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Gli Insegnamenti del Buddha

La dottrina della ragione e della meditazione

 
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Questo autorevole classico contribuirà all'esatta conoscenza della dottrina buddhista, una delle maggiori religioni del mondo e, allo stesso tempo, al dialogo ecumenico, lungo un cammino sostanzialmente comune, che è parte essenziale dello sviluppo dell'umanità.

Il libro contiene l'antica e originale dottrina del Buddha, il cui scopo è lo sviluppo dell'uomo, il quale coscientemente subordina la propria individualità alla luce del vero Sé. Soltanto in vista di ciò il divenire dell'individuo acquista un vero significato. Tale esigenza implica la mediazione, tipicamente indiana, tra religione e filosofia.

La presente opera conduce essenzialmente alla conoscenza della visione religiosa degli insegnamenti del Buddha. Attraverso di essi, la nostra sbiadita esperienza quotidiana nelle cose del mondo recupera la sua autentica dimensione.

Georg Grimm illustra, in maniera chiara e semplice, il cammino della liberazione da un mondo dilaniato dal dolore e attanagliato dalla paura. Tale cammino si determina attraverso le possibilità della meditazione e della ragione. Malgrado tutto, è l'evidenza a contrassegnare questa pragmatica dottrina del Buddha, le cui esigenze etiche, sotto un certo aspetto, aiutano a meglio comprendere le altre religioni del mondo.

Già mentre l'autore era ancora in vita sono apparse ben 14 ristampe della presente opera, che si fonda quasi esclusivamente sui discorsi del Buddha e dei suoi discepoli più significativi.

Nel corso degli anni essa ha conquistato sempre  nuovi lettori e appassionati e oggi costituisce un'opera essenziale della  letteratura buddhista. Tuttavia, un classico del genere di presta soprattutto a far conoscere e comprendere la visione religiosa del mondo buddhista - una religione apparentemente estranea al cristianesimo, ma che allo stesso tempo si avvicina ad esso per il proprio contenuto etico. La mistica, in particolare, getta un ponte tra le due religioni.

La presente opera si presta dunque a servire da pietra di costruzione di una visione ecumenica.

AUTORE

Georg Grimm (1868-1945) dopo aver completato il proprio corso di studi di teologìa, si dedicò alla giurisprudenza e intraprese la carriera di magistrato. Il suo interesse per la filosofia lo spinse verso lo studio intensivo dell'opera di Arthur Schopenhauer. Fu per lui, inoltre, piuttosto stimolante il rapporto con Cari Du Prel, autore di «Filosofia della mistica». L'influenza di Schopenhauer lo indusse agli studi d'indologia. Particolare attenzione egli dedicò allo studio del pali. In quest'ambito Grimm fu attratto sempre più dalla dottrina del Buddha. Nel 1915 apparve la prima edizione di questo libro. Definito «il giudice più mite della Baviera», Georg Grimm scrisse le proprie opere con un atteggiamento che gli derivava dalla propria realizzazione pratica della dottrina; egli le scrisse, come spesso affermò, per se stesso. Trascorse gli ultimi dodici anni della propria vita nel tranquillo ambiente bucolico di Ammersee. Un lungo rapporto di amicizia lo unì al noto indianista e filosofo Paul Deussen. Assieme all'indianista Karl Seidenstùcker, Georg Grimm fondò nel 1921 la «Altbuddbistische Gemeinde».

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 6 luglio 2016

La realizzazione dello stato di "buddità" è innanzitutto uno svuotarsi dei pesi dell'Io e delle inutili zavorre dell'ambiente in cui si vive. Splendido libro, lo consiglio a tutti.

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