman ed Elisabeth Vreede sin dalla fine degli anni 1920 con un attaccamento crescente ad Albert Steffen. Muore il 2 marzo 1963 a Dornach, in Svizzera, alla soglia del compimento del suo settantesimo anno.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 27 maggio 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

qui si parla di un grande imperatore che aveva fatto del suo amore per la conoscenza il suo faro ma anche il nostro ,un opera molto affascinante di un autore che non conoscevo ma che ho molto apprezzato

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