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Corso di Filosofia in Sei Ore e un Quarto

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 115
  • Formato: 13x22
  • Anno: 2011

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Un’eccentrica lezione di filosofia da leggere tutta d’un fiato. Da Kant a Hegel, da Sartre a Heidegger e a Nietzsche, «lasciando al marxismo il quarto d’ora finale».

Un antimanuale pieno di umorismo e di brillanti intuizioni redatto da Witold Gombrowicz (1904-1969), il maggiore scrittore polacco del Novecento. Le interpretazioni dell’uomo e del mondo occidentale riviste con l’occhio ironico di chi si sente lontano dall’accademia, critico verso le vuote astrazioni, scettico sui sistemi di pensiero troppo distanti dalla vita reale e dalla gente.

Non è una leggenda. Sembra proprio che la passione per la filosofia e il Corso di filosofia in sei ore e un quarto abbiano salvato Witold Gombrowicz dal suicidio. Nel 1969 a Vence-en-Provence, devastato da una malattia ai polmoni che lo tormentava fin dall'adolescenza, lo scrittore polacco chiedeva con insistenza agli amici Konstanty A. Jeleriski e Dominique de Roux di procurargli una pistola o del veleno.

Queste lezioni furono tenute nei mesi di aprile e maggio 1969 alla moglie Rita Labrousse e allo stesso Dominique de Roux, che "aveva capito" conferma la moglie dello scrittore "che soltanto la filosofia, in quel momento di decadenza fisica, aveva il potere di mobilitare il suo spirito".

Il Corso di filosofia in sei ore e un quarto risulta così una rivisitazione personalissima dei pensatori che hanno dato vita alla filosofia del nostro secolo, ed è la chiave per rileggere l'intera opera narrativa, teatrale, diaristica di Gombrowicz. La filosofia infatti fu la sua passione dominante: "realmente amava parlare soltanto di filosofia" ricorda il poeta Czeslaw Milosz.

Quello di Gombrowicz è uno stile di pensiero non sistematico, fatto di fulminee illuminazioni, di intuizioni appena tematizzate, sempre legate alla concretezza della vita, alla condizione disperante dell'uomo. Lo scrittore polacco rivendica un sapere specifico: il sapere del molteplice, e del contraddittorio, irriducibile a una dimensione filosofica in senso accademico, a un sistema compiuto.

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