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Generazione Decrescente

Riflessione semi-autobiografica sul mondo che è e che potrà essere

 

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Quella di chi oggi ha trenta-quarant'armi è la prima generazione che non avrà di più dei propri genitori. Ma non avere di più, non significa non potere fare di più, né tanto meno non avere di meglio. Del resto è proprio questa generazione a parlare con convinzione di sostenibilità o decrescita, sia per una visione diversa della vita e del mondo, sia perché la limitatezza delle risorse appare particolarmente minacciosa per chi ha più anni da trascorrere su questo piccolo pianeta.

Ciò non significa ripudiare il «progresso» o rifiutare quanto abbiamo, ma diventare consapevoli del fatto che non si può più produrre, consumare e sprecare come si è fatto finora.

In queste pagine personali e spesso autobiografiche, Andrea Bertaglio ci offre molte utili indicazioni per vincere quel sentimento di deriva in cui molti di noi si dibattono e per trovare risvolti positivi anche nella situazione attuale. Ma soprattutto, attraverso la descrizione di alcune realtà «virtuose», l'autore ci invita a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c'è urgente bisogno e che comunque sta arrivando, alla faccia di chi pensa che un altro mondo non sia possibile.

INDICE

Premessa. Questa famigerata decrescita

PARTE PRIMA
Cosa c'è che non va

  • Esordio,
  • Generazioni presenti, altro che future,
  • La svolta epocale degli eterni insoddisfatti,
  • Consumismo programmato,
  • Per non rassegnarsi servono pazienza e buoni modelli,

PARTE SECONDA
La mia transizione

  • Cosa mi ha portato qui,
  • L'arancia del nonno,
  • Un nazionalismo «sano»,
  • Mio padre, un «decrescente» inconsapevole,
  • Dove voglio andare,

PARTE TERZA
Buoni esempi da seguire

  • Vivere la decrescita senza tornare nelle caverne,
  • L'Università del Saper Fare,
  • Due chiacchiere con Jean-Louis, Movimento Decrescita Felice Torino: si può vivere bene anche in città,
  • I ragazzi di Pescomaggiore: l'ecovillaggio ÈVA,
  • Diamo tempo al tempo. Però muoviamoci!

 

APPROFONDIMENTI

Dalla prefazione:

"Di primo acchito si è portati a credere che la decrescita sia una teoria economica, provocatoria o bizzarra a seconda dei punti di vista, che si propone velleitariamente di rovesciare il caposaldo su cui si fondano le attività produttive nelle società industriali. Questo libro dimostra, a partire dall'esperienza di vita dell'autore Andrea Bertaglio e dai problemi esistenziali della generazione dei giovani alla soglia dell'età matura a cui appartiene, che la decrescita non si limita a essere una critica radicale a un sistema economico e produttivo entrato in una recessione così profonda da assumere i connotati di una crisi di civiltà, ma costituisce il quadro di riferimento di un sistema di valori in grado di indicare la prospettiva di un futuro più desiderabile.

Il punto di partenza è la descrizione della morsa in cui sono state costrette le giovani generazioni, la sua e quelle successive, tra il modello, devastante per gli individui e per il pianeta, dell'usa e getta e del tutto e subito presentati come fattori di progresso, e l'esclusione dalla possibilità di avere un lavoro regolare che consenta di ottenere in modo autonomo non «il sempre di più», ma «il necessario» per vivere.

Quando tutti i messaggi che ricevi ti spingono a identificare il senso della vita con l'avere sempre di più e non sei in condizione di realizzare questo obiettivo perché non riesci a trovare un impiego, o devi accontentarti di un lavoro precario, dequalificato e sottopagato; quando i modelli vincenti che ti vengono propinati sono il successo e il denaro ottenuti non in base al merito, ma a meccanismi di selezione basati sull'apparenza e sull'intrattenimento idiota; quando i padri ti dicono di aver fatto di più dei loro padri partendo da condizioni più difficili da quelle in cui, grazie al loro lavoro, ti hanno fatto crescere, alla frustrazione di non riuscire a essere indipendente si somma la distruzione dell'autostima e non ti restano che vie di fuga dalla realtà, nello sballo o nella ricerca di rapporti umani basati su quell'usa e getta, su quel tutto e subito che ti hanno offerto come modello di vita..."

Maurizio Pallante

AUTORE

Andrea Bertaglio, classe 1979, scrive per vari quotidiani nazionali, riviste e web-magazine, occupandosi principalmente di temi ambientali e sociali. Laureato in Sociologia, ha lavorato nel 2007 in Germania presso il Centre on Sustainable Consumption and Production, nato dalla collaborazione tra il Wuppertal Institut per il Clima, l'Ambiente e l'Energia e l'UNEP, il «Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente». Fa parte del Movimento per la Decrescita Felice, di cui è stato vice-presidente e a cui collabora partecipando a seminari, convegni e conferenze.

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Scritto da: - 25 ottobre 2013 Acquistato sul Giardino dei Libri

Nuovo perchè scritto dal punto di vista di un trentenne. Fornisce spunti di riflessione sull'argomento della decrescita. Contiene interessanti testimonianze di giovani che hanno avuto il coraggio di intraprendere la strada della decrescita.

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