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Far Nascere Dio

Lettere di un insubordinato 1943 - 1992

 

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Tutti i libri di Satprem - romanzi, racconti, saggi - sono contemporaneamente una sfida e un viatico, spalancano orizzonti e danno le vertigini. Appartengono a quel genere di opere che spronano il lettore a buttarsi per le via del mondo e al tempo stesso a intraprendere il proprio tragitto interiore.

Opere del genere sono rare, e il più delle volte tenute a distanza prima che s'impongano con la loro evidenza, con la loro folgorante e spietata lucidità... Queste lettere che si succedono nell'arco di mezzo secolo (1943-1992) non costituiscono delle "memorie": rivelano un percorso che cerca via via il proprio tracciato, lo perde, lo conquista. Ognuno viene invitato senza mezzi termini a seguire l'intimo tragitto di una delle avventure più radicali, e più sconvolgenti, del nostro tempo...

Le lettere di Satprem, buttando a mare tante sedimentazioni di tombe e di paure, hanno fortificato potere di rompere gli ormeggi da ogni norma stabilita, anzi di chiedere l'impossibile. Una caparbia vocazione, quella di Satprem. Che dice infatti: "Non saranno mai troppi gli insubordinati, mai troppi i provocatori. In un certo senso, ho fatto di tutto per portare scandalo e scompiglio dovunque passassi".

AUTORE

Satprem, bretone di origine, è nato a Parigi il 30 Ottobre 1923.
A 18 anni fa parte della Resistenza contro i nazisti. Un giorno si accorge che nel suo gruppo c'è una spia: «Allora mi sono messo in moto per avvertire i compagni. Il primo da cui sono andato era il traditore. Appena sono uscito da casa sua è arrivata a tutta velocità un'auto della Kriminal Polizei e ne sono balzati fuori due uomini con la rivoltella in pugno...».
Un anno e mezzo nei lager nazisti: «Che cosa resta di un uomo quando non c'è più niente?». Incalzato da questa domanda, con la sete di spazio che gli ha lasciato nel suo cuore la sua infanzia sulle coste della Bretagna, Satprem girerà il mondo alla ricerca di "che cos'è DAVVERO un uomo". Dopo una breve parentesi come funzionario governativo nell'allora colonia di Pondichéry, dove incontra Sri Aurobindo e Mère, Satprem - sarà Mère a chiamarlo così: "uno che ama davvero" - si butta in una serie di esperienze estreme: in Nepal a fumare l'oppio, a cercare l'oro nella foresta amazzonica, in Brasile nelle miniere di mica, nell'Africa Nera...
Nel 1954 torna a Pondichéry: «Mère mi ha fatto capire che c'era un'altra avventura...». Satprem scoprirà a poco a poco la fantastica avventura che Mère sta vivendo e che un giorno comincerà, fisicamente, anche per lui.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 14 ottobre 2011

Una precisazione, in onore a Satprem, innanzitutto: quando egli seppe che in Italia il libro sarebbe uscito con il titolo 'Far nascere Dio' s'incavolò di brutto in quanto il vero e unico titolo era ed è 'LETTERE DA UN INSUBORDINATO'. Satprem con questo testo ha creato un ulteriore ponte fra noi (ricercatori di Senso, di Verità) e il messaggio di Sri Aurobindo. Non si è minimamente risparmiato nel riportare - attraverso gli scambi epistolari avuti per anni con alcuni amici - e in ogni minimo dettaglio, l'excursus del proprio 'calvario' (irto di debolezze, difficoltà, intime ribellioni) che lo consegnò, infine, ai piedi del Purna Yoga ( o Yoga Integrale) così come offerto da Sri Aurobindo e da Mère. --o0o--

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