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Elogio e Difesa di Julius Evola

Il barone e i terroristi

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 204
  • Formato: 13,50x21,50
  • Anno: 1997

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Julius Evola (1898-1974) a oltre ventanni dalla scomparsa continua ad essere ancora l'ultimo tabù della cultura italiana, che pure tanti "eretici" - letterali, morali, ideologici - ha generosamente accolto nel suo seno. Pittore, poeta, filosofo transidealista, metafisico della civiltà, esoterista, ermetista, orientalista, autore infine di opere di metapolitica, sessuologia e orientamenti esistenziali, apprezzato da noti specialisti italiani e stranieri, tradotto in una dozzina di lingue, per lui vale il detto nemo propheta in patria. In Italia, infatti, l'intellighenzia dominante è solita rammentarne solo certi aspetti che si ritengono negativi - ma che non valgono per altre personalità - al fine esclusivo di ignorarlo, squalificarlo o demonizzarlo. Ciò non impedisce affatto che la sua "visione del mondo" sia sempre più diffusa e nota.

Una delle accuse più pesanti e più false è quella di essere stato il "cattivo maestro" di varie generazioni di giovani: all'inizio degli anni Cinquanta di coloro che poi vennero coinvolti nel cosiddetto "processo dei FAR"; quindi, posi mortem, di coloro che alla fine degli anni Settanta si resero protagonisti del cosiddetto "terrorismo nero".

L'accusa, nata in ambienti intellettuali ben precisi, è stata poi ripresa e ampliata per un quindicennio da sociologi e politologi sia "di sinistra" come "di destra", divenendo uno di quei luoghi comuni che il giornalismo orecchiante riprende aprioristicamente. In questo libro - a metà strada fra il saggiò storico e il pamphlet, la cronaca e l'indagine critica - Gianfranco de Turris ripercorre l'attività metapolitica di Julius Evola dal 1948 al 1974 spiegandone gli scopi e le modalità, i fini e le intenzioni, basandosi sui suoi scritti (libri, articoli, interviste) per lo più rari e dimenticati, oppure noti ma volutamente trascurati, e ricorrendo a molte testimonianze edite e inedite di chi visse quei due periodi. In tal modo smonta pezzo per pezzo, citazione per citazione, l'inconsistente castello accusatorio messo su dal 1979 ad oggi, dimostrando che non è mai esistito un "cattivo maestro", bensì, eventualmente, dei "cattivi discepoli" e per certo dei "cattivi esegeti". Ne emerge il ritratto a tutto tondo di un pensatore che, in un "mondo di rovine", aveva inteso, in buona fede, suscitare una "rivoluzione spirituale" facendo riferimento a quei valori perenni dai quali, al di là della contingenza storica, non si era mai allontanato. Da qui il titolo di questo libro: non solo difesa dalle false accuse, ma anche elogio di un pensatore anticonformista.

AUTORE

Gianfranco De Turris giornalista e scrittore, ha curato Omaggio a Evola (Volpe, 1973) e Testimonianze su Evola (Edizioni Mediterranee, 1973; 28 ed. ampliata, 1985). Dal 1993 è presidente della Fondazione "Julius Evola", coordinandone i "Quaderni", e dirige la nuova ristampa commentata delie opere del pensatore tradizionalista pubblicata dalle Edizioni Mediterranee. È autore di nove libri di narrativa fantastica e saggistica.

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