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Ascensioni Umane

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 233
  • Formato: 17x24
  • Anno: 1991

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In questo volume, complementare al  precedente « Problemi dell'Avvenire », l'Autore approfondisce alcuni presupposti essenziali per una corretta evoluzione  della  coscienza  umana. Tra i temi trattati  in  maniera  particolare ve ne sono alcuni di grande attualità: unità  politica e  religiosa, concetto sociale del potere, capitalismo e comunismo, medicina e salute, sessualità, e numerosi altri.

Attraverso le più ampie e varie argomentazioni - che vanno dal sociale al  mistico -, Pietro Ubaldi spiega, nella sostanza, come sia pressoché inevitabile per gli esseri umani evolversi e trasformarsi  attraverso una rinuncia volontaria e cosciente alla propria individualità.

Tale rinuncia, che  è  trascendimento, non annulla o svilisce l'essere umano, bensì  lo  sublima per renderlo  partecipe della umanità tutta, quella che dovrà essere la Nuova Umanità.

« Nel nostro tempo », egli scrive, « assistiamo  ad   un  crollo  di   barriere in  ogni  campo perché l'istinto espansionista,  sempre  fondamentale e attivo nella vita, ci butta oggi come non mai uno nelle braccia dell'altro ».

E conclude: « Ad  un certo grado di  evoluzione  l'io si spersonalizza e si fonde nell'umanità. È  una  immensa   dilatazione di sé in tutti; sembra di perdersi, si conquista  invece una più  grande vita: essa è data dall'io impersonale che non può più perire. Non si concepisce più l'io aggressivo che combatte per vincere  e schiacciare,  perché gli altri sono diventati lui stesso. Non si concepisce invece se non l'io che ama, lotta e soffre per aiutare gli altri, perché egli è diventato essi stessi. Allora l'io separato muore, scompare,  e  si  sente  come  proprio  il dolore, la responsabilità, il travaglio di ascesa del  mondo. È inutile ribellarsi a questa legge di vita che ad un dato momento del nostro cammino ci  prende, come  i  giovani  sono presi  dall'amore.  È  la vita  che vuole così ».

AUTORE

Pietro Ubaldi (1886-1972) fu profondo studioso di scienze psichiche e spirituali, possedendo in sommo grado una preziosa facoltà medianico-intuitiva che gli ha permesso di realizzare la sua grandiosa Opera di portata universale. Molto noto in Italia negli anni Trenta e Quaranta, Ubaldi può a buon diritto essere considerato tra i più alti e ispirati esponenti di quel genio italico che purtroppo solo in terra straniera trova il giusto riconoscimento dei propri meriti e del proprio valore. Infatti, in Brasile - dove egli si traferì e concluse la sua esistenza terrena - nel 1966 la sua Opera fu simbolicamente consegnata alle autorità governative e culturali: oggi in quel Paese costituisce un importante fondamento di conoscenza scientifica e spirituale.

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