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Comuni, Comunità, Ecovillaggi

 
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Un libro frutto di oltre 8 anni di ricerca teorica e sul campo; un excursus che, dalle prime comunità essene, giunge ai moderni ecovillaggi tentando di non trascurare nessuno: esponenti radicali della riforma protestante, socialisti utopisti, anarchici, hippies, kibbutzniks, ecologisti più o meno profondi e new-agers.

Una mappatura ragionata — su scala italiana, europea e mondiale — di gruppi di persone che abbiano deciso di condividere, a diversi livelli, spazi, beni di vario genere e denaro e di un nuovo movimento di comunità sperimentali che abbiano come prioritari valori di tipo ecologico

AUTORE

Manuel Olivares, sociologo di formazione, vive e lavora tra Londra e l’Asia. Esordisce nel mondo editoriale, nel 2002, con il saggio Vegetariani come, dove, perchè (Malatempora Ed).

Negli anni successivi, ancora con Malatempora, pubblicherà: Cornimi, comunità ed ecovillaggi in Italia (2003) e Comuni, comunità, ecovillàggi in Italia, in Europa, nel mondo (2007). Nel 2009 fonda l’editrice Viverealtrimenti, per esordire con Un giardino dell'Eden, il suo primo testo di fiction e Comuni, comunità, ecovillaggi, il suo terzo su un antico e moderno movimento di comunità sperimentati ed ecosostenibili. Nel 2011 pubblica Yoga based on authentic Indian traditions, il suo primo libro in inglese (tradotto, nel 2013, con il titolo Yoga dall'autentica traditone indiana) e Barboni sì ma in casa propria, una raccolta di racconti e poesie.

Nel 2012 pubblica Con ]asmuheen al Kumbha Mela, dipanando un interessante accostamento tra new age e tradizione.

Gesù in India? ha preso corpo in circa dieci anni di studi e ricerche sul campo (prevalentemente in Kashmir, Punjab e Ladakh) avendo costantemente come base la città santa di Varanasi dove l’autore ha speso, nel periodo suddetto, la maggiorparte del suo tempo.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 12 novembre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Migliore il libro di Olivares rispetto a quello della Guidotti per tecnica narrativa. Un riassunto quasi completo delle realtà nazionali e internazionali. Essenziale nella libreria di una persona che vuole comprendere come sia possibile vivere con uno stile di vita alternativo. Consigliatissimo.

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Scritto da: - 9 luglio 2012

In Comuni, Comunità, Ecovillaggi (Edizioni Vivere Altrimenti), Manuel Olivares, sociologo e ricercatore da anni impegnato nello studio del fenomeno comunitario, delinea con precisione e rigor di metodo gli aspetti e le caratteristiche positive e negative di queste strutture sperimentali che ormai costituiscono una non trascurabile realtà sociale. Il libro è il terzo sull’argomento e segna il debutto di Olivares anche come editore. Il saggio che in alcuni suoi passi diventa diario di viaggio, riportando le esperienze personali dell’autore, si rivela un trattato interessante e godibile, riuscendo a introdurre argomenti complessi in maniera chiara, intellegibile e obiettiva, fruibili anche dai non addetti ai lavori. Alla grande serietà espositiva del discorso sociologico che si apre con un documentato excursus storico ed evolutivo del fenomeno comunitario in esame – dalle esperienze comunitarie dell’età pre-cristiana sino ad oggi – si affianca lo schema dell’attuale rete di strutture comunitarie nel mondo. Naturalmente non si tratta di una sterile seppur dettagliata e accurata elencazione di comunità cosiddette “alternative”, fondate ora su principi ecologici, ora su principi religiosi o spirituali. Si tratta invece, con grande merito dell’Autore, di penetrare all’interno dei meccanismi che regolano questo fenomeno e nell’individuarne, dopo aver considerato pregi, difetti e limiti, le finalità e i possibili sviluppi futuri per il bene comune e per quello del pianeta. Non è un caso che oggi la maggior parte delle “comunità intenzionali” più riuscite siano quelle di matrice ecologica, piuttosto che ideologica o religiosa, proprio a sottolineare la necessità di ristabilire il giusto equilibrio tra uomo e natura. Dunque un testo completo, corredato da una ricca bibliografia di riferimento, in cui l’analisi sociologica, mai disgiunta dall’analisi storica fornisce una sintesi ove il discorso suggerisce ed elabora indicazioni per comunità ed ecovillaggi che vogliano rappresentare e siano un indice reale di “cambiamento”. Un “vivere alternativo” consapevolmente radicato nella realtà, privo di sterili ideologie o spiritualismi “astratti”. C.D.M.

