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La Crisi del Mondo Moderno

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Rene Guénon, il principale esponente del «tradizionalismo integrale», colloca la «crisi del mondo moderno» in una vasta prospettiva storica, in relazione a quell'«età oscura» - fase terminale di un ciclo e conclusione di una lunga concatenazione di cause e di effetti - preconizzata fin da tempi lontani.

I principali aspetti per i quali lo sviluppo del mondo moderno ha portato ad una crisi inevitabile e profonda vengono magistralmente analizzati ad uno ad uno, non solo nel campo sociale ma anche in quello della concezione generale della vita e della conoscenza.

 A tali aspetti viene dato rilievo anche mediante un confronto fra l'Occidente moderno e ciò che fu il mondo tradizionale orientale, ma altresì europeo; essi portano a considerazioni su problemi generali, come per esempio quello dei rapporti fra contemplazione e azione.

L'introduzione di Julius Evola - esponente di una linea di pensiero parallela a quella di Guénon - offre inoltre alcuni utili punti di riferimento per un inquadramento adeguato delle prospettive generali esposte nel libro.

AUTORE

René Guénon (Blois 1886 - Il Cairo 1951), matematico, metafisico, esoterista francese, viene considerato il rappresentante principale del Tradizionalismo Integrale. Iniziato all’esoterismo islamico, si trasferì al Cairo nel 1930 dove rimase sino alla morte. Collaboratore di molte riviste, ma soprattutto di Le Voile d’Isis, poi Études Traditionnelles, con centinaia di articoli. Il suo primo libro è stato Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), cui ne seguirono altri sedici: tra essi La crisi del mondo moderno (1927). Una dozzina di raccolte di articoli è apparsa postuma. Due di esse, Forme tradizionali e cicli cosmici e La Tradizione e le tradizioni, sono state pubblicate in Italia dalle Edizioni Mediterranee. Fieramente antimoderno, ha sostenuto l’esistenza di una Tradizione Primordiale da cui sono derivate tutte le altre, la prevalenza della contemplazione sull’azione e dell’Oriente sull’Occidente. Il suo incontro critico con Julius Evola avvenne nel 1925. Lascia un immenso epistolario con molteplici personalità, purtroppo per la maggior parte inedito.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 13 maggio 2015

Bellissimo libro che va letto insieme a "Il regno della quantità e i segni dei tempi" per giungere in profondità all'attuale e apparentemente insanabile "crisi della modernità", non solo italiana ma mondiale. La prefazione di Evola forse non è tanto appropriata, vista l'abissale differenza fra i due, sia in termini iniziatici che spirituali. In questo scritto vediamo finalmente dipanata la vorticosa teoria del Kali Yuga, tempo fatto di arida téchne e regresso spirituale, immonda era in cui la Controtradizione cainita la farà da padrone. Ricchezza materiale e prestanza fisica, ipocrisia e inganni, ignoranza e idolatria, egoismo e autodistruzione: nel Kali Yuga prospettatoci da Guenon troviamo i vizi ancestrali ed atavici dell'essere umano, concentrati ed elevati all'ennesima potenza. Quanto sarebbe utile e bello che questo grande iniziato divenisse materia di studio nelle nostre scuole, così micragnose e povere di spirito di curiosità e ricerca. Il mio salutare consiglio è di leggerlo in assoluta solitudine, per non farsi turbare troppo dagli stress quotidiani. Buona lettura!!!

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Scritto da: - 15 novembre 2013

L'Opera Prima del Guènon, il punto obbligato da cui partire per comprendere appieno il suo fondamentale contributo agli studi Tradizionali; pur contenendo l'incredibile e celebre "cantonata" a proposito del giudizio dato sul Buddismo delle origini, questo testo in realtà spiana la strada sia all'Evola di "Rivolta contro il mondo moderno", sia al De Giorgio de "La Tradizione Romana" tanto per citare due tra i nostri più autorevoli studiosi della Tradizione e delle Tradizioni. Opera di una lucidità sorprendente, usa la dialettica per sconfiggere la dialettica, si pone come piedistallo per il pensiero antiaccademico del 900 e dei secoli a venire. Insieme a "Introduzione generale allo studio delle Dottrine Indù", la summa dell'essenza dell'esoterista francese. Imprescindibile.

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