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Il Giardino dei Fiori d'Asfalto

Diario di un clown metropolitano

 

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Una cordata di associazioni si occupa per anni di un cortile difficile della periferia milanese, contornato da palazzoni marroni e farcito di criminalità e violenza. Arrivano i clown, con il loro carico di colori e ironia, a insegnare le arti circensi ai bambini speciali, "che ti guardano per capire se possono fregarti o volerti bene".

Scommettono che la fantasia può trasformare quel cortile in un "giardino dei fiori d'asfalto". E la magia accade. Lontano dalla strada i bimbi hanno una chance e si inventano una loro vita come acrobati, giocolieri, clown, domatori...

Questo diario restituisce con freschezza la storia di un impegno per i diritti dei minori in un ambiente scoppiettante popolato di bimbi pieni di talento.

Parte del ricavato della vendita di questo libro andrà a sostenere i sogni realizzabili dell'associazione Towanda, fondata dall'autrice.

“Mi piacerebbe nella vita, prima o poi, capire quando un bambino decide di diventare cattivo. Secondo me c’è un momento specifico, un qualcosa che accade, che fa dire a un bambino ‘Adesso mi arrabbio’. Come succede in un’opera di Brecht, dove la protagonista per il primo atto è buona da far paura, poi succede che vogliono toglierle un bambino e lei decide di diventare una tigre. Dice proprio così, ‘diventerò una tigre’. Insomma, mi piacerebbe capire quando un bambino decide di difendersi da solo.”

AUTORE

Alessandra Pierattelli (nata a Milano nel 1974) segue da anni, con l’Associazione Veronica Sacchi Onlus, progetti di avvicinamento al volontariato nelle scuole e laboratori di clownerie rivolti a soggetti svantaggiati (disabili, minori in custodia cautelare e i suoi amati bambini “speciali”). Oggi mette a frutto in ambito sociale l’esperienza artistica maturata soprattutto alla Scuola di Arti Circensi e Teatrali diretta da Maurizio Accattato, interpretando la clownerie come metodo di comunicazione, strumento di relazione e filosofia di vita. È presidente dell’associazione Towanda, che utilizza la clownerie come strumento educativo, pedagogico e di emancipazione sociale a favore di soggetti che vivono in temporanee o permanenti situazioni di emarginazione, disagio o malattia, collaborando con figure professionali diverse dal clown.

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