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Contattismi di Massa

 

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Questo libro racconta come interi gruppi di persone, per prolungati periodi, abbiano direttamente interagito con entità extraterrestri sul nostro pianeta.

Oltre a informazioni inedite sul "Caso Ummo", questo straordinario volume svela l'esistenza di "Amicizia" e le incredibili vicende di numerosi individui, direttamente coinvolti in questa vasta operazione di interscambio tra gente della Terra e svariate razze di altri sistemi stellari per la realizzazione di un disegno evolutivo le cui finalità cominciano lentamente a delinearsi.

All'epoca in cui prese piede il fenomeno dei "dischi volanti", in molti affermarono di essere entrati in contatto con i loro occupanti...

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Scritto da: - 2 febbraio 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

Insolito libro, che racconta con semplicità diverse esperienze di contatto di uomini e donne ordinari con esseri straordinari, provenienti sia dal nostro sistema solare che da altre galassie. Interessante e divertente, avvicina con naturalezza alla realtà della visita extraterrestre.

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Scritto da: - 4 maggio 2012 Acquistato sul Giardino dei Libri

Interessante l'argomento però secondo me l'autore dice e non dice, nel senso che a volte sembra sostenere qualcosa che poi mette in dubbio poco dopo lasciandoti con un grandissimo punto interrogativo... Poi fa un excursus della storia del contattismo riportando tanti documenti scritti in latino, spagnolo e inglese senza una traduzione. Si può capire il senso ma ovviamente, ameno che non si conoscano bene tutte e tre le lingue, non è facile capire bene l'argomento. Tutto sommato però lo consiglio soprattutto perchè è un documento importante per conoscere il caso " AMICIZIA " che sinceramente, data l'importanza del fatto, non ha mai avuto da parte dell'opinione pubblica l' attenzione che merita

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Scritto da: - 22 luglio 2010

Questo libro di Stefano Breccia, non mi ha deluso, la storia di Amicizia con i W56 ha certamente dell'incredibile, ma il concetto che ho capito è che questi amici comunque non erano contro noi terrestri, per cui si può credere o non credere a tutta la storia, è comunque piacevole da leggere, ti porta a leggerlo tutto di un fiato, la parte riguardante la storia di Amicizia,non capisco questi contrasti tra i vari esperti di ufologia etc., ma se ci riflettiamo un attimo e pensiamo che è tutta una favola ciò che è capitato agli amici prescelti dai w56, comunque sia è un racconto da 10 e lode, perchè immaginarsi una storia cosi complessa con episodi cosi diversi tra loro, situazioni al limita della realtà, è segno di cervelli e menti al di sopra della media, per cui gli vanno fatti comunque bei complimenti , io personalmente sono in buona fede e credo che questa storia sia veramente capitata ai prescelti amici dei w56.

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Scritto da: - 25 aprile 2010

Non si può rimanere indifferenti nei confronti di quanto scritto dal professor Stefano Breccia. Rimanendo nel solo ambito del "caso Amicizia" (gli altri capitoli sono brevi e trattati con superficialità) primo tra tutti c'è da chiedersi cosa spinge uno stimato professore universitario a raccontare una storia così articolata e difficile da accettare anche per chi segue con attenzione la tematica ufologica? Ed ancora perchè raccontarci tanti particolari, alcuni dei quali vissuti in prima persona, che indicono il lettore a credere a quanto viene affermato per poi giungere ad una conclusione così spiazzante quale è la "teoria del prestigiatore"? Si può o meno credere a quanto contentuto in queste pagine, ma gli interrogativi che suscita nel lettore sono molteplici.

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Scritto da: - 28 settembre 2007

