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Felicità

La nuova scienza del benessere comune

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 357
  • Formato: 14x22
  • Anno: 2005

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Al centro della nostra vita c'è un paradosso.

Negli ultimi cinquantanni, mentre la ricchezza dei Paesi occidentali ha continuato a crescere, i loro abitanti non sono affatto diventati più felici - anzi, si sono diffuse vere e proprie malattie sociali come ansia e depressione, la famiglia è entrata in crisi e sono drasticamente diminuite la fiducia negli altri e la fedeltà ai valori comunitari.

Tutte le discussioni su come possiamo migliorare la nostra vita dovrebbero prendere come punto di partenza questo paradosso, guardando al quale i governi dovrebbero rivedere i loro obiettivi e ognuno di noi dovrebbe ripensare gli scopi che si è dato nella propria esistenza: il mero aumento del PIL è un metro del tutto inadeguato a misurare l'autentico benessere.

Ecco perché il saggio di Richard Layard affronta anzitutto la questione dell'autentica natura della felicità per approdare al la proposta di una possibile via per raggiungerla.  Muovendosi nella tradizione di grandi economisti "umanisti" come Keynes e Amartya Sen, l'autore pone le basi per una vera "scienza della felicità", fondata sui saperi combinati della psicologia, della sociologia, dell'economia e della politica.

Il quadro che ne emerge ci mostra come l'individualismo esasperato che caratterizza il mondo contemporaneo rappresenta un grosso ostacolo per la crescita della felicità: occorrerà invece cambiare, dopo il crollo delle ideologie e il declino delle fedi religiose, il nostro approccio ai "sette motori del benessere" (famiglia, lavoro, libertà, salute, amici, valori personali e ricchezza) e recuperare una concezione della nostra vita più aperta alla dimensione comunitaria, con un'etica e una politica che sappiano trarre ispirazione dal principio di Bentham della "massima felicità possibile" per tutti gli uomini.

 

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