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Forme tradizionali e cicli cosmici

 
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L'opera più originale di Guénon. Di particolare interesse sono i capitoli dedicati alla Regione Iperborea e all'Atlantide, e lo studio dei cicli cosmici.

Gli articoli raccolti in questo volume rappresentano l'aspetto forse più "originale" - e per molti lettori anche il più sconcertante - dell'opera di René Guénon. Si sarebbe potuto scegliere un titolo come "Frammenti di una storia sconosciuta", ma d'una storia che ingloba protostoria e preistoria, poiché inizia la Tradizione primordiale contemporanea agli albori della presente umanità. Si tratta di frammenti destinati a rimanere tali, nel senso che sarebbe stato certamente impossibile, per lo stesso Guénon, esporre questa storia senza soluzione di continuità e senza lacune, poiché le fonti tradizionali che gli hanno fornito i vari elementi erano verosimilmente molteplici. Anche da un altro punto di vista questi possono definirsi "frammenti": nella raccolta,  infatti, si sono potuti riunire soltanto i testi che ancora non sono stati incorporati in volumi anteriori, sia dallo stesso Guénon, sia da coloro i quali hanno provveduto alla compilazione delle raccolte postume già pubblicate.

Dei testi contenuti in quest'opera, soprattutto quelli riguardanti la Regione Iperborea e l'Atlantide costituiranno per alcuni la pietra dello scandalo, poiché quanto viene detto su tali argomenti si trova in netto contrasto con le idee generalmente prevalenti nel mondo scientifico occidentale. Più numerosi sarebbero forse i punti di contatto con i risultati della ricerca scientifica sovietica; ma  la conoscenza che abbiamo di essi è troppo imperfetta, per poterne trarre delle utili conclusioni. D'altra parte, dato il carattere chiaramente  preistorico delle epoche alle quali ci riportano le tradizioni iperborea ed atlantidea, non si potrebbe ricavarne che semplici indizi o fasci d'indizi, per lo più nei domini dell'etnografia, della linguistica comparata e delle religioni.

Lo studio dei cicli cosmici, con cui s'inizia la raccolta, data la sua caratteristica di preambolo, non presenta particolari difficoltà, essendo generalmente nota in Occidente l'esistenza di una dottrina dei cicli, nella tradizione indù. Si sa ora dell'esistenza di teorie cicliche anche nella Cabala ebraica e nell'esoterismo islamico. Le conoscenze cosmologiche tradizionali racchiuse in questi quattro  libri costituiscono una summa che senza dubbio non ha uguali in nessuna lingua.

AUTORE

René Guénon (Blois 1886 - Il Cairo 1951), matematico, metafisico, esoterista francese, viene considerato il rappresentante principale del Tradizionalismo Integrale. Iniziato all’esoterismo islamico, si trasferì al Cairo nel 1930 dove rimase sino alla morte. Collaboratore di molte riviste, ma soprattutto di Le Voile d’Isis, poi Études Traditionnelles, con centinaia di articoli. Il suo primo libro è stato Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), cui ne seguirono altri sedici: tra essi La crisi del mondo moderno (1927). Una dozzina di raccolte di articoli è apparsa postuma. Due di esse, Forme tradizionali e cicli cosmici e La Tradizione e le tradizioni, sono state pubblicate in Italia dalle Edizioni Mediterranee. Fieramente antimoderno, ha sostenuto l’esistenza di una Tradizione Primordiale da cui sono derivate tutte le altre, la prevalenza della contemplazione sull’azione e dell’Oriente sull’Occidente. Il suo incontro critico con Julius Evola avvenne nel 1925. Lascia un immenso epistolario con molteplici personalità, purtroppo per la maggior parte inedito.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 13 maggio 2015

Quando un iniziato serio del calibro di Renè Guenon si avventura nell'impervio sentiero della "preistoria non ufficiale", che lui ha sempre legato ai suoi intensi studi sulla Tradizione Primordiale, possiamo star certi che il risultato non può che essere stratosferico e mai banale. Un altro libro che non può mancare nella biblioteca di chi si vuole saggiamente abbeverare alle fonti delle corrette "organizzazioni iniziatiche". Come sempre, buona lettura a tutti voi!!!

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