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Baobab, il Gigante Buono

Alimenta il tuo benessere

 

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  • Prezzo € 9,50
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 79
  • Formato: 13,5x21
  • Anno: 2010

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Il Baobab è una risorsa dai molteplici impieghi conosciuti soprattutto dalle popolazioni africane e che ricevono sempre maggior consenso anche nei paesi occidentali.

Il Baobab è un albero tropicale del continente africano rinomato per le sue grandi dimensioni e per le sue molteplici proprietà sia alimentari che farmacologiche. Viene comunemente chiamato “albero farmacista”, “albero della vita” o “albero magico” proprio per la sua caratteristica di essere terapeutico dal frutto alla radice. Il suo appellativo più significativo è “il gigante buono” perché i prodotti realizzati con la sua polpa ed i suoi semi contribuiscono a riequilibrare le principali funzioni dell'organismo e dell'epidermide, regalando benessere ed energia.

La polpa dei suoi frutti è utilizzata come alimento e presenta proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche. È particolarmente ricca di vitamina C, calcio e fibre; inoltre assunta prima dei pasti favorisce la digestione, elimina il gonfiore e abbassa il tasso di colesterolo. Disciolta in acqua è un’ottima alternativa al latte e un buon integratore in gravidanza.

Un quantitativo di circa 5 grammi al giorno di polpa sono utili a mantenere lo stato di benessere dell'organismo, in quanto regolarizza l'intestino, la glicemia e i valori del colesterolo ematico, dona forza, energia e resistenza, riequilibra il tono dell'umore e allevia i disturbi mestruali. Inoltre è antianemico, febbrifugo, antinfiammatorio.

Dai semi si estrae un olio che viene utilizzato sia in alimentazione che in cosmesi. È ricco di acidi grassi essenziali, in particolare acido linoleico, linolenico e oleico. In dermatologia è impiegato per alleviare il dolore delle scottature, ottimo per la secchezza cutanea anche quella senile, e viene inoltre utilizzato come lenitivo per rigenerare i tessuti epiteliali in caso di psoriasi.

I semi tostati sono commestibili, il loro sapore è simile a quello dei pistacchi. Dalle foglie, comunemente cotte e mangiate come gli spinaci, si estrae una polvere che possiede azione antisettica e antimicotica.

Nella stagione delle piogge, il Baobab immagazzina l’acqua nelle foglie, nei frutti e nei baccelli che contengono i semi. Nel periodo di siccità l’acqua è conservata nel tronco, cavo e spugnoso, che può contenere fino a 120 mila litri di liquido, la polpa si disidrata fino a liofilizzarsi e il pH si porta a 3.2, mentre il baccello si chiude. In definitiva l’albero diventa un contenitore sigillato e sterile. Le sue radici bollite sono risorse in periodi di carestia, i gusci legnosi sono utilizzati per realizzare preziosi recipienti domestici e possono essere lavorati per ricavarne monili o essere bruciati come combustibile; se ne utilizza persino la cenere, ricca di potassio, per produrre sapone.

Grazie a questa molteplicità di utilizzi è nella farmacopea tradizionale africana che il Baobab trova la sua massima espressione terapeutica: ogni sua componente risolve, infatti, uno o più problemi specifici. Un aspetto molto importante è il grande interesse che compagnie, nel campo cosmetico e in quello alimentare, hanno mostrato negli ultimi anni nei confronti di questa pianta, tanto che la comunità europea ha dato il via libera alla commercializzazione del prodotto con una nota pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27/06/08 che autorizza la commercializzazione della polpa disidratata del frutto del Baobab quale nuovo ingrediente alimentare a norma del regolamento CE n. 258/08 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Tutto ciò fa sì che tale prodotto sia stato classificato come “Novel Food” e quindi ci sia in Europa il nullaosta per la sua importazione e quella dei suoi derivati, prima considerati solo integratori alimentari e pertanto inseriti in un mercato limitato. A livello etico, la crescente richiesta di questo prodotto della natura, fa sì che alle comunità rurali più povere possano essere riconosciute delle nuove fonti di reddito per contribuire a migliorare il proprio sostentamento. Dall’altra parte però il consumatore dovrà assicurarsi di acquistare un prodotto che rispetti i parametri necessari per garantire un commercio “equo e solidale” e soprattutto che tuteli il territorio di origine. 

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