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Come Essere Felici

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Una lettura che ci insegna ad acquistare fiducia e autostima, imparando come trarre sempre il meglio dalle diverse circostanze e come stare davvero bene con noi stessi e con gli altri. In una parola, come essere felici.

Un volume agile, ricco di informazioni sulle terapie alternative, pieno di utili consigli per la vita di coppia o professionale e di indicazioni pratiche per evitare le mille "trappole" in cui la mente spesso cade (la noia, la pigrizia, l'autocommiserazione...).

Corredato da test di verifica e tabelle riassuntive, questo libro è uno strumento semplice, e perciò tanto più efficace e prezioso, per affrontare i piccoli grossi guai della vita quotidiana, le situazioni difficili, i momenti di crisi.

AUTORE

Raffaele Morelli è medico, psichiatra e psicoterapeuta. Dirige da molti anni la rivista Riza Psicosomatica e i suoi studi e il suo lavoro psicoterapeutico si sono orientati nel campo delle malattie psicosomatiche. La sua ricerca è rivolta agli aspetti simbolici del corpo umano e della malattia. É il presidente dell’Istituto Riza (da cui nasce la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo psicosomatico, riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica il 24/10/94) e vice-presidente della SIMP (Società Italiana di Medicina Psicosomatica), si dedica alla formazione psicoterapeutica di medici e psicologi.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 13 luglio 2017

Con tono sempre caldo e delicato l'autore spiega che solo se accetto me stesso stesso si può arrivare alla metà prefissata. Il dolore passato era solo un trampolino di lancio che ci ha permesso di diventare ciò che siamo.

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Scritto da: - 4 aprile 2013

Raffaele Morelli ci spiega come sconfiggere lo stress e come, attraverso "la ricetta della felicità", possiamo imparare ad amare sia noi stessi che gli altri. Ci insegna come possiamo trarre sempre il meglio dalle mille situazioni della vita che ci riserva e come stare davvero bene in armonia con tutti. Se vogliamo trovare la "via della vera felicità", dobbiamo prima di tutto fare il contrario di ciò cui siamo abituati a fare: dobbiamo "svuotarci". Svuotare la mente di tutte le cose che abbiamo accumulato dentro e che ci impediscono di fare la cosa più semplice: VIVERE SECONDO LA NOSTRA NATURA. "Non è vero che essere felici è difficile. Essere felici è difficile tanto quanto essere un uomo o una donna. Lo sei già. Non c'è alcuno sforzo da fare, se non quello di mettersi in testa di non farne. Ma come si fa a diventare ciò che si è già? Molto semplice: se ti disindentifichi, sei automaticamente nella felicità. Infatti anche in questo preciso momento sei seduto sopra di essa, ma guardi altrove e non la vedi. Come mai allora si dice che sia difficoltosa da raggiungere? Perché partiamo da un'errata convinzione, secondo la quale la felicità arriva dall'esterno, dalle relazioni, dagli oggetti. Invece proviene DALL'INTERNO, ed è come un vento misterioso di cui non conosciamo né l'origine né la destinazione. Ci basta aprirci al suo passaggio. Non dobbiamo possederla, è semmai lei a possederci!" Raffaele Morelli

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Scritto da: - 1 aprile 2013

Mmmm.. ......bravo professionista. Peccato solo che per scrivere un libro "da vendere" bisogna sacrificare qualcosa. Diciamo che, a mio parere, questo libro "va bene per tutti" e "non va bene per altrettanti". Delle "linee guida" ci sono, ma appunto......QUANTO vanno bene per ogni singolo delle linee guida generali? D'altro canto, come si potrebbe mai, in un solo testo, abbracciare la storia di ognuno? Non è questo il libro che SCAVA A FONDO e non è neppure il libro che approfondisce UN CONCETTO in particolare. Diciamo che.......è il libro "easy" da leggere anche sotto l'ombrellone! Sempre meglio di "monella 2000"......