UFO IN ADRIATICO (1978/79) *** FANTASIE E FATTI CONCRETI ***
QUANDO GLI ALIENI DI “CONTATTISMI DI MASSA” (FORSE) ESISTEVANO SOLO NELLA FANTASIA DI QUALCHE BUONTEMPONE***
Fui sicuramente sfortunato o non degno di attenzioni Aliene se non vidi, o meglio se non entrai in contatto con i W56 o con i terribili CTR, quando nell’autunno del 1978 fui coinvolto come osservatore nell’ondata di avvistamenti UFO nell’area del Medio Adriatico.
Secondo il libro “CONTATTISMI DI MASSA” qui si sarebbe svolta l’ultima sanguinosa battaglia tra i due eserciti di extraterrestri finita con una autentica carneficina a danno dei W56 (i buoni) amici di Bruno Sammaciccia.
Che centro io con questo libro ? Si da il caso che proprio nel 1978 iniziai ad occuparmi, come osservatore, di avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati (O.V.N.I.) in seguito ad una vera e propria ondata di eventi di questo tipo che coinvolse le flotte pescherecce dell’Adriatico nonchè una motovedetta della Marina Militare appartenente alla Capitaneria di Porto di Pescara.
Secondo l’assurda storia di cui sopra che getta nel ridicolo anche la parte seria dell’ufologia, tali avvistamenti di cui parlerò più avanti (ho interrogato moltissimi testimoni e ho scritto diversi articoli sull’argomento), rientrerebbero nel contesto della “GUERRA”, tra alieni i quali avevano (avrebbero) addirittura costruito una gigantesca base sotto l’Adriatico, tra S. Benedetto del Tronto e Ortona .
Premetto che a quel tempo ero collaboratore di diverse riviste nautiche internazionali e giornali locali e mi interessavo di tematiche navali, di telecomunicazioni (ero e sono un appassionato radioamatore) e di marineria in genere. Per tali motivi ero in ottimi rapporti con la Capitaneria di Porto e con l’ambiente dei pescatori.
Una notte dell’autunno del 1978 fui svegliato da una telefonata di un mio collega radioamatore: “…Mettiti subito in ascolto sulle VHF marine…..ci sono cose grosse !” . Mandai bonariamente all’altro paese l’amico al telefono , ma aprii lo stesso la mia stazione radio e incominciai a monitorare i canali usati dalle barche. Diversi pescatori parlavano di “palle luminose” che seguivano le loro barche…insomma erano comunicazioni strane, di gente spaventata e che sicuramente non si era mai interessata di UFO.
La mattina dopo i giornali riportarono diffusamente la notizia degli avvistamenti. Avevo fornito in tempo ad un amico di un quotidiano, prima della chiusura della pagina, addirittura una registrazione via telefono di alcuni passaggi radio tra due equipaggi. Un capo barca descriveva “un globo di fuoco come un pallone di calcio…” che seguiva il peschereccio. In futuri articolo vi racconterò il seguito.
Questo è solo l’inizio della mia rievocazione dei fatti del 1978/79 . Perché credo che in quegli anni accadde sicuramente qualcosa in Adriatico ma restiamo con i piedi a terra. Cercherò in tutti i modi di difendere ciò che c’è di buono nello studio del fenomeno ufologico raccontando i fatti concreti con la speranza che qualcuno faccia un passo indietro prendendo le distanze dal libro in questione.
Dopo 30 anni da quegli avvenimenti vi chiederete che senso ha parlarne ancora e perché collegarli al libro di Stefano Breccia ?
Primo. IO HO SEMPRE CREDUTO E CREDO ANCORA che il fenomeno ufologico esiste e che meriti di essere studiato seriamente.
Secondo. IL LIBRO “CONTATTISMI DI MASSA” è stato sponsorizzato inspiegabilmente da Roberto Pinotti, Presidente storico del Centro Ufologico Nazionale noto fino a poco tempo fa per la sua battaglia contro chi, raccontando storielle discutibili, danneggiavano l'immagine dell'ufologia seria nei confronti dell'opinione pubblica.
Molti appassionati sono rimasti perplessi e spiazzati dall’atteggiamento di Pinotti, basta leggere i commenti sui Blog.
Conclusione - Nonostante il mio giudizio negativo il libro merita di essere comunque letto perchè rappresenta un punto di rottura tra il CUN e chi crede veramente nell'esistenza del fenomeno UFO e nello studio serio della ufologia.

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Scritto da: - 14 agosto 2007

GLI ALIENI IN MEZZO A NOI *** BRECCIA E PINOTTI COME ORSON WELLES ?
Commenti al libro CONTATTISMI DI MASSA di Stefano Breccia.
Il famoso attore si scusò per il panico provocato tra i radioascoltatori dopo la storica trasmissione sull’invasione degli extraterrestri.
Continuo a leggere e rileggere il capitolo “AMICIZIA” del libro CONTATTISMI DI MASSA che, per fortuna, a differenza dello storico “scherzo” di Orson Welles, non ha gettato il panico tra la gente e, siccome non sono ancora convinto che Breccia e Pinotti volessero farci credere che i W56 e i CTR non siano frutto della fantasia del defunto Bruno Sammaciccia, mi attendo, da un momento all’altro un articolo o una conferenza stampa dell’Autore e del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale) che ha avallato l’Opera, per dire a quanti hanno letto il Volume che si è trattato di uno scherzo colossale oppure di una intelligente provocazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni a dedicare più attenzione allo studio del fenomeno ufologico.
Ma temo che dopo le acrobazie dialettiche e le migliaia di parole spese da Roberto Pinotti per spiegarci la SINDROME DEL CONTATTISTA e le varie motivazioni a difesa del radicale cambiamento di opinione sui vari contattisti, anche una clamorosa “marcia indietro” sarebbe ormai una operazione tardiva per riportare il C.U.N. dentro il suo ambito storico di una Associazione punto di riferimento per chi credeva e ancora crede nella esistenza del fenomeno ufologico.
A pag. 415 del libro CONTATTISMI DI MASSA (per gli amici che non hanno letto il libro) c’è la foto a colori di un extraterrestre con la seguente didascalia: “Visto che se ne è tanto parlato, uno dei W56, ripreso nel giardino della villa di Bruno”. Si tratta di un giovanottone altissimo in pantaloncini. Allora, chi è questo Tizio ritratto nella foto, come si chiama, è una prova del ruolo avuto da Sammaciccia nell’affare AMICIZIA oppure si tratta di un ignaro “terricolo”, forse un giocatore di basket o di volley capitato a Montesilvano per caso?
Il Dottor Pinotti, presidente del CUN., come ha potuto cambiare radicalmente idea su certi personaggi del “sottobosco ufologico in bilico fra plagio, follia e malafede da un lato; dabbenaggine, cieca fiducia ed estrema disponibilità dall’altro…” ? Infatti questa citazione riguarda la pagina 255 del libro di Pinotti “UFO SCACCHIERA ITALIA Oscar Mondatori uscito nel 1992 e ristampato in ben 6 edizioni (ultima del 1999).
Quel libro, in sintesi, portava il CUN al centro della ufologia italiana e costituiva una prova certa che Roberto Pinotti, ricercatore credibile, fosse distante mille miglia dalle già note (a lui e a pochi altri) fantascientifiche e deliranti storie di AMICIZIA.
Rubo la frase scritta da un amico su internet :” Ma una logica a tutta questa superficialità ci deve pur essere….”

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