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Dante e la Gnosi

Esoterismo del "Convivio"

 
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L'autore propone un'interpretazione del "Convivio" che scopre in Dante il fautore di una religione universale di tipo gnostico.

L'avere relegato l'opera complessiva di Dante nelle storie della letteratura non rende giustizia al "sommo poeta", del quale a ragione è stato detto che è "il padre della lingua italiana". Vi sono, infatti, nella sua opera straordinaria, aspetti ancora inesplorati, che riguardano il suo contenuto di dottrina. Per certi versi, nonostante l'innumerevole quantità di libri che gli sono stati dedicati, l'autore ancora oggi può essere definito: Dante, questo sconosciuto. La maggior parte della critica, per ragioni diverse, si è dimostrata riluttante a prendere in considerazione, in maniera sistematica, la possibilità che nell'opera di Dante sia presente, anche se dissimulata, una dottrina filosofico-religiosa eterodossa. Gli scritti di coloro che hanno sostenuto questa possibilità non hanno meritato neanche una vera e propria confutazione, ma semplicemente uno sdegnato rigetto.

Adriano Lanza si inscrive decisamente tra coloro che sostengono la tesi della eterodossia religiosa di Dante. Con questo suo saggio sul Convivio vuol gettare uno scandaglio in questa direzione, proponendo dell'opera di Dante una lettura nuova, impregiudicata, che fornisca inedite aperture di senso. In particolare, egli ritiene che la più ampia e approfondita conoscenza di quella che è stata chiamata la Gnosi eterna (H. Cornèlis-A. Léonard), che ci vengono fornendo gli studiosi della materia, possa schiudere, con nuovi strumenti, l'acesso al contenuto esoterico dell'opera dantesca, dalla Vita Nuova al Convivio alla Commedia.

A suo giudizio, il più profondo significato dell'opera di Dante può essere colto quando essa sia letta come la trascrizione di una esperienza personale, attraverso la quale, in virtù di una illuminazione rigeneratrice, al di là di ogni struttura istituzionale, dalla alienazione nel mondo l'anima è restituita alla sua condizione originaria, alla salvezza. In ciò sta l'attualità perenne di Dante.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 14 maggio 2015

Un libro sorprendente per come spiega e corrobora la tesi principale, ossia che Dante, comunque fiero difensore di un Cristianesimo depurato dalla corrotta temporalità papale, abbia codificato con arguzia un'escatologia di tipo gnostico-islamico all'interno della Divina Commedia. E' una tesi rivoluzionaria, la quale potrebbe aprire nuove strade per una comprensione globale del pensiero dantesco. Non immaginatevi, però, un Alighieri fattosi segretamente musulmano, che semina misteri in stile "Codice da Vinci" nella sua principale opera. L'influenza islamica che può essere giunta alle orecchie e nell'animo del poeta toscano, è molto raffinata, altamente esoterica e incline al misticismo più profondo. Più un sufismo etereo che uno jihadismo radicale, dunque. Un testo tutto sommato godibile e per nulla pomposo, pur affrontando un argomento piuttosto spinoso. Buona lettura a tutti voi!!!

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Scritto da: - 1 dicembre 2013 Acquistato sul Giardino dei Libri

libro molto bello e controverso . ho apprezzato tutto il lobro e mi ha allargato la conoscenza di questo scrittore ecclettico e ancora da studiare a pieno.

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