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Come Cavalli che Dormono in Piedi

 

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Nell’agosto del 1914, più di centomila trentini e giuliani vanno a combattere per l’Impero austroungarico, di cui sono ancora sudditi. Muovono verso il fronte russo quando ancora ci si illude che “prima che le foglie cadano” il conflitto sarà finito.

Invece non finisce. E quando come un’epidemia si propaga in tutta Europa, il fronte orientale scivola nell’oblio, schiacciato dall’epopea di Verdun e del Piave. Ma soprattutto sembra essere cassato, censurato dal presente e dal centenario della guerra mondiale, come se a quel fronte e a quei soldati fosse negato lo spessore monumentale della memoria. 

Paolo Rumiz comincia da lì, da quella rimozione e da un nonno in montura austroungarica. E da lì continua in forma di viaggio verso la Galizia, la terra di Bruno Schulz e Joseph Roth, mitica frontiera dell’Impero austroungarico, oggi compresa fra Polonia e Ucraina.

Alla celebrazione Rumiz contrappone l’evocazione di quelle figure ancestrali, in un’omerica discesa nell’Ade, con un rito che consuma libagioni e accende di piccole luci prati e foreste, e attende risposta e respira pietà – la compassione che lega finalmente in una sola voce il silenzio di Redipuglia ai bisbigli dei cimiteri galiziani coperti di mirtilli. L’Europa è lì, sembra suggerire l’autore, in quella riconciliazione con i morti che sono i veri vivi, gli unici depositari di senso di un’unione che già allora poteva nascere e oggi forse non è ancora cominciata.

AUTORE

Paolo Rumiz è giornalista de "la Repubblica" e "Il Piccolo" di Trieste. Tra i suoi libri: "La secessione leggera" (2001), "Tre uomini in bicicletta" (con Francesco Altan; 2002), "È Oriente" (2003), "La leggenda dei monti naviganti" (2007), "Annibale" (2008), "Il bene ostinato" (2011), la riedizione di "Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia" (2011), "A piedi" (2012), "Trans Europa Express" (2012), "Morimondo" (2013), "Come cavalli che dormono in piedi" (2014), "Il ciclope" (2015).

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Scritto da: - 2 marzo 2017 Acquistato sul Giardino dei Libri

In questo libro Paolo Rumiz narra in particolare la storia di quegli italiani (goriziani e triestini ma anche istriani) che , durante la prima guerra mondiale, essendo sudditi dell'Impero Asburgico partirono in guerra già nel 1914 alla volta dei Carpazi. L'autore riporta alla luce storie, accadimenti e vite di italiani altrimenti dimenticate dall'Italia, poiché appartenenti alla storia dei nemici. Terre e popoli di confine doppiamente colpiti dalle ingiustizie della guerra. Da questo libro Rumiz ha anche tratto uno spettacolo teatrale molto suggestivo.

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