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Il Femminile tra Mancanza e Desiderio

Saggio sulla condizione umana

 

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L’esperienza della mancanza o del limite si può dire connaturata all’essere umano, ma da sempre rifiutata e negata in molteplici modi, fra i quali la proiezione, vale a dire l’attribuzione ad altri dei propri limiti e mancanze; altri che verrebbero in tal modo svalutati e, di conseguenza, considerati inferiori. Ora, da sempre e in tutte le culture, ad essere considerate inferiori sono state due categorie di persone: le donne e gli anziani. Ma mentre per questi ultimi la proiezione avviene sulla base di una reale e progressiva inferiorità, per la donna si tratta di una proiezione puramente culturale, anche se fondata su un vissuto psichico universale: l’angoscia di castrazione.

Viceversa, sono proprio il riconoscimento e l’accettazione della mancanza a essere necessari al fine di attivare quella spinta e quella ricerca senza sosta e senza appagamento definitivo che è il desiderio, anziché rimuoverla o declinarla nel senso dell’avidità o del potere. E così ‘il femminile’, in quanto culturalmente portatore di questo senso di mancanza e incompletezza, nella misura in cui viene riconosciuto, accettato e valorizzato, viene a costituire una dimensione umana non inferiore e negativa, ma fondamentale e necessaria ad attivare, in entrambi i sessi, il processo di ricerca, sviluppo e realizzazione del proprio sé desiderante.

AUTORE

Giorgio Sassanelli, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, vive e lavora a Roma. Dal 1998 al 2002 è stato presidente del Centro Psicoanalitico di Roma. Il suo specifico interesse per il tema del narcisismo (L’Io e lo specchio, 1989, e Narcisismo. Condizione umana o disturbo della personalità?, 1998) non ha impedito l’esplorazione di altre aree dell’esperienza umana e terapeutica, come quella della relazione analitica (La psicoanalisi e i suoi miti, 1997) e della passione (Itinerari e figure della passione, 2008). Del 2012 è il suo saggio L’inconscio, questo sconosciuto.

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