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Scritto da: - 29 luglio 2012

Avevo comprato questo libro perchè mi ero lasciata convincere dalle recensioni positive, e pensavo fosse uno strumento per avanzare nella mia crescita personale. Ahimé sono stata delusa.. ma veramente tanto. Non dico che alcuni concetti che dice non siano giusti. Ci sono delle cose indiscutibili. Come per esempio, spiega la differenza tra l'amore e la dipendenza affettiva, qualcosa che tante persone confondono. Non possiamo cominciare una storia se ci sentiamo soli, se sentiamo che c'è un vuoto dentro di noi che abbiamo bisogno di colmare, perchè sennò non sarà mai un rapporto d'amore vero ma di dipendenza affettiva. però ci sono altre cose sinceramente che mi hanno scioccato. Ho notato che il dottor morelli (e questo non solo nei suoi libri, ma anche nei suoi video) dà troppe regole generali, valide in tutte le situazioni. Secondo me per giudicare una situazione e per risolvere un problema bisogna sempre valutare la cosa considerato il contesto. Non si possono dare sempre regole generali nella vita, regole assolute. Perchè alcune delle opinioni espresse dal dottore magari vanno bene in una determinata situazione ma sono completamente per un'altra, mentre invece lui parla per dogmi e questo nella psicologia non va bene. Non sono laureata in psicologia, ma ho letto tanti libri e ho fatto sedute di psicoanalisi. volete ridere??? alla fine di ogni capitolo ci sono dei test per valutare per esempio il livello di stress... e altre cose. Le domande sono del tipo "come reagisci se tua figlia torna a casa coi capelli verdi? ti arrabbi o lasci passare?" e in base alle risposte vengono tracciati profili psicologici. Ma dai, profili psicologici tracciati sulla base di test che sono degni dei peggiori rotocalchi. Altro che parlare di psicoterapeuta Penso che i libri del dottor morelli purtroppo abbiano uno scopo più commerciale che di aiuto.

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Scritto da: - 6 marzo 2012 Acquistato sul Giardino dei Libri

Libro interessante, con numerosi spunti di riflessione.

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Scritto da: - 1 luglio 2009

Trovo che questo libro tocchi tutti i tasti giusti del problema e offre delle maniere per tentare di risolverli, comunque gli interventi del dottor Morelli sono sempre molto graditi da me in ogni occasione.

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Scritto da: - 22 febbraio 2009

Leggendo i libri del Dr. Morelli, mi chiedo come si possa non essere d'accordo con le sue tesi e le sue convinzioni, che mostrano una lettura impietosa - ma vera - della società nel suo complesso e degli individui che la compongono, una società tutta protesa al perseguimento di una felicità fatua e precaria, che alla fine produce paradossalmente proprio l'opposto del risultato desiderato, ossia insoddisfazione e vuoto. Il significato della 'felicità' viene esaminato con riferimento a tre settori: il rapporto con se stessi, la conflittualità di coppia, la gestione dello stress. Delle tre parti, vorrei soffermarmi sulla prima, che ritengo basilare nel contesto della maturità individuale e che condivido moltissimo.

Nel mondo consumistico di oggi, la 'felicità' viene descritta come un inganno culturale in quanto ci costringe a pensare e concentrarci sul possesso, sul materialismo di facciata, sul divertimento fine a se stesso, sull'assunzione di ruoli che non ci appartengono intimamente ma che noi impersoniamo solo per rispettare un clichè, una mentalità preconfezionata che ci dice che solo così saremo felici e che dobbiamo rispettare se vogliamo appartenere ad un certo tipo di gruppo sociale e godere quella considerazione e quel rispetto a cui ci hanno educato.

Analogamente, le abitudini, i falsi divertimenti, la materialità della vita, il rimembrare continuamente il passato e colpevolizzarci per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati, tutto questo ci porta ad annullare la nostra individualità, a contestare le scelte fatte, ad incolpare noi stessi e gli altri per i nostri insuccessi, a rifuggire il mondo intero così arrogante e presuntuoso da non accorgersi nemmeno della nostra esistenza. Un'idea televisiva e pubblicitaria della felicità ci dice, in una falsa prospettiva, che l'unico sforzo valido da perseguire consiste nell'evitare il dolore e la sofferenza, nel conquistarci una posizione sociale e rifuggire il fallimento, che invece ci spingerebbe in uno stato di solitudine e vuoto interiore.

