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Civiltà e Religione degli Aztechi

 

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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 1326
  • Formato: 10,5x17,5
  • Anno: 2015

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Dalle origini all’apogeo e alla Conquista spagnola:

"Fra le molte e diversificate civiltà con cui gli Europei dovettero confrontarsi quando alle soglie del XVI secolo giunsero inaspettatamente in quel mondo completamente nuovo che erano le Americhe, la civiltà azteca fu la prima a mostrare un grado di prosperità, potenza e raffinatezza paragonabile agli imperi del Vecchio Mondo; forse neppure le leggendarie ricchezze e la sterminata estensione del regno incaico riuscirono a eguagliare, nell’immaginario occidentale, l’idea di magnificenza data da città, palazzi, eserciti, mercati, ricchezze, fasti e cerimonie del regno di Montezuma: impressione cui si mescolarono lo stordimento e l’orrore per costumi che combinavano in una quasi mostruosa commistione gentilezza e violenza, ricercatezza e barbarie: insomma, una delle più emblematiche testimonianze di quanto radicalmente diversi possano essere nel tempo e nello spazio i modi in cui gli esseri umani rispondono e danno forma alle proprie comuni istanze, pulsioni e attitudini. Eppure coloro che oggi siamo soliti denominare Aztechi erano soltanto l’ultimo dei tanti popoli che, nell’arco di quasi tre millenni, si erano succeduti nell’affermare il proprio dominio e la propria impronta nell’area culturale convenzionalmente chiamata Mesoamerica: in precedenza erano sorte e tramontate le civiltà dei primi grandi centri cerimoniali del medio e tardo periodo formativo (XIII secolo a.C.-II secolo d.C.) nella costa del Golfo (Olmechi) e negli altopiani di Oaxaca (Monte Alban) e del Guatemala (Kaminaljuyu), le grandi civiltà urbane del periodo Classico (III-IX secolo d.C.) nel Messico centrale (Teotihuacan) e orientale (El Tajtn) e nei tanti centri maya dell’area sudorientale (Pa-lenque, Tikal, Copàn ecc.), e infine quelle più bellicose ed espansive del periodo Postclassico (X-XVI secolo d.C.), come i leggendari Toltechi cui gli Aztechi attribuivano l’introduzione di molte delle istituzioni e dei costumi che essi stessi avrebbero poi adottato.

Nei confronti delle grandi civiltà che li precedettero gli Aztechi elaborarono un complesso rapporto, fatto di continuità e differenziazione, che rispecchiava sia la sostanziale condivisione di gran parte dei modelli culturali delle genti di lingua nahuatl che nel Postclassico popolavano l’Altopiano centrale del Messico, sia la propria peculiare storia di popolo nomade, umile e oppresso, elevatosi in un brevissimo volgere di tempo da condizioni di vassallaggio e miseria al vertice dell’egemonia politica e della prosperità economica. Quanto questa narrazione del passato riflettesse la realtà storica, e non invece una rappresentazione mitica del percorso canonico di accesso al potere, è stato oggetto di accesa discussione tra i moderni storiografi. Probabilmente la realtà dei fatti sta nella combinazione delle due prospettive. Gli Aztechi fanno verosimilmente parte delle ondate migratorie che, sulla spinta della crescita demografica e di un probabile inaridimento climatico, a partire dalla fine del I millennio d.C. portarono ipopoli delle regioni semiaride del Settentrione a spingersi verso sud, penetrando nei territori già occupati dalle più avanzate civiltà agricole e urbane del Messico centrale, delle quali assimilarono molti tratti culturali e su cui finirono per imporre il proprio controllo politico."

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