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Frutti Dimenticati, Frutti Indimenticabili

Tradizione, biodiversità, cucina

 

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I Frutti Dimenticati ricordano quella ruota della vita che non ha smesso di girare su se stessa e scricchiola senza fermarsi. Contengono alcuni ricordi infantili, evocano una natura fuori e dentro il tempo, colgono nomi e fiori e bacche, e rappresentano una civiltà che dopo aver perso memoria di sé, converte il lutto, la perdita in rivalsa e in uno strano piacere dal gusto acidulo e dolce, sconosciuto.

Ieri, poi oggi, e quelle cotogne, quelle sorbe tornano all'attenzione, producono una nuova letteratura. La ruota gira, e per studiarne il moto ineguale, quello di una infinita spirale che si avvolge e si riapre, ci sono le pagine di Graziano Pozzetto tutte impresse con i piedi piantati in terra, nella medesima terra di Romagna. Ma forse oltre che una ruota è una macina nella quale vengono triturati i frutti, i prodotti, i cibi e i loro nomi per farne scrittura, per restituirli al piacere o al rimpianto dei lettori.

I Frutti Indimenticabili preparano un nuovo esercizio di memoria destinato a risvegliare gli insonnoliti consumatori di una piadina sigillata nel cellophane e marchiata IGP, e a vellicare i sensi curiosi di altri alla caccia di richiami sensoriali. Così la ruota riprende lentamente, scricchiolando, girando lenta, a muovere il tempo, verso un tempo che farà tesoro dei ricordi e li tradurrà in esperienze vive. Quale premio toccherà al vecchio lettore? Quale all'ultimo, giovane? E detto in questo libro.

Un frutto: una piccola nespola, gialla e ovale, tenera in bocca, e, sputati i noccioli, grata alla gola e ancor più al cervello [dalla presentazione di Alberto Capotti].

AUTORE

Graziano Pozzetto è giornalista, scrittore, gastronomo, bibliofilo, ricercatore, autore rigoroso e prolifico, divulgatore appassionato e molto attivo (oltre 2300 incontri in quarant'anni). Ha ottenuto importanti riconoscimenti locali e nazionali. È stato tra i fondatori storici dell'Arcigola Slow Food. È protagonista di un enciclopedica codificazione culturale ed antropologica sui mangiari, cibi, vini, prodotti tipici, eccellenze, memorie identitarie, storie e testimonianze di cibo delle Romagne. Ha tracciato il mosaico delle unicità gastronomiche e culturali che, insidiate da omologazioni devastanti, esprimono la civiltà, la storia, il territorio e la sua gente.

Tra le tante pubblicazioni ricordiamo La piadina romagnola tradizionale (Panozzo, Rimini, 2005, finalista Premio Bancarella Cucina); I grandi mangiatori di Romagna (Panozzo, Rimini, 2012); Le cucine di Romagna, storia e ricette (2013); La cucina del Parco del Delta (2014); La cucina del Montefeltro (2014). Questi ultimi tre editi da ORME/TARKA, Roma.

La Giuria del Premio Bancarella Cucina gli ha conferito il Premio Baldassarre Molossi 2011 alla carriera.

Per i tipi del Ponte Vecchio ha pubblicato Caro vecchio porco ti voglio bene. La tradizione del maiale in Romagna (2014)

Graziano è orgoglioso di far parte dell'"Unione degli inciciuiti" di Ravenna, la cui appartenenza si guadagnava meritoriamente tutti i giorni: invecchiando gli riesce sempre meglio!

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