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Scritto da: - 9 luglio 2012

Splendida illuminazione, che apre a insospettate possibilità, sollecitando interrogativi e riflessioni. Questa è in sintesi la percezione, che si ha leggendo il libro serio, impegnato, bene articolato e ricco di riferimenti preziosi, libro, che è, tra l'altro, l'ultima tappa di un percorso, inziato con “ Comuni, comunità ed ecovillaggi in Italia “ e proseguito con “ Comuni, comunità ed ecovillaggi in Italia, in Europa, nel mondo “. Manuel Olivares è un giovane colto, laureato in sociologia , che vive e lavora tra Londra e l'India e che ha voluto che non si spegnesse nel cuore e nella mente la scintilla di una forte tensione ideale. La visione trasmessa lucidamente dall'opera è quella che guarda alla terra come bene prezioso da condividere e ai suoi abitanti come soggetti, che scelgono di vivere in una dimensione comunitaria sulla base di convinzioni, di ideali, di intuizioni, di bisogni, affidandosi spesso a forme di spontaneità creativa. L'avvio del testo è delicato e profondo. L'India , tra descrizione e sovrasenso, invade la scena con le immagini pregnanti e armoniose della vita, che scorre intorno e dentro la casa del Dharma, in cui si trova anche un tempio antico dedicato alla Dea, principio femminile della vita. L'autore nel primo capitolo fa un excursus storico delle forme di vita in comune, dalla Homakoeion di Pitagora, fondata nel crotonese nel 52 a.C. e dalle comunità iniziatiche degli esseni alle esperienze comunitarie del protestantesimo radicale, al movimento dei diggers, agli esperimenti del diciannovesimo secolo in Francia, negli Stati Uniti, in Palestina e, poi, nel ventesimo secolo in Ucraina, Spagna fino al movimento hippy e alla New Age. Il secondo capitolo, preceduto da un'importante riflessione dell'autore, tesa ad annullare tutte le banalità dette e scritte sulle esperienze di vita comunitaria, è dedicato alle comunità intenzionali nel mondo. Queste, ci fa capire Manuel Olivares, sono gruppi di persone, che scoprono di voler vivere insieme perchè condividono visione del mondo o particolari ideali. Si snoda, così, un viaggio dell'esserci nel tempo e nello spazio. Si profilano nuove possibilità e scenari inediti, verificando che ogni esperienza prende la voce e assume anche i colori del luogo, in cui nasce. Tra le preziose informazioni del capitolo quella sul GEN ( Global Ecovillage Network ), la rete mondiale degli ecovillaggi – villaggi fondati su criteri ecologici - , nata nel 1994 e alla quale aderiscono migliaia di realtà distribuite sul pianeta. Stati Uniti, India, Thailandia, Srilanka, Australia e Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Germania, Russia, Portogallo sono toccati a volo radente. Ogni villaggio mostra il suo volto, il suo sguardo, la sua vitalità, la sue scelte. Il terzo capitolo, che ha come incipit il testo “ La Comune “ di Giorgio Gaber , si articola intorno alle esperienze comunitarie italiane, che fanno riferimento alla RIVE ( rete italiana villaggi ecologici ), al CONACRES ( coordinamento nazionale associazioni e comunità di ricerca etica, interiore e spitituale ) e alla R.B.I., che coordina l'esteso e variegato movimento comunitario italiano. E' uno spaccato interessante e, per me, inedito nella ricchezza delle sue proposte e delle sue realizzazioni. Tutta l'opera è una mappatura, che decostruisce pre-concetti e luoghi comuni, tracciando in uno straordinario montaggio un lungo sentiero, battuto soltanto in parte, tra soggettività e pratiche politiche diverse e, soprattutto, ipotizzando un rapporto stretto fra ontologia e politica ( qui intesa nella sua accezione originaria ), tra l'essere e il vivere. Importante è l'angolatura in questo libro: distaccata e partecipe insieme; essa fa di questa opera uno strumento serio di conoscenza e di diffusione del fenomeno comunitario, fenomeno aperto e stratificato. Manuel Oliveres libera la storia, che ciascuna esperienza racchiude, e la mette sulla pagina con stile colloquiale e fluido e con la passione dell'osservatore, che accoglie una particolare esperienza di vita, tra l'altro sempre in crescita, assieme alla lucentezza delle sue prospettive. La sua osservazione, così, appare investita da una luce atemporale e metafisica, che investe spirito e cose. La scrittura di questo autore, sempre misurata e controllata, scatena risonanze e attiva echi. Personalmente sento il dovere di ringraziare Olivares per aver prodotto un'opera importante, lontana davvero dai rituali e dagli stereotipi, che il tema avrebbe potuto richiamare. Merys Rizzo in: http://viverealtrimenti.blogspot.it/2011/04/una-nuova-bella-recensione-per.html

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