E' questa una felicità di massa, che può andar bene in una visione conformistica e riduttiva della vita, ma che ci induce anche a comportarci come gli altri, a pensare come gli altri solo perché questo ci rende riconoscibili e non invisibili. E' incredibile la quantità di schemi mentali, comportamenti auto-sabotanti, auto-definizioni che ci imponiamo e che finiscono per condizionare la nostra vita. L'Autore ce ne offre una sintesi compiuta ed il lettore ha così modo di ponderare e rendersi conto di quante barriere lo circondano e lo limitano. Questa spirale di negazione assoluta, se non viene invertita in tempo, può condurre a vere e proprie patologie invalidanti, quali la depressione, l'angoscia, la fobia, il panico, la disistima, che minano profondamente la qualità della vita e che pregiudicano ogni contatto sociale e personale. L'Autore ci spiega tutto questo ed io condivido questa impostazione, ampiamente confermata del resto dall'enorme diffusione del 'male oscuro', ossia della depressione in tutte le società occidentali. Che fare al riguardo? L'Autore descrive una sua ricetta, tra l'altro espressa e manifestata anche dalla filosofia zen e da tutte quelle forme di meditazione orientale tanto care ed apprezzate dal Morelli.

Tutto si riconduce alla consapevolezza di sé, all'accettarsi per come si è, senza giudizi o obiezioni o mortificazioni per ciò che si è detto o pensato in passato, e questo vuol dire accogliere la sofferenza ed il dolore quando si affacciano nella nostra vita, osservarli senza reagire e senza opporsi al disagio, ma viverlo con la convinzione che fa parte della vita, del momento particolare che si sta passando. Solo così, focalizzando questa attenzione passiva, il dolore perderà forza e vigore e cesserà di esistere, completando la sua funzione catartica di liberazione e purificazione. Solo così si matura una consapevolezza di esistere e non di recitare una parte come burattini. E solo allora rinasceremo a nuova vita, faremo tesoro delle esperienze vissute e nuove prospettive, prima impensabili e insospettabili, ci appariranno come concrete e fattibili. Interessanti i test di verifica e le tabelle riassuntive, che consentono al lettore un feedback diretto con quanto appreso e la possibilità di confrontarsi e verificare se il proprio vissuto rispecchia o meno il dolore o l'armonia, la rinuncia o la pienezza, la vitalità o la solitudine.

Per chi volesse corrispondere con me, ecco la mia mail: alfocentauri chiocciola tiscali punto it

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Scritto da: - 30 novembre 2008

Veramente interessante, mi ha fatto riflettere su tante cose, mi piace molto come parla l'autore e conosco anche il giornale riza.

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Scritto da: - 8 maggio 2007

Ho letto il libro in una notte, trovo che sia una lettura molto interessante, soprattutto per chi, come me sta cercando di sovravvivere "all'allucinante scoperta " di un tradimento ( o forse un'altro matrimonio) durato 20 anni (sono sposata da 25 anni ). Ho trovato nel libro frasi , esperienze, consigli, riflessioni... e me ne sono "APPROPRIATA"; ma come spesso succede, "dal dire al fare, c'è di mezzo IL MARE! Comunque, dopo la mia "morte Sentimentale", la continua lettura del libro mi aiuta nelle notti di disperazione ad arrivare al giorno dopo. Voto "8"

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Scritto da: - 11 gennaio 2007

Ho letto e riletto questo libro, comprato così, per caso e senza un fine od obiettivo preciso.... Ho percepito, attraverso la fluidità e trasparenza delle opinioni espresse dal Dr. Morelli, l'estrema semplicità e naturalezza delle cose, delle abitudini, del quotidiano...l'incredibile capacità che ognuno di noi ha di muoversi e muovere tutto ciò che c'è intorno, senza sforzi assurdi, o eccessiva calcolabilità...
...ma soprattutto la libertà di vivere appieno ogni evento o situazione o rapporto con gli altri restando concentrati su se stessi e facendosi guidare e trasportare solo ed esclusivamente dalla propria interiorità...tutto ciò che accade, bello o brutto che sia, ne è solo una mera conseguenza...
Grazie Dr. Morelli! Grazie davvero!
Ilaria

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Scritto da: - 8 ottobre 2005

Il dottor Raffaele Morelli è semplicemente un uomo spettacolare, lo seguo da anni... Credo che gli psichiatri che realmente amano il loro lavoro e trasportino calma e serenità ai loro pazienti siano veramente rari! Lui è uno di quelli. Spero che un giorno possa conoscerlo...

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