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Dal Divino all'Umano

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 160
  • Formato: 15,50x21,50
  • Anno: 1993

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L'Autore argomenta metafisicamente come il fenomeno religioso sia riconducibile ad una espressione insieme intellettiva e volitiva della relazione tra «il Principio» e la sua manifestazione, ossia tra la divinità e il mondo.

Ogni religione si presenta come un «mito» riferentesi a un certo «archetipo», e pertanto a tutti gli archetipi. Conseguentemente, tutti gli aspetti sono da ritenersi collegati tra loro. Così, Buddhismo e Cristianesimo si ispirano evidentemente allo stesso archetipo, pur non attingendo l'uno dall'altro, a prescindere dalla impossibilità storica di tale ipotesi. L'uomo ha bisogno - in ogni caso - di un Dio umanizzato, cioè di un Dio che in qualche modo gli somigli.

Analogamente, lo Yin-Yang taoistico simbolizza il rapporto tra l'Assoluto e il contingente, Dio e il mondo, o Dio e l'uomo: la parte bianca rappresenta Dio, la nera l'uomo; il punto nero nel bianco è ('«uomo in Dio», il punto bianco nel nero è il «Dio umano». Poiché - conclude l'Autore - gli archetipi di ordine trascendente sono anche quelli dell'ordine immanente, l'accettazione del messaggio religioso coincide con l'accettazione di ciò che siamo in noi stessi e al di là di noi: credere in Dio vuoi dire ridiventare ciò che realmente siamo.

AUTORE

Frithjof Schuon è nato a Basìlea nel 1907 da padre originario del Wùttemberg e da madre alsaziana. Dal 1930 al 1932 lavorò come disegnatore d'arte a Parigi, senza tuttavìa trascurare gli studi orientalistici, compreso quello dell'arabo; poco dopo si recò nell'Africa settentrionale per studiarvi il Sufismo: in questo periodo conobbe lo Cheikh EI-Allaoui. Il seguito della sua vita è caratterizzato da una serie di viaggi in vari paesi orientali; fece visita due volte a Guénon al Cairo; un soggiorno in India fu interrotto dalla seconda guerra mondiale. Più tardi, nel 1959 e nel 1963, Schuon soggiornò piuttosto a lungo presso gli Indiani d'America del Nord; strinse amicizia con personaggi eminenti e fu adottato dalla tribù dei Sioux. Fin dalla prima giovinezza Schuon s'interessò alle civiltà orientali ed in particolare anche alla loro arte; collaborò per due decenni con Guénon a «Etudes Traditionneles». Dopo aver vissuto per quarant'anni sulle rive del lago Lemano, si è ritirato negli Stati Uniti.

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