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Architettura di Giardini

Il giardino per la famiglia, l'orto-giardino, il giardino segreto e il giardino d'inverno

 

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Analizzate il luogo:

"L’orientamento della casa e del giardino, come del resto la presenza di muri e altri edifici confinanti, influenzano la quantità e la qualità di luce solare che le piante ricevono.

E dunque importante prendere nota di come cambia nel corso della giornata l’esposizione delle diverse zone, in modo da piantarvi le specie più adatte: inutile prevedere una bella bordura di ortensie lungo un sentiero su cui batte il sole otto ore al giorno o una macchia di rose all’ombra perenne di una siepe. Le stesse considerazioni dovrebbero valere anche per quanto riguarda l’identificazione dell’area in cui sedersi, pranzare o svolgere altre attività.

Attenzione anche al vento, che non solo strappa, spezza e deturpa, ma provoca anche il disseccamento di piante e terreno e aumenta gli effetti del freddo. Individuate la direzione del vento prevalente e tenetene conto in fase di progettazione, così da predisporre eventuali barriere frangivento, che possono anche essere semplici siepi di arbusti o piccoli alberi particolarmente resistenti alle correnti d’aria (ginepri, maggiociondoli, eriche ecc.).

E infine, il terreno, le cui caratteristiche fisiche e chimiche sono estremamente condizionanti: non c’è giardino bello e sano senza una buona terra. E molto raro trovare in natura un terreno “perfetto”, cioè fertile, soffice, con un buon drenaggio, né troppo acido né troppo calcareo, poco argilloso. È però alla portata di tutti trasformare un suolo con qualche difetto in un substrato accettabile. Il primo passo è conoscerne la natura. Per un’analisi completa e dettagliata, potete portarne alcuni campioni in un laboratorio di analisi specializzato, privato o presso un istituto universitario, ma con un po’ di spirito di osservazione potete anche valutarli da soli con una buona approssimazione (vedi approfondimento a pag. 6). Una volta che avete chiarito con quale terreno avete a che fare, potete procedere in due direzioni: modificarlo con opportuni ammendanti (per esempio, aggiungendo stallatico e sabbia se è troppo argilloso) oppure utilizzare solo piante adatte a quello specifico terreno, risparmiando tempo e soldi.

A questo proposito, prendete in considerazione la vegetazione spontanea che cresce in zona e che si trova lì non certo per caso, ma perché nel corso del tempo si è perfettamente adattata al clima e al terreno locali: perché allora non partire proprio da quelle piante temprate dagli eventi, piuttosto che orientarvi verso specie esotiche, la cui coltivazione potrebbe riservare sgradite sorprese? E se viburni, biancospini, ginestre, sambuchi e noccioli vi sembrano troppo spartani, monotoni, o poco interessanti, puntate sulle loro varietà: il mercato offre una scelta vastissima.

Pensate che persino la tanto disprezzata robinia, non a torto annoverata tra le piante infestanti, è disponibile in una versione a fogliame dorato che non stonerebbe nel giardino più raffinato.

A questo punto, potete passare alla fase progettuale e alla definizione di uno stile."

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